Amore in cinque minuti

Come? Vuoi che ti parli dell’amore? E che domanda è? Starai mica compilando una voce di quella Wikipedia su Internet, quella celebrazione della fretta? Wiki, wiki… sembra una canzone stupida di vent’anni fa. O ti sei messo a scrivere commenti su quei ricettacoli di nevrastenici, quei blog?

E poi… parlare dell’amore, non è cosa che si possa fare in cinque minuti. E so già che di più non mi ascolteresti. Wiki, wiki…

Ma sì, potrei dirti di quel mio amico… oddio, amico… conoscente, ecco, i cui amori duravano davvero cinque minuti. No, non è quello che pensi, non sto parlando di prestazioni mercenarie… Una sera, ci stavamo annoiando entrambi ad una festa, mi raccontò le sue sventure.

Era un tipo strano, faceva il rappresentante per una casa editrice specializzata in testi scolastici, era pure bravo nel suo mestiere, sapeva convincere con le parole, con le espressioni. Sapeva tutti i trucchi. Solo con le donne era un disastro. E sì che ne incontrava parecchie, spesso insegnanti, vecchie babbione e giovani entusiaste. A volte giovani babbione e vecchie entusiaste.
Di qualcuna, direi di parecchie, gli capitò di infatuarsi. A volte aveva l’impressione di essere corrisposto, allora cercava disperatamente di creare un minimo di intimità, di spostare il lavoro dai programmi ministeriali a, che so, alla poesia, alla filosofia, per finire sul personale. “Sì, scrivo versi, li leggo solo a pochi, fidati amici” oppure “Anch’io dipingo, diciamo che sono un impressionista-divisionista-iperrealista con inclinazione per il cubismo, capisci, no?”. E, insomma, faceva del suo meglio, ma più insisteva e più la faccenda diventava imbarazzante, per lui e per l’interlocutrice.

Ma qualche volta, sai, la statistica, qualcosa scattava. Un senso di aspettativa, sguardi che si incontrano e si distolgono, contatti più o meno accidentali delle mani, le parole finalmente libere dagli artifici e prigioniere di una improvvisa balbuzie… In tutto questo non detto, non fatto forse stava l’inizio di un amore, o l’amore stesso.
Poi, invariabilmente il tempo scadeva, un altro appuntamento lo attendeva, qualche collega della donna si materializzava o, nei casi più favorevoli di incontri fuori dalle strutture preposte, in genere in un caffé, un inopportuno cameriere si presentava.
Allora i discorsi tornavano su più famigliari e innocui binari, le posture si ricomponevano, gli sguardi si posavano sul libro reclamizzato appoggiato sul tavolo, o sul quadro in fondo alla sala, o sull’avventore che imprecava trovando il bagno occupato.
L’amore, o presunto tale, iniziava e finiva in cinque minuti. Wiki, wiki…

Il grottesco di questa faccenda è che si ripeteva periodicamente, cambiando la protagonista, l’ambientazione, il libro di testo. Ma con il medesimo, malinconico epilogo.
Già, l’uomo dagli amori di cinque minuti…

Ti sei già stufato, eh? Hai ricevuto due sms, ne hai mandati tre, e adesso tormenti la tastiera di quel povero portatile… Tranquillo, vado a farmi un sonnellino. Di almeno mezz’ora.
Wiki, wiki… ah, no! Ecco com’era: fiki, fiki!

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18 risposte a Amore in cinque minuti

  1. wilcoyote ha detto:

    Qualche tempo fa un’amica mi disse che avrebbe partecipato al concorso indetto da una libreria, con tema “Amore in cinque minuti”.
    Mi fece leggere il suo racconto, che trovai geniale. Anche perché mi pareva che il tema imponesse restrizioni per me difficilmente superabili. In ogni caso non mi passò neppure per l’anticamera del cervello di partecipare. Non ho certo la stoffa dello scrittore, anche se amo scrivere.

    Sabato sera, passeggiando con un’altra amica (sono circondato da amiche! ^_^), ci imbattemmo nel bando di quel concorso, che avevo quasi rimosso dalla memoria. La consegna del racconto andava fatta entro il giorno dopo, domenica, e l’amica mi suggerì di provare a scrivere qualcosa e mandarlo. Abbozzammo insieme qualche vaga idea, me ne andai a casa deciso a pensarci. In realtà filai a letto, avevo piuttosto sonno. Il giorno dopo, con un certo senso di colpa, provai a scrivere due righe… si fa presto a dire! Sono sempre molto critico verso i lavori degli altri, mi stroncai da solo più volte. Poi, con il mal di testa e piuttosto demoralizzato, la piantai lì. A ciascuno il suo lavoro…

    Oggi, al telefono, l’amica “istigatrice” mi fece sentire ancora più in colpa: le avevo inviato per e-mail il link a questo blog, dicendole che avrebbe trovato il racconto della serata dedicata a Janis Joplin, lei fraintendendo si aspettava il racconto tout-court.
    Rigorosamente in ritardo per il concorso, mi venne uno straccio di idea e, in mezz’ora circa, la trasforamai in uno straccio… e basta, pubblicato qui. Più per lei, forse, che per gli altri.
    Siete liberi di sparare a zero, mi scoccerò sicuramente, ma imparerò sicuramente qualcosa. Magari a limitarmi a scrivere di musica o di scienza, magari a limitarmi. Mmm, difficile! ;D

    Un paio di note: Wiki, da cui Wikipedia e altre parole, deriva da un’espressione hawaiiana (o come cavolo si scrive) che significa “rapido, veloce”. Da cui il gioco di parole.
    “Fiki, fiki”, invece, era una canzone di demenzialità involontaria uscita alla fine degli anni ’80, cantata da Gianni Drudi.

    Ciao!

    Mario

    P.S. …scusate! 😉

  2. OldTimeSoul ha detto:

    Buongiorno Mario!!! ^__^
    a parte le tue spiegazione sul Wiki Wiki e il Fiki Fiki (in effetti mi viene in mente l’autore di quella versione di OVER THE RAINBOW fatta con l’ukulele che ha un nome incasinatissimo con tutti quei wakiki…owaka… boh! te lo scriverò) per il resto…sì beh lo sai che sono di parte anch’io… secondo me il racconto che hai scritto è interessante, mi piace perchè è ironico, semplce e diretto e credo che piacerà anche a molte altre persone che lasceranno il segno qui! il tema da affrontare era un pò una “cazzata” però forse le capacità di uno scrittore stanno anche nel riuscire a rendere decente anche un argomento come questo! io ho le mie idee e opinioni in materia e non mi metto a valutare le capacità e le doti artistiche di qualcuno solo in base a come scrive un raccontino “vincolato”…e poi, non sono una scrittrice, non mi metto a giudicare ma mi limito a dire se una cosa mi è piaciuta o meno! il tuo racconto mi è piaciuto! =)
    un bacione!

    Martina

  3. wilcoyote ha detto:

    Buongiorno a te, Martina!
    Grazie per la lettura e l’apprezzamento!
    Ho messo insieme il tutto in poco più di mezz’ora, non l’ho neppure riletto tutto. Da buon critico mannaro so quali sono i punti deboli, ma chissenefrega!
    …ho capito (ma già lo sapevo) che neppure io sono uno scrittore, continuerò invece ad essere tuo compagno di viaggio per le strade della musica.
    A proposito, il tipo di “Over the rainbow” è mica Israel Kamakawiwo’ole? Più impronunciabile di così!
    Se ti può interessare, guarda questa pagina

    Ciao, un bacione!

    Mario

  4. OldTimeSoul ha detto:

    sì sì sì!!!! è lui!!!!!
    infatti direi che è proprio impronunciabile!!!! ^___^
    a proposito, devo farti sentire quella versione e anche i ballate piratesche e le “sea songs” che ho scaricato! alcune non sono niente male, altre invece sono troppo moderne come sound e perdono di fascino! spero di vederti presto!!!!
    un abbraccio!

    Martina

  5. OldTimeSoul ha detto:

    ah, dimenticavo, ti sembrerà impossibile,ma la sapevo già suonare con l’ukulele!!! è un pò di tempo che non lo tiro fuori dalla sua custodia …dovrò rimediare!
    chissà se mi ricordo ancora tutti gli accordi, ne sapevo molti di più di quelli della chitarra! 😛

    Martina

  6. wilcoyote ha detto:

    Non avevo dubbi che avresti imparato a suonare “Over the rainbow” con l’ukulele! 😀
    Sono curioso di sentire l’originale… e la tua versione! ^__^
    …ci vediamo quando vuoi, giovedì senz’altro per le prove, se ti va anche questa sera!

    Ciao.

    Mario

  7. riuriuchiu ha detto:

    racconto spontaneo, poco costruito decisamente accattivante!

    se solo avessi più energie (da ieri sera marca maluccio) lo stamperei e correrei in libreria a pregare di accettare questi ritardatario!

    (la cosa che mi farà arrabbiare, già lo so, è che il concorso sarà quasi sicuramente vinto da un testo melenso e a tinte forti, eroticamente intenso… quanto ci scommettiamo? le nostre arguzie psicologiche non hanno molto mercato fuori dalla blogosfera.)

    adesso conto le parole e ti faccio un commento più critico e più tecnico in privato, per non annoiare gli altri lettori.

    ciao!

  8. wilcoyote ha detto:

    Ciao Riu!

    Ovviamente è come dici, è stato pensato e scritto di getto, da uno con esperienza zero.
    I dettagli li scriverò anch’io in risposta ad un tuo commento più articolato (un modo per imparare un “mestiere” che non so se sarà mai mio, da chi invece ne sa parecchio).

    Mi dispiace che tu non sia in forma!
    Grazie per la proposta, sei un’amica! Però mancherebbe un sacco di lavoro di lima, che non ho voluto fare, approfittando di questo spazio web assolutamente libero.

    Ma sei così pessimista? Ci sarà modo di leggere il racconto vincitore? Voglio proprio vedere!
    Ho trovato il tuo veramente geniale, per l’idea ed il suo sviluppo, per il tuo stile definito e riconoscibile. Sì, sono curioso di vedere quello che sarà giudicato migliore. Ma da chi è composta la giuria?

    Mario

  9. riuriuchiu ha detto:

    Temo dai lettori e dagli avventori di passaggio… ecco perchè sono poco fiduciosa! Poi essendo i partecipanti di queste parti è probabile che mandino i loro amici a votarli, cosa che io mi sono astenuta dal fare!

    vorrei passare ad informarmi meglio, ma oggi proprio non gliela fo.

  10. albatros900 ha detto:

    caro mario,
    quanto al vincitore del racconto, concordo con “riu” (basta vedere quello che esce e che “vende” in libreria…); quanto al tuo racconto, mi associo invece a martina, il tuo raccontino mi piace e trovo che scrivi proprio bene!(per quello che vale il mio giudizio, pero’ sono uno che ha letto/legge molto).
    quanto ai saluti cari per te, non faccio associazioni, e te li faccio da solo!!

  11. wilcoyote ha detto:

    Grazie, Albatros!
    Anch’io sono uno che legge molto, e ho scoperto che essere quello che riempie le pagine non è così semplice (a meno, e mi associo a tutti quanti, di non scrivere roba alla Melissa P.).

    Ho letto la tua esperienza cinematografica, ti ho lasciato due righe per una cosa curiosa…

    Cari saluti anche a te!

    Mario

  12. intrattabile ha detto:

    ah ma era un racconto?
    allora posso provare a scriverlo anche io.

    l’amore in cinque minuti

    svolgimento: sono 30 euro, andiamo dietro a quel cespuglio la’.

    e te lo posto senza rileggero!!

    (cancella pure se lo trovi inoffensivo, il tuo racconto l’ho trovato molto bello ma i commenti sono troppo seriosi!!!)

  13. albatros900 ha detto:

    quando si reputa seria una cosa (e seria la persona che la scrive, come nel caso di mario) e’ quasi inevitabile lasciare commenti seri (e non seriosi).

  14. intrattabile ha detto:

    una risata ci seppellira’

  15. wilcoyote ha detto:

    Ragazzi, spero che sia una risata.
    E non ceneri radioattive, o più probabilmente tonnellate di fuffa intellettuale, di cui ci stanno irrorando da decenni.

    Albatros, come sempre sei stato gentilissimo ed un vero amico!
    Ci sarà un motivo per cui Intrattabile ha scelto quel nick, no?
    Pure lui fa parte della banda di quelli che respingono la “fuffa” intellettuale, e il suo modo è “a calci nel culo”.
    Poi, siamo liberi di dissentire dal suo (come di chiunque altro) parere o punto di vista…

    Peace and love.

    Mario

  16. riuriuchiu ha detto:

    siete tutti mitici: mi diverto troppo a leggervi!

  17. wilcoyote ha detto:

    Ah, ah, ah! Con te, Riu, metteremmo insieme un club ben eterogeneo e divertente!

    …digerito il lupo? ;D

    Ciao!

    Mario

  18. riuriuchiu ha detto:

    non troppo bene, mi dovrò scrivere un racconto come antiacido…

    ;-P

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