Lacrime da un tempo lontano

Ispirato ad una canzone di John Hiatt, che mi commuove ogni volta

Forse l’ho trovato, il posto giusto.
Qui posso far riposare la mia mente inquieta, agitata da mille pensieri inutili, dalle fittizie preoccupazioni del mondo in cui vivo.

Sì, un posto dove posso raccogliere i miei pensieri, in un dolce silenzio. Una sensazione che non provo da… da decenni.

Credevo che fossero ormai morti, ed invece in questo eccoli qui, i miei sentimenti.
Allora quella esposizione continua alla violenza che è stata la vita di tutti i giorni non li ha uccisi!

In questo silenzio, che non è semplice assenza di rumore, sta risollevandosi il più forte, quell’io che pensavo di aver sepolto e dimenticato. E’ stato solo pazientemente, umilmente in attesa che io venissi qui. In questo luogo, dove posso guardare in faccia, lentamente, dolcemente, tristemente l’unica verità che posso veramente conoscere.

Mia amata, dovunque tu sia, chiunque tu sia! parlami, rispondimi. Dove sei stata, mentre facevo scorrere invano la mia vita?
E’ come se avessi attraversato a nuoto i mari più tristi. Donne bellissime e affascinanti hanno provato a lanciarmi funi per tirarmi a riva, ancore di salvezza. E tutto quello che ho saputo fare è stato tirare anche loro nel profondo di queste oscure acque. Se lo avessi saputo le avrei avvertite.
Ma non sapevo, non ascoltavo, non sentivo nel modo giusto. Troppo rumore, troppa violenza, troppa fretta.

Ci sono stati momenti in cui per un attimo ho capito la tristezza della mia vita, la tristezza della vita che mi circondava, milioni di uomini e donne ugualmente e inconsapevolmente tristi.
Allora ho pianto. Un fiume, un lago di lacrime.

Ho pianto fino quasi ad affogare per i miei errori, per le tristi conseguenze delle mie scelte.
Poi sono tornato all’unica vita che conoscevo, pronto per nuovi sbagli mascherati da trionfi.

Ma non ho mai versato queste lacrime, che solo ora, dopo tanto tempo, in questo posto, quello giusto, stanno affiorando.

Adesso sono qui, una vita dietro di me da ripercorrere, con il pulsare del mio cuore a segnare il tempo, finalmente un tempo giusto, che non ho mai seguito prima. Niente più rumore, niente più fretta, niente più violenza.

Ora mi rendo conto di tutte quelle lacrime che mi accompagnano da tutta una vita.
Sono lacrime di tanto tempo fa, e per esaurirle dovrei piangere trent’anni o forse più.
Da una vita me le porto dietro, soffocate dal mio mondo, quello che credevo mio.

Lacrime da un tempo lontano.
 
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30 risposte a Lacrime da un tempo lontano

  1. riuriuchiu ha detto:

    Nel momento dei bilanci, questi sono i pensieri che affiorano. I primi che vengono a galla. Eppure non dovremmo dimenticare, mai, dopo questa consapevolezza delle lacrime, di rimestare nel fondo della pentola…
    sicuramente c’è qualcosa di gustoso che si è rimasto attaccato.

  2. wilcoyote ha detto:

    Completamente d’accordo, Riu.
    Anche sulla metafora della pentola, visti gli argomenti che tratto ogni tanto.

    Ciao!

    Mario

  3. albatros900 ha detto:

    mi lascia senza parole. inutile aggiungere che comprendo perfettamente lo spirito e la lettera di quello che scrivi…

  4. wilcoyote ha detto:

    Grazie Albatros. So che ci sappiamo capire sempre.

    Vorrei aggiungere che il testo del post non è autobiografico in senso letterale, essendo una storia costruita attorno alla canzone scritta da un uomo che medita sulle sconfitte subite da una vita di cui si credeva padrone.
    Ho fuso le toccanti parole della canzone con il mio modo di vedere, le mie riflessioni, la mia sensibilità.
    Ho esposto il tutto con il mio modo di scrivere, le parole e le costruzioni che prediligo. Ho aggiunto, interpretato, deviato.
    Ed è uscito qualcosa che nei fondamenti descrive anche me, che, per usare le parole di Riu, mi sono ritrovato spesso, negli ultimi anni, a fare bilanci, a deporre lacrime sul piatto.

    Ciao!

    Mario

  5. albatros900 ha detto:

    …e anche in questo caso, sottoscrivo pienamente.

  6. anarcadia ha detto:

    Gli operai dell’ultim’ora vengono retribuiti quanto quelli della prima: perchè il Significato dele cose, quando scorto, le racchiude tutte. E’ consolante.

  7. wilcoyote ha detto:

    Bello vedere consecutivi i commenti di due delle persone con maggiore sensibilità religiosa che conosco 🙂

    Non avevo mai visto in quest’ottica il discorso del compenso degli operai della vigna (tendo a “forzare” un significato anche sociale), ma approvo.

    Ciao!

    Mario

  8. anarcadia ha detto:

    E’ un’interpretazione di tipo esistenziale che mi venne in mente tempo fa: come genere è un pò sulla scia di Bultmann, Kung, nonchè della fenomenologia della Stein, per intenderci.

  9. OldTimeSoul ha detto:

    Ti ho già detto quanto questo tuo post mi abbia emozionato, ma ci tenevo a ripeterlo e a lasciarlo inciso da queste parti.
    La canzone alla quale ti sei ispirato dev’essere senz’altro bellissima ma, comunque, si scopre qualcosa in più di te, permetti a tutti noi di fare un bel giretto dentro di te e di leggere attraverso le tue righe ciò che la tua sensibilità vuole far uscire… complimento Mario, lo ripeto qui perchè te lo meriti davvero.

    Oltre a questi complimenti te ne faccio anche tantissimi per ieri sera, cosa sarebbero i Joyriders senza di te? ci hai dato tutto te stesso e io sono orgogliosa di avere un chitarrisa (e anche cantante =)..) come te!
    A presto Mario e buona giornata di riposo (se non fosse per quelle gomme..)

    Un bacione e un abbraccio forte!
    Martina

  10. wilcoyote ha detto:

    Grazie Martina! E’ inevitabile che esca qualcosa di me in ogni cosa che scrivo, fosse anche la lista della spesa (be’, ne ho fatte di curiose…). E’ come quando suono, di chiunque sia il pezzo quello che sono io esce comunque (nel bene e nel male).
    Ti farò ascoltare la canzone di John Hiatt, mi sembra doveroso! 😀

    Oh, Martina, anche tu hai dato tutto e di più al concerto (riesci ancora a parlare? ^___^), ci teniamo tutti e due a questa musica. Siamo stati i primi ad arrivare, gli ultimi ad andare via, ci siamo fatti il mazzo perché tutto funzionasse, per guidare la band attraverso gli inevitabili problemi sul palco, fino ai calorosi applausi finali!

    …purtroppo l’appuntamento dal meccanico per le gomme mi ha fatto iniziare il giorno di ferie piuttosto presto! E domani sarò al lavoro, la maledizione del sistemista!

    Ciao, un abbraccio!

    Mario

  11. albatros900 ha detto:

    …non posso che rosicare per non esserci stato ieri sera! ma le tue parole,mario, e il racconto che (spero) ne seguira’, compenseranno un po’ l’assenza forzata.
    una buona giornata, tanto piu se di riposo (gomme permettendo!)

  12. wilcoyote ha detto:

    Albatros, la speranza di portare un po’ della nostra old-time music dalle tue parti è sempre viva!
    Cercherò di scrivere un resoconto della serata al più presto.

    …l’affaire gomme si è concluso (spero). Chissà se quelle nuove faranno i 90.000 chilometri delle precedenti? Ne dubito. Devo dire che se mi avessero fermato nelle ultime settimane avrei preso dei ceffoni, oltre alla multa, per quanto le gomme erano lisce!

    Ciao!

    Mario

  13. riccardoblog ha detto:

    ciao mario! prima di tutto complimenti x il tuo blog, che ancora non avevo avuto tempo di visitare…
    poi, grazie mille x le bellissime parole che hai speso x “Sara”, il mio racconto…
    un abbraccio,
    a prestissimo,
    riccardo

  14. wilcoyote ha detto:

    Grazie, Riccardo! Sono contento di trovarti “qui”, ho l’onore di ricevere visite di tanta gente in gamba, stai bene in quella compagnia!

    Sei uno che sa scrivere, e la cosa è riconosciuta da chi veramente se ne intende. Sai, ho strapazzato un po’ il tuo personaggio (che ti devo dire, non mi è simpaticissima!), poi, rispondendo ad un altro commento, mi sono accorto di che spessore deve avere “Sara” per creare questo dibattito… se non è saper scrivere questo!

    Ciao!

    Mario

  15. utente anonimo ha detto:

    Entro tra queste righe in punta di piedi, senza fare rumore,
    ascoltando il silenzio. Ed al silenzio ritornerò.

    Vorrei poterle raccogliere quelle lacrime, queste lacrime, anche
    solo aprendo la mia mano, per poi donarle al fiume che scorre lento.
    O con un soffio leggero, farle volare via trasformandole in mille
    lucciole affinchè illuminino le notti, tutte le notti…

    Quello che siamo stati non può cambiare, ma la vita non passa
    invano. Mai.

    A volte penso che basterebbe riuscire a perdonare noi stessi,
    per gli errori che anche solo pensiamo di avere commesso…
    ma ancora non conosco la via.

    bluebird

  16. wilcoyote ha detto:

    Bluebird… che bello pseudonimo.
    E che belle parole.
    Le lacrime trasformate in lucciole ad illuminare le notti, un’immagine commovente.

    Sì, dici bene. La vita non passa mai invano. Cambia il momento in cui la gente se ne accorge.

    Tu non conosci la via, neppure io.
    In realtà posso perdonare a chiunque qualsiasi cosa (o quasi), quindi anche a me, per i miei errori, veri o presunti.
    Rimane la tristezza per le conseguenze irreversibili, che si incastra in quel mosaico in costruzione, destinato a rimanere incompleto, che è l’esistenza.

    Grazie per le tue parole, se lo vuoi cammina pure come preferisci fra quello che scrivo.

    Ciao.

    Mario

  17. albatros900 ha detto:

    causa super lavoro in questi ultimi giorni non riesco piu a collegarmi, ma spero di tornare presto e di trovare, come benvenuto, un tuo nuovo post!
    un abbraccio forte!

  18. wilcoyote ha detto:

    Grazie, Albatros. Anch’io sono stato un po’ oberato. Dovrei avere un po’ di quiete prossimamente e scrivere qualcosa.

    Un abbraccio a te!

    Mario

  19. figliodbattiato ha detto:

    Il dolore più profondo è quello che non trova nè lacrime nè parole per esprimersi. Se il dolore fuoriesce siamo sulla via della guarigione…

  20. wilcoyote ha detto:

    Vero, Claudio. Quello che ho scritto rappresenta l’apparire della speranza, come l’arcobaleno in mezzo alla pioggia.

    Ciao.

    Mario

  21. berlic ha detto:

    C’è una bella canzone di Chieffo che dice:
    “E così volando volando
    anche un piccolo cuore se ne andava
    attraversando il cielo verso il Grande Cuore
    un cuore piccolo e meschino
    come un paese inospitale
    volava dritto in alto verso il suo destino…
    E non riuscirono a fermarlo
    neanche i bilanci della vita
    quegli inventari fatti sempre senza amore.”
    (http://www.claudiochieffo.com/Chieffo_MP3/Canzone_degli_occhi_e.zip).

    La ricerca termina quando incontri qualcuno che ti accolga, tutto, così come sei…

  22. anarcadia ha detto:

    Un saluto in attesa del prossimo post!

  23. wilcoyote ha detto:

    @berlic: grazie per il passaggio e la citazione. Bello “E non riuscirono a fermarlo neanche i bilanci della vita, quegli inventari fatti sempre senza amore”. Un altro modo di esprimere uno dei concetti del post.

    @anarcadia: un saluto anche a te, amico! Lavoro e pigrizia serale mi stanno un po’ rallentando. Ma ho qualche idea, spero di convertirla presto in post.

    Ciao!

    Mario

  24. OldTimeSoul ha detto:

    passo spesso di qui, ma vedo che anche tu giocherelli con l’amica pigrizia ultimamente…anch’io! ma se potessi sceglierei di giocare solo con lei…invece ho altre “amiche” a tenermi compagnia, non molto gentili, non molto “amichevoli”, qualcosa di degenerativo…
    qualcosa che pesa sul mio petto e come una spugna assorbe il mio tempo…
    perchè mi ostino a tagliare diamanti con una piuma?
    ..stasera vivrò!

    un abbraccio…

    Martina

    PS:non angosciarti, ormai mi conosci…

  25. wilcoyote ha detto:

    Martina! Sì, ti conosco. Conosco anche le tue “amiche” poco gentili, non sono ancora riuscito a convincerle a lasciarti in pace, un po’ ci ho provato, lo sai. Lo farò ancora.
    Queste cose non devono pesare su tuo cuore, che deve essere libero, sfiorato solo dalla dolce carezza del vento e dal profumo della violetta, come scrivi sul tuo blog.
    …probabilmente esiste un modo per tagliare diamanti con una piuma! 😀

    Vivrai stasera, e ogni altro giorno!

    Un abbraccio a te.

    Mario

  26. albatros900 ha detto:

    “La ricerca termina quando incontri qualcuno che ti accolga, tutto, così come sei…”
    @ berlic: splendido, e’ verissimo!sembra paradossale, ma la cosa piu ardua e’ essere accettati per quello che si e’ (e naturalmente anche accettare gli altri per quello che sono)

  27. unapersonaintorno ha detto:

    Righe intense, hanno già detto molto quelli priama di me. Forse non servirebbe aggiungere nulla.
    Ma ricordo qualcosa che mi son detta spesso..sono più importanti i gesti buoni che non si fanno che quelli “cattivi” che si è fatti, perchè spesso i primi curano, rimediano i secondi.
    Eppure è vero che a volte sembra non essere proprio più in nostro potere..ma sai le esperienze più belle, quelle dove Qualcuno viene a risponderti, a farti vedere che cura dove nussuno può, ricrea e proprio lì, pensa, si fa conoscere..le ho fatte grazie a quei secondi a cui nessuno poteva rimediare e forse nemmeno voleva.
    Se ci puoi trovare di meglio..non sono benedetti anche quelli?
    Occasioni anche quelle?
    Che ne sappiamo noi come tutto ancor meglio attraverso quelle lacrime viene rinnovato, trasformato da male a bene? Da morte in vita?

    Le lacrime poi..quale preghiera vale di più?

    Un saluto.
    Upi

  28. wilcoyote ha detto:

    Upi, ogni cosa che è stata scritta mi ha arricchito, anche il tuo commento è un dono.
    Ti ho capita, penso che sia vero quello che dici. Anche dalle scelte sbagliate può scaturire qualcosa di buono. Non sempre, non come vorresti, ma sì, accade.
    Anche un limpido sorriso è una preghiera di grande valore.
    Ma per molti sembra inevitabile passare attraverso le lacrime.

    Grazie per il commento.

    Ciao!

    Mario

  29. unapersonaintorno ha detto:

    I sorrisi più belli per me sono stati quelli che erano impossibili, quelli in mezzo alle lacrime.
    Roba da pazzi produce questo Dio quando si fa vedere, eh! 🙂

    Felice che qualcosa che è segnato sulla mia carne possa esser utile anche qua dentro, tra le righe..su un monitor.
    Poi ovviamente “imparare” ad amare fa bene prima a noi e poi anche agli altri vicino a noi che ci guardano e aspettano di vedere che l’Amore esiste, anche in mezzo alle nostre debolezze.
    Fare da specchi rotti non è un bel servizio in effetti..eheheheh.. 😉
    Ma si cresce insieme, grazie al cielo. E tutto è in buone mani.

  30. unapersonaintorno ha detto:

    PS: se mi fossi ricordata prima questo detto avrei sintetizzato di molto, te lo lascio uguale: Dio scrive dritto sulle righe storte..

    Ciao!

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