Peperonata – racconto

Ma che cazzo mi è venuto in mente… no, non ci siamo! Proprio l’altro giorno mi diceva che sono uno dei pochi uomini di sua conoscenza che si astiene dal turpiloquio. Sì, ‘sta minch… No, no, devo fare del training autogeno, devo costringermi anche a non pensarle nemmeno, le parolacce.
Però, porca troia… mondo cane… e se è animalista? Accidenti, che casino!
Accipicchia. Mi ricorda Heidi, pazienza!
Ma chi me l’ha fatto fare di invitarla a cena a casa mia? Oddio, veramente si è invitata lei.
Colpa mia,però: ho fatto lo sborone vantandomi della mia cucina… devo smetterla di bere prosecco, non sono abituato.

Il prosecco. Quanti ne ho bevuti il giorno dell’inaugurazione delle mostra di Mondrian a Brescia!
Prima con quei due architetti, in quel carissimo bar prima di raggiungere il museo di Santa Giulia, poi dentro… ma guarda un po’ se dovevo incontrare, dopo dodici anni, quel coglio… quell’antipatico di Marco. Ricordavo che era specializzato in storia dell’arte, ma chi immaginava che l’avrei trovato fra i curatori della mostra? Ho fatto buon viso a cattivo gioco, e poi c’erano quei due impagliati degli architetti, mai visti due minchioni simili… ops! Ma i clienti bisogna coccolarli, di questi tempi. A costo di giocarsi una domenica e trascorrerla fra quattro croste.
– Marco Rinaldi, consulente iconologico. Piacere!
– Architetto De Sigis, onorato!
– Vorrai dire iconografico?
(Faccio il brillantone)
– No, no, Luca. L’iconologia è tutt’altra disciplina. Si tratta…
– Piacere, dottor Rinaldi. Carlo Lusini, architetto e cultore di iconologia. E’ bello conoscere uno specialista!
E così via. Sempre così con Marco. Figure di mer… uff, di palta a tutto spiano. Stavolta mi aveva salvato l’impagliato. Che si è cuccato mezz’ora di spatafiata sulla concezione di Panofsky e balle varie. Naturalmente accompagnate da pinot… ma quanto beve ‘sta gente?
Sarà per quello che davanti ad un’accozzaglia di quadratini firmata Mondrian mi sono messo ad evidenziare le analogie con il reticolo di un cristallo di silicio drogato con arseniuro di gallio (di cui avevo letto su Newton il giorno prima dal barbiere).
Ed ho conosciuto lei. Anna. Ho incrociato più volte i suoi occhi, truccati alla perfezione per sembrare grandissimi e spalancati, come perennemente sorpresi. Sempre fissi su di me.
O almeno, mi sembrava. Forse è stato il vino, forse la troppa fantasia…
Fatto sta che si è avvicinata dopo il mio monologo, si è presentata.
– Anna Milani. Lavoro con De Sigis e Lusini. Ma lo sa che mi ha fatto vedere quella tela con occhi nuovi? Che intuizione brillante!
Con inaspettata prontezza di riflessi avevo replicato qualcosa di molto galante a proposito dei suoi occhi e di cosa fosse brillante. Un ombra di rossore affiorò da sotto il trucco. O forse anche questo era un effetto del vino, delle luci, dei colori?
Quello che prometteva di essere una vera palla si trasformò in un pomeriggio piacevolissimo. Che si prolungò fino a tarda sera, quando i due impagliati se ne andarono portandosi via Anna.

Rimanemmo però in contatto. Qualche e-mail, un paio di telefonate in cui cercai di mantenere quella brillantezza che l’aveva colpita. Non era difficile, in fondo faccio il venditore. Qualche parola-chiave qua e là, citazioni velocemente carpite da Google.
Mi allegò pure alcune sue foto delle vacanze, in Grecia, da cui potei constatare che oltre agli occhi altri particolari erano grandi e fissi.
La svolta fu quando, un mese dopo il nostro incontro, mi informò che si sarebbe trasferita a Milano a tempo indeterminato per seguire un progetto.
Me lo disse al telefono, io stavo rimirandola in costume da bagno, su una spiaggia di Naxos. Fra il timbro morbido della sua voce e le morbide superfici della sua pelle, nella mia testa si fece largo il pensiero che Anna doveva essere mia!
…una frase da cinema che in condizioni normali non mi sarebbe mai passata per la mente.
Intensificai i contatti, al limite della molestia. Le raccontai di tutto (ho già detto che faccio il venditore?), sparai balle a raffica.
Lei ascoltava con interesse, faceva domande, commentava. Parlava poco di sé, forse perché non le davo il tempo di farlo.
Finalmente lei giunse a Milano. Le diedi un paio di giorni per sistemarsi, poi la invitai, con studiato distacco, per un aperitivo.
Forse a causa delle fantasie, delle foto, delle conversazioni brillanti, mi parve ancora meglio di come l’avevo conosciuta.
E, ancora una volta, temo, vittima del prosecco, giocai la carta dell’invito a cena.
Proposi rinomati ristoranti, osterie caratteristiche di provincia, cucina giapponese.
– Perché non cucini tu per me? Assaggerei volentieri alcuni di quei manicaretti di cui mi hai raccontato, quelle lasagne alla bolognese che sono il tuo forte
– Be’, veramente… le lasagne… sì, in effetti…
– Dài! Ne ho abbastanza di ristoranti, non sai quanti ne ho fatti passare ultimamente. Meglio una cenetta tranquilla, una bella conversazione…
Al solito, sarà stato il vino, oppure l’idea di essere solo noi, a casa mia. E l’aveva proposto lei!
– Va bene domani sera?
– Facciamo venerdì, domani e dopo devo vedere alcune persone.

Ed eccomi qui, vacc… perbacco! E’ venerdì, Anna arriva tra mezz’ora. E non ho ancora niente in tavola, a parte i grissini ed un po’ di cazzatine, sì, di stuzzichini che Massimo, del bar qui sotto, mi ha pietosamente fornito.
Non che avessi potuto fare granché, d’altra parte. Praticamente sono un azionista della Findus, vista la quantità di piatti pronti surgelati che faccio andare. Già l’uovo alla coque mi crea problemi!
Ma ci ho provato. Due giorni di tempo, ho consultato libri di cucina, chiesto a mia madre, ravanato su Internet… sono andato a comprare gli ingredienti e non va a capitarmi la vecchia? Ma porc… acciderbolina! Mi vede indeciso e mi chiede se voglio una mano. Alla fine sono io a dargliela, portandole la spesa fino alla macchina della figlia, che aspetta seduta, leggendo Gente e mangiando Mars. Torno a casa e nel mio sacchetto trovo una dozzina di scatolette di cibo per gatti. Sheba.
Ma vaff… volevo dire, che sfortuna!
Ultima risorsa, ho telefonato alla mamma, le ho chiesto di preparare in fretta qualcosa di “genuino”, magari le lasagne. Spero che faccia in tempo!
Se non si muove sarà un disastro… il telefono! Non sarà mamma che mi annuncia il fallimento, spero!
– Pronto?
– Ciao Luca! Sono Anna…
(Cazzo di un cazzo stracazzo! Non viene!)
– Volevo dirti che arriverò con mezz’ora di ritardo, la macchina non è partita
(Dio sia lodato!)
– Ti vengo a prendere al volo!
– No, no, non ti preoccupare, ho già il passaggio. A tra poco!
– Ciao.
Il campanello. La mamma!
– Ciao Luca. Oh, come sei elegante! Hai usato il dopobarba che ti ho regalato per il tuo compleanno?
(figuriamoci, sa di Autan!)
– Sì, mamma. Allora, cos’hai preparato?
– Guarda, non ho fatto in tempo a fare la spesa, ma avevo in casa qualcosa. Ho fatto la peperonata! Con le uova, le ha portate la zia Rina stamattina!
– La peperonata?!
(questa è fuori di testa! Ma cazzo!)
– Sì, sì. Quella che ti piace tanto, con le uova della zia Rina
(te e la zia Rina! Cosa vi ho fatto di male?)
– E non c’è un primo? Un risottino?
– Ma no, Luca. Ho fatto la moderna. Un bel piattone unico. C’è tutto, peperoni, pomodori pelati, aglio. Le uova…
– Sì, e magari una bella fetta di lardo
– No, non ce l’ho messo, avevo paura che fosse un po’ pesante.
– Va bene, va bene… Grazie, mamma.
– Ma niente, caro. Buona serata

Buona serata un par di b… biglie! Ammesso che Anna non se ne vada dopo i grissini con una scusa, la serata la passeremo brindando a citrosodina. Ce l’avrò in casa?
La carta igienica! L’ho messa? Controllo…
Sì, almeno quella c’è. Cena a parte, mi sembra tutto a posto.
Mmm, meglio non tenere le luci troppo soffuse. Non devo mica saltarle addosso… non subito, almeno.
Non le ho mai chiesto i gusti musicali, spero vada bene la raccolta anni ’80! Ma sì, siamo nel mondo della upper middle class, come si dice nel mio ambiente, quei cd saranno perfetti…
Suonano, cazzo! …volevo dire, fantastico!
Calma! Nervi saldi, sorriso smagliante ma non troppo. Non devo starmene rigido, sono a casa mia…

– Ciao.
– Ciao! Luca, lui è Carlo, mi ha portata.
(Carlo? E chi c… aspita è Carlo?)
– Piacere, Luca!
– Piacere mio. Allora, buona serata, Anna. Passo a prenderti verso mezzanotte, la riunione dovrebbe finire per tempo…
– Certo, amore. Grazie. A dopo, fatti valere!
<smack!>

– Che profumino, Luca. Cos’hai preparato di buono?
– Peperonata.

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36 risposte a Peperonata – racconto

  1. riuriuchiu ha detto:

    Brillante, spiritoso e ben costruito nell’alternanza di registri che rivela la confusione mentale e l’agitazione del protagonista!

    Geniale il colpo di scena finale della comparsa “Carlo”, che allontana ancora più dall’obiettivo di conquista.

    Bella anche la progressione nel rapporto con Anna, che è però fondato su bugie dalle gambe corte e di cui si intuisce un crollo nel finale.

    Potresti farne un seguito in cui le cose si ribaltano a favore del protagonista…
    ;-P

  2. OldTimeSoul ha detto:

    HA HA HA!!!! 😀
    davvero brillante Mario!!!!
    direi che hai della stoffa da scrittore!!!!! riesci ad essere anche molto impersonale e questo credo sia un elemento essenziale per uno che scrive racconti! Io non ce la faccio!!! ci ho provato!! …eccome se ci ho provato….ma niente da fare, alla fine, in un modo o nell’altro, i tratti caratteriali del personaggio nel racconto finiscono con l’assomigliare tantissimo ai miei ….*sigh*….
    L’ironia di questo racconto è davvero ottima!!! anche i pensieri del protagonista che metti tra parentesi tra una frase e l’altra sono molto divertenti e incoraggiano a proseuire la lettura con curiosità! Potrei leggerlo per intero un tuo libro! di certo non mi annoierei!!! (parola di una che riesce a leggere solo Harry Potter!! 😀 ).

    Questo sì che è un buon modo per iniziare la giornata con allegria! ^__^

    un abbraccio!!!!

    Martina

  3. wilcoyote ha detto:

    Indovinate cosa ho mangiato a cena? ;D

    Riu, grazie! era proprio l’idea che volevo trasmettere, mi stavo agitando pure io! Il finale me lo ero prefissato, assieme all’inzio.
    In effetti la storia rimane aperta ad altre evoluzioni (con un po’ di fantasia ne verrebbe un romanzetto). Ti dirò, il protagonista mi è un po’ antipatico, non so se vorrei che la fortuna girasse. Non che mi sia simpaticissima neppure lei!

    Martina, sono contento di aver portato un po’ di allegria, il fine del racconto, in fondo, è questo.
    Non certo quello di mettere in risalto doti che, nonostante la tua fiducia, non ho. Se scrivessi una recensione della storia verrebbe lunga uguale, e non sempre lusinghiera!
    Sì, i personaggi sono abbastanza lontani dal mio modo di essere (forse il linguaggio, che rimane tutto sommato il mio, con minimi camuffamenti). Gli unici “reali” sono la mamma (che purtroppo non si può più confrontare con quella vera) e la zia Rina (qui solo nominata e associata alle uova, ma che potrebbe essere protagonista di un sacco di storie!).
    Cavolo, un grande onore essere accostato a Henry Potter! 😀
    …dobbiamo iniziare a giocare a scacchi, neh?
    Un bacione!

    Ah, l’imprecazione di Luca (auguri, oggi è il suo onomastico!) quando teme che Anna non venga all’appuntamento (“Cazzo di un cazzo stracazzo!”) l’ho presa pari pari da un libro di Oriana Fallaci (“Inshallah”). L’avrò letto dieci anni fa, mi era rimasta impressa questa litania di turpiloquio. Nel libro compariva anche la versione ligure: “bélin d’un bélin strabélin”. 😀

    Ciao!

    Mario

  4. wilcoyote ha detto:

    Ciao, Zano! Grazie!
    …nel frattempo nel circo per cui lavoro è crollato il centralino e ho avuto un fantastico scambio di idee con Telecom. Per cui ci ho messo un po’ a postare il commento in fieri.

    Mario

  5. OldTimeSoul ha detto:

    Mario, mi hai illuminata!!!!!
    gli scacchi!!! mi hai fatto vedere quelle specie di scacchi magnetici no? bene, sabato in treno mi sembra l’occasione giusta! ^___^
    ora mi informo per il biglietto!

    un bacione grande!!!!!
    Martina

  6. albatros900 ha detto:

    pur rischiando di essere ripetitivo disco, badisco e ribadisco (per restare alla “tripetizione” di stile gucciniano) che hai un talento nello scrivere! riesci in quello che ogni scrittore amerebbe fare: avvincere il lettore nella lettura. in particolare mi piace molto la cura del dettaglio piu che dell’insieme, e lo stile ironico, che adoro (tanto per fare un nome di uno dei miei preferiti nel ramo: charles dickens). non voglio sprecare troppe parole, ma ogni pagina che ho letto fin qui del tuo blog, denota intelligenza, sensibilita’, capacità descrittiva e gusto del far leggere. continua così!
    un salutone!

  7. wilcoyote ha detto:

    Albatros, mi fai arrossire!
    Tanti complimenti da uno come te, che scrive bene, ha argomenti ed un’ottima preparazione letteraria.
    Ma Dickens! E’ vero che amo leggere autori inglesi e ne apprezzo la ironica leggerezza anche in pagine drammatiche… ma prima che possa scrivere una sola pagina come uno di questi Scorsese affiderà una parte da protagonista a Tonì! (lo so, ho mixato due storie diverse…).

    Mi fa piacere che chi legge i miei scritti si senta motivato a farlo, mi sembra già un bel risultato!

    Ah… ricorda che la responsabilità della genesi di questo racconto è tua! ;D

    Ciao!

    Mario

  8. albatros900 ha detto:

    se dunque la genesi risale al quel commento “invitatorio”, sono a rinnovarlo…ih ih ih…daje, mario, facce sognà!!!

  9. wilcoyote ha detto:

    Mah, veramente pensavo di scrivere sull’essere sintetica a posteriori della matematica, un argomento avvincente… ;D

    “invitatorio” sa di liturgia delle ore 😉

    Ciao!

    Mario

  10. albatros900 ha detto:

    ma sei un grande: riesci a cogliere anche l’ironia clerico-liturgica, che ho voluto inserire in virtu’ dei nostri “dibattiti” sui temi alti!!
    a presto, neh!

  11. intrattabile ha detto:

    io non ho la piu’ pallida idea di cosa sia l’alternanza dei registri, ma lascio qui i miei complimenti per un brano decisamente tecnico. e soprattutto finalmente pulito e non pieno di parolacce come fanno di questi tempi.

  12. laCarmen ha detto:

    molto molto divertente…

  13. wilcoyote ha detto:

    Grazie laCarmen, mi fa piacere che la storia ti abbia divertita! 🙂

    Ho visto il tuo post di oggi: una foto ed una frase parte di una serata musicale che ho raccontato a puntate.

    Ciao!

    Mario

  14. nautike ha detto:

    ahahah nooo davvero? mi spiace ma… divertente davvero! poi scrivi bene, è piacevole leggerti : )
    ciao ciao buona serata

  15. wilcoyote ha detto:

    Grazie, l’idea era proprio di divertire. E poi, quel Luca non mi sta molto simpatico (la digestione faticosa mi ha fatto generare… mostri ^__^), e neppure Anna, se è per questo! Dunque… peperonata! 😀

    Grazie per la visita, ricambierò. Intanto complimenti per la citazione “Bella più di tutte è l’isola non trovata”!

    Buona serata a te

    Mario

  16. artiness ha detto:

    Ma davvero che bel racconto, l’ho letto volentierissimo… bravo!

  17. wilcoyote ha detto:

    Grazie, è un bel complimento il fatto che tu abbia “letto volentierissimo”!
    …o forse hai fatto colazione con la peperonata (una variante post-moderna di natura morta) e, vittima di allucinazioni, ti è sembrato che la storia fosse bella! ;D

    Ciao!

    Mario

  18. QueenIshtar ha detto:

    Eh eh…ironia alla grande, questa tua. :))
    Sembra un corto, per i tempi veloci e le struttura stilistica.
    Ho gradito tantissimo… e sto sorridendo. Incredibile la tua disinvoltura nel cambiare registro…
    Mi sa tanto che dovrai “sopportarmi” come tua lettrice abituale…da oggi in avanti 😉

  19. wilcoyote ha detto:

    QueenIshtar, mi fai arrossire (non ho la faccia tosta del mio personaggio!).
    Sono contento di farti sorridere, l’intento di questa storia è proprio quello.
    Purtroppo il registro umoristico lo uso raramente (e sì che amo ridere e far ridere).

    Grazie!

  20. maurarock ha detto:

    ahahhaahhahahaahahahahahahahahahahahahhhhhhhhhahahahahahahahahahahahahahahahahahahhaahahahahahahahahahahahahhaahhaahahahhahahaahahhaahhahahahahahahaha
    sei da sposare, wil!

  21. albatros900 ha detto:

    ecco, wil: sei fregato!(nel senso che le donne quando dicono così, non ti sposano mai!!!)
    😉
    @maurarock: visto che avevo ragione?!

  22. maurarock ha detto:

    ahahah hai ragione..quando noi donnicciule facciamo tale affermazione..è sempre un buco nell’acqua..
    hihihih

    grazie mille albatros!

  23. wilcoyote ha detto:

    Maura & Alb: eh, lo sapevo anch’io! Dovrò assolutamente evitare di farmi dire “sei da sposare”. Urge un corso di stronzaggine molesta… ops, ecco che arriva il collega adatto, ‘mo glie lo chiedo…

  24. maurarock ha detto:

    ahahahha povero wil..sogno svanito..uahahahahah

    mi sposo albatros..va’!

  25. wilcoyote ha detto:

    Povero Alb, così lo condanni al celibato! Non posso permetterlo! Dai, mi offro volontario io e pazienza… ^^

  26. maurarock ha detto:

    ok pero’ lo spieghi tu a CONTESSA ALE (mia concubina), KATANA (mia pedana), DIABLITO DRACULIUS (mio ex o tutt’ora marito), FRANCO BATTIATO (amante canoro)

    ok?

    poi siamo a posto..e per le nozze ci penso io..faccio tutto io!

  27. wilcoyote ha detto:

    …ehm, potresti mandarmi uno schemino, un diagramma di flusso, un sistema di equazioni differenziali a derivate parziali? Insomma, qualcosa che spieghi ‘sto guazzabuglio?

  28. maurarock ha detto:

    ok si puo’ fare…anzi lo faro’

    ;))

  29. OkkiRossi ha detto:

    ehehe, valeva proprio la pena leggerlo, molto divertente ed anche ben scritto! Grande Wil!

  30. wilcoyote ha detto:

    Grazie, OkkiRossi! ;))

  31. LaVostraProf ha detto:

    Ma il Marco curatore di mostre non si chiamava davvero Rinaldi, giusto?
    (sono curiosissima)

  32. lanoisette ha detto:

    1) Ho incrociato più volte i suoi occhi, truccati alla perfezione per sembrare grandissimi e spalancati, come perennemente sorpresi. Sempre fissi su di me. – SBATTE LE CIGLIA
    2) Ma lo sa che mi ha fatto vedere quella tela con occhi nuovi? Che intuizione brillante! – TI FA SENTIRE IMPORTANTE
    3) Qualche e-mail, un paio di telefonate in cui cercai di mantenere quella brillantezza che l’aveva colpita – LA CHIAMI, LE MANDI EMAIL
    4) Mi allegò pure alcune sue foto delle vacanze – E’ VANESIA
    5) la invitai, con studiato distacco, per un aperitivo. – APERITIVO
    6) giocai la carta dell’invito a cena. – CENA
    7) Non devo mica saltarle addosso… non subito, almeno. – GIA’ PREGUSTI IL MEZZO METRO
    8) Certo, amore. Grazie. A dopo, fatti valere! – HAI FRAINTESO

    – Che profumino, Luca – LO DICE PURE LEI!!!

    PROFUMIERA AL 100%!!! 🙂

  33. wilcoyote ha detto:

    NostraProf, sono nomi del tutto inventati!
    Il racconto è stato scritto di getto una sera, dopo abbondante cena a base del dietetico alimento descritto, i nomi sono arrivati direttamente dallo stomaco alla tastiera, veicolati da un rutto :)))

    Grande, Lanoisette! Un’analisi da professionista della letteratura :)))
    Hai visto, però, che anch’io avevo ante litteram il concetto di “profumiera”?

  34. lanoisette ha detto:

    la profumiera è senza tempo: è sempre esistita e sempre esisterà. siete voi, che non sapete riconoscerle!

  35. wilcoyote ha detto:

    Mmm… ormai le so riconoscere benissimo!
    Ma c’è qualcosa di ineluttabile che porta al devastante intrecciarsi della vita di un uomo, che non sia il dannato Maschio Dominante, con la scia feromonale della Profumiera.

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