John of Dreams

Complice il malinconico pomeriggio della prima domenica di ora solare, ed il solito macigno digestivo, peggiorato dall’ingestione pomeridiana di tre varietà di biscotti, avevo pensato di unire alcune immagini del mio fine settimana, qualcosa di inventato e qualcosa di sognato in un racconto, che vorrebbe essere il mio tributo al Wim Wenders del "Cielo sopra Berlino" in chiave provinciale e meno simbolista.
Prima che qualcuno si incazzi, ricordo che in un mondo civile i tributi sono proporzionali alla ricchezza, e vorrei essere giudicato nel mondo civile!

La canzone che ho citato, John of Dreams, è una sorta di ninnananna di singolare origine: il testo di Bill Caddick, folk singer inglese, è stato applicato ad una melodia di Tchaikovsky, che a sua volta si era ispirato ad una melodia dell’Italia meridionale, dal fantasioso titolo di Piva.
Sperando di non beccarmi una denuncia per violazione di copyright, riporto il testo.
Il racconto è nel post successivo.

John of Dreams
(for Martina)


When midnight comes, good people homeward tread;
Seek now your blankets and your feather bed.
Home is the rover, his journey’s over.
Yield up the nighttime to old John of Dreams,
Yield up the nighttime to old John of Dreams.

Across the hills the sun has gone astray;
Tomorrow’s cares are many dreams away
Home is the rover, her journey’s over.
Yield up the darkness to old John of Dreams,
Yield up the darkness to old John of Dreams.

Both man and master in the night are one;
All things are equal when the day is done.
The Prince and the plowman, the slave and the freeman.
All find their comfort in old John of Dreams,
All find their comfort in old John of Dreams.

Now as you sleep the dreams come winging clear;
The hawks of morning cannot harm you here.
Sleep is a river, flows on forever,
And for your boatman choose old John of Dreams,
And for your boatman choose old John of Dreams.

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2 risposte a John of Dreams

  1. OldTimeSoul ha detto:

    Buongiorno Mario!!!!
    finalmente trovo un pò di tempo per scriverti un commentino sia qui che nel post del racconto! Ti ringrazio tanto per la dedica, la canzone è bellissima chissà quanto fosse dolce quando le madri la cantavano ai loro figli per farli addormentare… una bella immagine d’altri tempi, ma sono queste le immagini che mi piacciono di più! grazie ancora, me la canticchierò prima di andare a nanna, contando le pecorelle! ^__^
    1 bacione!

    Martina

  2. wilcoyote ha detto:

    Ciao Martina! Buongiorno a te.
    Questo post, un po’ una introduzione al successivo, l’ho scritto soprattutto per te, mi sembrava un modo carino di riportarti le parole della canzone.
    Una canzone senza tempo e senza luogo: la melodia antica delle pive italiane elaborata dall’appassionato romanticisimo di Tchaikovsky con le parole di un folksinger inglese degli anni ’70. E diffusa in America.
    Music from another time, another space.

    Nel nostro repertorio questa starà bene assieme all’altra ninnannna!

    Un bacione a te!

    Mario

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