Quando di un musicista escono più raccolte (“The best of…”) che nuovi lavori, è un brutto segno. Non so se la cosa vale anche per le antologie di racconti. Fatto sta che in questo post c’è ben poco di nuovo, ho deciso di ri-postare un vecchio racconto. Naturalmente, la decisione ha una sua storia -storia attuale.
Stamattina, un utente disperato mi ha chiamato dicendomi che il mouse del suo pc era impazzito e si muoveva da solo, cliccando e selezionando per i fatti suoi. Appurato che il fenomeno persisteva anche staccando il cavo del mouse e quello di rete (cosa che mi ha fatto escludere un illecito controllo remoto), sono andato a vedere di persona. In effetti, vedere ‘sta freccina farsi i cavoli suoi sul desktop faceva una certa impressione. Di certo è assai poco professionale, ma ho iniziato a immaginare che il pc fosse posseduto da un demonietto, da una sorta di poltergeist informatico. L’ho raccontato all’utente, ma il tipo manca di senso dell’umorismo e non ha apprezzato per nulla, lamentandosi, invece, di non poter lavorare. E che palle! Così sono rientrato nei mie panni di serio (?) professionista IT (ecco, questa sigla mi fa pensare a ben altro che a “Information Technology”), indagando sulla causa del problema.
Escluse presenze… ehm… estranee (parlo di trojan, non di demoni), ho scoperto che uno degli adattatori seriale-usb collegati al computer s’era messo a dare i numeri del lotto, originando la divertente (per me) anomalia. Ricondotto a ragione l’apparato, tutto è tornato normale.
Però un mozzicone di frase ha continuato a girarmi per la testa (evidentemente abbastanza vuota da consentirglielo): “ghost in the machine”, fantasma nella macchina. E’ il titolo di un disco dei Police (e qualcos’altro di più filosofico, ma non ricordo di che si tratta… e oggi Wikipedia non funziona
). E’ anche il titolo di un raccontino che scrissi anni fa (nel 2007, quando ero mooolto più bravo e creativo di ora). L’ho trovato (è in questo blog), ho iniziato a rileggerlo ma ho dovuto smettere, se no mi sarei messo a sghignazzare in ufficio
Insomma, se volete farvi quattro risate, vi propongo di leggerlo: http://minimazione.wordpress.com/2007/03/25/ghost-in-the-machine-racconto/
(la protagonista, Sabrina, è ispirata ad una persona esistente -e molto somigliante a lei-, così pure la figura dell’elettrauto Max)
e ti ringrazio di cuore ho letto il racconto e ho riso moltissimo e credimi anche quello che ho appena letto qui ora mi ha solo riconfermato che tu hai un modo stupendo di “raccontare”
un bacione con il sorriso sulle labbra:)
moni
Ora capisco perché il nuovo sistema operativo ne combina di tutti i colori (Lion). Non è l’abilità di quelli della mela: è il fantasma del bruco (della mela) che si è impossessato del mac
Giusto! Gli altri sistemi operativi hanno il baco, MacOS ha il bruco
Ma tu odi i Police!
Be’, diciamo che vivo sereno anche senza i Police
Però il titolo del loro disco mi ha ispirato il racconto!
Un po’ di sano umorismo ci vuole proprio in questi momenti bui!
Buon fine settimana!
L’umorismo è un potente strumento di salvezza, Kat!
tu sei un amico con la A maiuscola e lo sei in tutti i sensi!
ti voglio tanto bene
moni
ciao Mario un bacione:)
monì che è anche qui:))
Io sto ancora lì… ma tu stai ancora qui?
Ussignur!!!
:*
Ancora lusingata di esserti stata d’ispirazione per quel racconto!
)
….Anche se meno contenta dell’autoradio posseduto! :ppp
Un abbraccio Coyote, ti voglio bene!
Roby
Eheheh! Pensa, mi hai ispirato una delle storie più divertenti che abbia scritto
Un abbraccio a te, RobyCara
solo un entità suprema sa quello di cui sono capaci di fare gli utenti su un pc. Vedo demoni tutti i giorni.
FUCK THE POLICE
Ciao Simo! Sì, gli utenti sono in realtà esseri diabolici.
Avevo provato a lasciare un commento su uno dei tuoi post, ma non sono riuscito a farmelo accettare…
e spero presto noi si possa fare 4 ghignate dal vivo:)
Lo spero anch’io, Monì!
Lo spero anch’io… :pp
Certo! Che ghignate sarebbero senza di te?