“Vi faccio vedere come muore un muratore…”

Nel post sugli “idioti” avevo precisato l’uso improprio del termine “eroe” per designare i caduti di Nassiriya. Questo non in segno di disprezzo ma per precisione semantica e, soprattutto, per rispetto al gran numero di persone cadute sui posti di lavoro, spesso pericolosi quanto un campo minato in Iraq, con ancora meno tutele dei militari in guerra.

Per i morti di Nassiriya si sono spesi milioni di parole, si sono mostrate ore di trasmissioni televisive, si sono dedicati monumenti. Un giusto tributo a chi ha perso la vita nell’adempimento del suo dovere? Forse. E tutti gli altri, morti nei cantieri, nelle fabbriche, lungo le strade, negli ospedali, dopo aver respirato veleni per una vita? Anche per loro un monumento?

Retorica immonda!
 
Iniziamo a pensare a chi sono questi caduti ignoti. Riporterò qui sotto un articolo tratto da Liberazione di ieri (spero che il giornale non se ne abbia a male!). Veramente toccante, scritto come se fosse un’estensione dell’evangelico Discorso della Montagna.

Le mie parole finiscono qui (per proseguire eventualmente nei commenti). Di seguito l’articolo. Il titolo è ispirato alla frase del mercenario Quattrocchi ucciso dai sequestratori in Iraq. Ed un manovale di muratore non prende l’indennità di rischio di chi va in zona di guerra…

 
 
 “Vi faccio vedere come muore un muratore…”

Un milione di incidenti sul lavoro all’anno, cento morti al mese, solo in Italia. Sono dati ufficiali. Dimostrano che la necessità di profitti delle aziende, che risparmiano sulle misure di sicurezza, costano a noi, in termini di vite umane, più di quanto stia costando agli Stati Uniti la guerra in Iraq.

Beati quelli che precipitano dal tetto di un capannone che cede all’improvviso, beati quelli che vengono schiacciati dal carrellino elevatore che stavano guidando, beati coloro che vengono investiti da frane di materiale edilizio nei cantieri abusivi, beati coloro che vengono trascinati e stritolati dai nastri trasportatori, beati i camionisti che rimangono ustionati mentre controllano l’olio, quelli schiacciati tra la motrice e il proprio mezzo, beati coloro che scendono nei pozzi per lo scarico delle acque reflue e soffocano a causa delle esalazioni tossiche, beati i soffocati da un incendio improvviso in una fabbrica-garage di materassi, beati i bruciati vivi, beati gli affogati in una tramoggia di olio di sansa, beati quelli che non entrano nelle statistiche perché muoiono per incidenti stradali avvenuti per la stanchezza conseguente al lavoro appena finito, beate le vittime di esposizioni ad agenti cancerogeni e tossici, beati quelli sopravvissuti miracolosamente a scariche di ventimila volt sprigionatesi da cavi elettrici pendenti, beati coloro che mentre montano luminarie per una festa paesana sfiorano i fili dell’alta tensione, beati coloro che muoiono all’istante, beati quelli per cui sono inutili tutti i tentativi di rianimazione, beati coloro che issati con un argano su un silos alto venti metri precipitano nel vuoto, beati quelli con fratture e lesioni diffuse su tutto il corpo, quelli che si spengono durante il tragitto in ambulanza, beati quelli con il torace schiacciato, beati i licenziati per “eccesso di infortuni”, beati coloro che scivolano mentre stavano riparando una grondaia, beati gli schiacciati dal proprio trattore, beati quelli contro i quali si aprono all’improvviso portelloni d’acciaio, beati i colpiti da un cilindro idraulico, beati coloro che rimangono asfissiati in laboratori colmi di materiali sintetici, stoffe e solventi, beati quelli che vengono travolti da un’ondata di acqua e liquami mentre riparano un guasto alla rete fognaria, beati coloro che esplodono in una fabbrica di fuochi d’artificio, beati quelli che mentre cercavano di disincastrare i cavi che tenevano fermo il carico cadono dal portabagagli del proprio furgone e battono la testa sul selciato, beati gli agonizzanti tra i carrelli del reparto lamieratoio, beati coloro che vengono estratti troppo tardi, beati quelli che vengono sbalzati contro le pareti da uno spostamento d’aria, beati gli investiti dai muletti in retromarcia, beati coloro che controllavano il carico quando il cavo della gru a cui era fissata la piattaforma si è spaccato, beati coloro che stavano pulendo le canalette sull’autostrada quando sono stati investiti da un autoarticolato, beati quelli che vengono sbattuti a terra dalla sovrappressione delle camere stagne della cisterna che stavano testando, beati coloro che erano intenti a riparare le infiltrazioni d’acqua di un campanile quando sono scivolati a causa dell’inclinatura del carrello della gru che non era chiuso con l’apposito fermo, beati quelli travolti da un enorme ponteggio di ferro e cemento crollato da venti metri d’altezza, beati coloro che rimangono incastrati con il giaccone a un gradino mentre scendevano dal locomotore di un treno merci, beati coloro che vengono trovati sotto tre casse di lastre di vetro del peso complessivo di sei tonnellate, beati coloro che cadono in due tempi: prima sul tetto dello spogliatoio della fabbrica e quindi sull’asfalto, beati quelli con un polmone perforato da una scheggia di metallo schizzata da una tagliatrice, beati coloro che pulivano lo scivolo in cui viene versata la malta quando un carrello per il trasporto del materiale li ha colpiti alle spalle, beati coloro che si trovavano all’interno della fabbrica di acetilene al momento della deflagrazione, beati coloro che si occupano della demolizione degli impianti dimessi e vengono ricoperti all’improvviso da travi staccatesi dal soffitto e pezzi di solaio, beati coloro che cadono nel vano ascensore durante gli usuali lavori di manutenzione, beati coloro che vengono infilzati da un pistone partito dal macchinario sul quale stavano sistemando del silicone, beati quelli il cui braccio rimane intrappolato tra i rulli di una macchina raffinatrice per impasti, beati gli infartuati in un cantiere per un’insolazione, beati coloro che restano ustionati al volto dall’esplosione del quadro elettrico, beati quelli che stavano in bilico su una serie di balle di tessuto da cinquecento chili l’una, beati coloro che finiscono sotto le ruote gemellari del rimorchio di una gru, beati quelli colpiti alla nuca dal braccio di una pala meccanica, beati quelli con un quadro clinico da subito critico, beati quelli che stavano lavorando alla sostituzione di un impianto di refrigerazione, beati i rimasti sepolti vivi dentro la fossa nella quale stavano lavorando, beati i rumeni morti sul colpo scivolando dal tetto alle 14 e 30 del primo giorno di lavoro mentre stavano operando in un capannone da mettere in sicurezza nella frazione dei Quercioli a Massa, che sarebbero rimasti a lavorare nella provincia apuana per circa due anni, per mandare soldi alla famiglia, moglie e tre figli, moglie e figli ancora in attesa dei risultati dell’inchiesta della magistratura.

Christian Raimo (mercoledì 22 novembre)

 
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51 risposte a “Vi faccio vedere come muore un muratore…”

  1. anarcadia ha detto:

    Soprattutto quel Quattrocchi della frase cui il tuo titolo fa il verso (sempre che l’abbia effettivamente pronunciata), era un semplice mercenario ingaggiato da aziende private. un “contractor”, come si suol dire, uno che difende delle proprietà di qualcuno, con le armi, in questo caso quando il “qualcuno” era a casa di altri. E l’hanno avuto.

    Ora, io chiaramente non posso che dispiacermi per i ragazzi italiani morti in Iraq, ma non più di come posso dispiacermi per un iraqueno ammazzato dalle loro mitragliette. Mi dispiace per la vita spezzata e non per l’orgoglio nazionale ferito. Questi soldati, consapevolezza personale a parte e che non sta a me valutare, erano volontari da più di 15.000 euro al mese. ora, io che faccio l’arredatore ed anche nei cantieri non sono tra chi rischia, ma tra chi guarda, giustamente prendo molto meno. Questi ragazzi, prima di farsi volontari, non si saranno mai chiesti il perchè di uno stipendio così alto?

    “Era partito per fare la guerra / per dare il suo aiuto alla sua terra. / Gli avevano dato le mostrine e le stelle / e il consiglio di vendere cara la pelle. // E quando gli dissero di andare avanti / troppo lontano si spinse a cercare la verità. / Ora che è morto la patria si gloria / d’un altro eroe alla memoria.

    Ma lei che lo amava aspettava il ritorno
    d’un soldato vivo, d’un eroe morto che ne farà?
    Se accanto, nel letto, le è rimasta la gloria
    d’una medaglia alla memoria.”

    (La ballata dell’eroe, da In direzione ostinata e contraria, Sony Bmg Music Entertainment, 2005)

    Fabrizio De André

  2. riuriuchiu ha detto:

    Già, la vita umana è sempre sacra, anarcadia.
    Salvo per chi conta solo il numero dei soldati a difendere un pozzo petrolifero, il numero di mattoni posati in un giorno, il fatturato a fine anno… Questo tipo di persone stabilsce l’equivalenza vita umana=0 e quindi non si prende la briga di contare. A meno che l’enfasi su una morte non significhi pubblicità, cioè nuovi soldati, altri mattoni, maggiore fatturato…

  3. wilcoyote ha detto:

    Vedo che anche De André fa dell’ironia sulla parola “eroe”.
    Pare proprio che il consiglio di vender cara la pelle venga inculcato anche negli operai: produrre di più, con meno persone al lavoro, meno tempo per ragionare sui rischi. Però… non è un consiglio. Mi pare più qualcos’altro.
    Una cosa che vedo anche nell’azienda per cui lavoro. E mi fa incazzare!

    Grazie per il pertinente commento, Anarcadia.

    Ciao.

    Mario

  4. wilcoyote ha detto:

    Oh, Riu, non avevo ancora letto il tuo commento.
    In sintonia, abbiamo detto le stesse cose sullo sfruttamento.

    Ciao!

    Mario

  5. ominotosto ha detto:

    … sempre così.
    Oggi, tornavo a casa e ascoltavo de Andrè (vabbè, lo faccio spessissimo).
    Visto che di lavoro, sfruttamento, incidenti non si parla mai troppo, ci metto anche la mia, di citazioni:

    Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
    come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
    i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
    i tuoi occhi assunti da tre anni
    i tuoi occhi per loro,

    ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
    o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
    e troppo stanchi per non vergognarsi
    di confessarlo nei miei
    proprio identici ai tuoi

    sono riusciti a cambiarci
    ci son riusciti lo sai.

    A volte non sono solo gli incidenti ad uccidere. E’lo sfruttamento che toglie la voglia di vivere. A quando la karoshi sarà un problema noto anche qui?

    Ciao
    OT

  6. wilcoyote ha detto:

    Sì, OT, è come dici, purtroppo.
    Continuo a vedere gente allucinata dalle eccessive richieste sul lavoro, anche gente con posizioni di responsabilità.
    Continuo a sentire dirigenti (sommi idioti) parlare di riduzione del personale perché “quest’anno abbiamo prodotto di più con meno gente”.
    Continuo a vedere comuni dipendenti che abituano a queste “comodità” la direzione.

    …a me, che sono figlio di altre musiche, sembrano quelle visioni alla Bob Dylan tipo “Desolation Row” (tradotto da De André in “Via della Povertà”). Sfilate di alienati dalla vita, da quei pochissimi che dettano legge.

    Karoshi, morte da superlavoro… il problema c’è già, solo non se ne parla in questi termini.
    Un’inchiesta, non ricordo fatta da chi, aveva rilevato che molti operai edili fanno uso di cocaina per mantenere ritmi elevati.

    Dov’è finita Lotta Continua?

    Ciao.

    Mario

  7. Caracolita ha detto:

    Uh, che bello! Sarà che queste cose le dico nei toni sbagliati, forse troppo duramente…ma quando sento di queste commemorazioni ai caduti in Iraq mi sale una nausea che non ce la posso fare a non mostrare la mia indignazione. E le persone in genere mi guardano come una senza cuore. La realtà è che, come dici tu, potrà anche dispiacermi, ma francamente non vedo perchè debba dispiacermi più che per una qualsiasi vittima di incidente sul lavoro.
    E’ che anche lì…il discorso è quello di chi deve pompare la cosa per farla apparire un gesto nobile, un sacrificio per l’umanità…e se vogliamo, nascondere così le responsabilità!

  8. wilcoyote ha detto:

    Ciao Cara, grazie per il commento! 🙂

    So che sull’argomento “missioni militari all’estero” sei sensibile, ho letto alcuni tuoi interventi ed il post sul tuo blog, quello sull’amico in Afghanistan.
    Direi che ci hai preso, l’eroismo, o comunque definito tale, dei militari “rende” in termini di immagine, ed anche di finanziamenti.
    Il manovale che cade dall’impalcatura fatta male, magari immigrato clandestino in nero, crea solo casini agli imprenditori.

    Forse è un po’ retorica, ma ricordo sempre a tutti la poesia di John Donne Nessun uomo è un’isola, che ha espresso con parole semplici e belle quello che tutti noi qui pensiamo.

    Ciao!

    Mario

  9. ominotosto ha detto:

    A Bologna si usa dire che “lotta continua” è stata sostituita da “balotta continua”.
    Mangiate, bevete, ridete, votateci e pensate ad altro.
    Il mio consiglio rimane sempre quello:
    Up patriots to arms/engagez vous!”
    Ciao
    T

  10. wilcoyote ha detto:

    Cazzarola, Tosto (ho visto che la firma si è compattata), mi mandi in visibilio Anarcadia, citando Battiato!

    Sono anni che il Franco lo dice, non è stato ancora abbastanza.
    E’ dura, ragazzi!

    Ciao.

    Mario

  11. albatros900 ha detto:

    cavolo, mario qui si vola con de andre’ (per un giusto omaggio a un grande ricordo che la ballata dell’eroe la canto’ splendidamente anche luigi tenco), battiato, dylan. quanto alla tematica…mi associo a quanto detto da chi mi ha preceduto, mario in primis.

  12. anarcadia ha detto:

    Te lo dico, ahah!

    le barricate in piazza
    le fai per conto della borghesia
    che crea falsi miti di progresso”
    ,

    ahahah! 😉

  13. wilcoyote ha detto:

    E’ bello vedere come poesia, musica e realtà possano convivere senza cadere nell’enfasi e nella retorica.
    E tante persone diverse, ma tutte con sensibilità e umanità, incontrarsi e scambiarsi opinioni piene di significato.
    Grazie, Albatros.

    Ciao

    Mario

  14. wilcoyote ha detto:

    …ed ecco Anarcadia con il suo tormentone! Che è verità.

    Ciao!

  15. anarcadia ha detto:

    Guarda, per me questa citazione è davvero un tormentone, la dico sempre…pensa che io, Opera e Lilith (che scrivono a volte sul mio blog, ma lo saprai già) ce la diciamo a mo’ di saluto ogni volta che ci incontriamo, nel senso che il primo dice: “le barricate in piazza…”, il secondo risponde “…le fai per conto della borghesia…” e la terza termina “…che crea falsi miti di progresso”, ahahah! Siamo tre deficienti, che vuoi farci..! :DD

    però è sacrosanto.

  16. wilcoyote ha detto:

    Grande! Sarebbe divertente sentirvi dal vivo scambiarvi quel saluto! 😀

    Ciao!

  17. anarcadia ha detto:

    La gente ci dà dei matti, a dire il vero, ahah! :DD

    E non a torto, probabilmente… +___+”

  18. wilcoyote ha detto:

    …benvenuto in famiglia, allora! ;D

    Ciao!

    M.

  19. albatros900 ha detto:

    …si parla di follia?…eccomiiiiiiiii!

  20. Caracolita ha detto:

    Questa cosa del saluto di Anarcadia, Opera e Lilith mi fa un pò paura! O_O’

    Wil, ritorna il tema della famiglia! 🙂

  21. wilcoyote ha detto:

    Cara, ti capisco! Sembra una cosa da setta segreta, vagamente massonica, neh? ;D
    …mi sa che siamo tipi un po’ più ingenui di loro.
    Ma è giusto così, in famiglia vengono rappresentate e accettate tutte le inclinazioni.
    Mi piace il tema della famiglia, in un contesto che farebbe rizzare i pochi capelli in capo al cardinale Ruini! Già, come aveva osservato tempo fa Anarcadia, ho un tendenziale amore per l’umanità, figuriamoci per quella parte che condivide (o no, ma ne discute) i miei pensieri! Se non è una famiglia questa…
    …in cui ci vedo benissimo l’altro folle che arriva in volo, il carissimo Albatros.

    Verrà forse un giorno che ci incontreremo di persona, e assisteremo al massonico saluto dei tre amici di cui sopra!

    Ciao!

    Mario

  22. liliangish ha detto:

    bon…direi che hai centrato in pieno il punto. I morti di Nassirya sono morti sul lavoro come tanti altri…quel che invece proprio fa schifo è la speculazione politica che si fa intorno ai loro nomi e alle loro morti.
    Dagli slogan antimilitaristi all’indignazione per gli slogan antimilitaristi, tutti attribuiscono un significato semantico fuorviante a un evento che ha un solo punto di lettura: la violenza chiama violenza, ma di rado si scarica sui reali responsabili.

  23. Luja85 ha detto:

    davvero una interessante lettura notturna il tuo blog

  24. anarcadia ha detto:

    Ahah, Mario, la nostra sembra proprio si stia trasformando in una “famiglia allargata”, no? :DD

    Bene! 🙂

  25. wilcoyote ha detto:

    @Lilian: e tu hai sintetizzato il tutto! Ben detto: di rado si scarica sui responsabili. Il testo di Masters Of War di Dylan dice sempre qualcosa di purtroppo valido, come illustra anche questo video, di cui la canzone citata è colonna sonora.
    Grazie per la visita ed il commento.

    @Jacopo: Grazie! Per la mia innata inclinazione di andare a letto presto, il tuo blog lo leggerò, invece, in ore non così notturne! 😀
    Ho dato una sfogliata random, mi ha colpito il post del 15 settembre, in cui trasformi una squallida bufala in momento di poesia e riflessione.

    @zio Anarcadia: lo sto constatando con piacere! Vedo un’ottima “biodiversità”, che è cosa buona. Una versione web delle comunità di base? 😀

    Ciao da zio Mario ;DDD

  26. anarcadia ha detto:

    @Lilia, concordo con Wil: ottima sintesi!

    @Wil, senza biodiversità è la morte, è questo che non si vuol capire..

    ps: voglio trovare un sistema per visualizzare “la famiglia” sul blog. :DD

  27. OldTimeSoul ha detto:

    Ciao Mario, sono in ritardo sì, è vero, ma come sempre concordo pienamente con il tuo pensiero.
    Anche io ho sempre travo ingiusto chiamare “eroi” solamente i caduti in paesi in cui sono in corso guerre civili o cose simili… spesso non sono così tanto “eroi” , sono solo di passaggio, mercenari ed affini…
    i veri eroi, come dici tu, sono quelli che si fanno il mazzo tutto il giorno, i lavoratori che non trovano il tempo per se stessi, quelli che muoiono per colpa delle norme di sicurezza che non vengono rispettate, quelli che non sono in regola e lavorano il doppio per un pugno di riso, le vittime di tutti i giorni per i soprusi…. le vittime che cadono per colpa di chi non ha dato loro un posto sicuro, quelli sono gli eroi che lavorano per i nostro paese, per loro dovremmo fare i funerali di stato, ma come sempre..tutto gira per il verso contrario…

    1 abbraccio forte!
    Martina

  28. wilcoyote ha detto:

    Ciao Martina! Lo sai, nel mio (nostro) piccolo angolo di mondo non ci sono scadenze rigorose, non ci sono gare a chi arriva primo. Quindi anche tu sei perfettamente in orario ^___^
    E dici cose molto vere. Tutto gira per il verso contrario… alla maggior parete della gente (ed in quello giusto per pochi).

    Un abbraccio a te!

    Mario

  29. wilcoyote ha detto:

    Anarcadia, cosa hai in mente? Una galleria fotografica? Un albero genealogico? ;D
    (un albero delle Sefiroth?)
    …sono curioso.

    Ciao!

  30. riuriuchiu ha detto:

    Girovagando per i blog, ho ripescato anche questa, che mi sembra pertinente:
    ” Da morte nera e secca, da morte innaturale,
    da morte prematura, da morte industriale,
    per mano poliziotta, di pazzo generale,
    diossina o colorante, da incidente stradale,
    dalle palle vaganti d’ ogni tipo e ideale,
    da tutti questi insieme e da ogni altro male,
    libera, libera, libera, libera nos Domine! ”
    (Guccini)

  31. anarcadia ha detto:

    A parte che gradirei un vostro intervento su un commento fattomi da un visitatore sul Papa, Wil e Riu…

    @Wil, ho in mente un modo di poter identificare i vostri link in modo diverso dagli altri, ora vedo come, ok? Anzi, ormai lunedì… 😀

  32. wilcoyote ha detto:

    @mamma Riu (non è per l’età, neh? solo per una certa tendenza a mettere in circolazione piccoli Elmo!): Libera Nos Domine! Da quanti anni. Dovrebbe venire da Amerigo, me lo aveva fatto ascoltare un compagno (in tutti i sensi) al liceo! L’hai anche ascoltata? (la canzone, intendo).
    Grazie per aver portato il Guccio fra i vari cantautori citati, se lo merita alla grande!
    Ora ne riporto uno io, più vicino alle mie radici musicali: Si Khan.
    Credo che nessuno di voi lo conosca (e non viene certo pubblicizzato dai media, in mano al potere, che si esprime anche manipolando il gusto musicale). Da una vita scrive bellissime canzoni con testi in favore dei diritti dei lavoratori (in questo è un po’ l’erede di Woody Guthrie e di Joe Hill), dei diritti civili, contro i soprusi governativi.
    Sul suo sito fa dono a tutti di testi e musica delle sue canzoni, se vi interessa QUESTO è il link all’indice.

    @Anarcadia: ora corro a vedere il commento che dici!
    Il creativo sei tu, no? Sono curioso di vedere cosa ti inventi! 😀

    Ciao!

    Mario

  33. Caracolita ha detto:

    Impressionante come la mente di Anarcadia non si riposi mai…o meglio, come i suoi neuroni non si diano un cambio nel loro lavoro, sempre attivi tutti insieme! 🙂
    Ma siamo tutti zii o solo Wil e Anarcadia? E zii rispetto a chi?

  34. wilcoyote ha detto:

    Ciao zia Caracolita! ;D
    Anarcadia deve aver realizzato l’Utopia nel suo cervello, per cui tutti contribuiscono in parti uguali, senza che qualcuno si logori più degli altri!

    Come hai visto, siamo tutti zii, o cugini, o nipoti… dài, una famiglia così non può che essere anarchica. Come le comunità dei figli dei fiori (un po’ più con le radic… i piedi per terra!).
    …aspetto una citazione evangelica da chi-sai-tu!

    Mario.

  35. Caracolita ha detto:

    Ma zia Caracolita sembra un pò da vecchia zitella… ;_;
    Credo anch’io alla tua teoria del modello societario dei neuroni di Anarcadia!!

    …aspetto una citazione evangelica da chi-sai-tu!

    Arriva, fidati che arriva!!! 🙂

  36. albatros900 ha detto:

    ehi, mi assento per qualche ora e qui trovo una comunità in pieno fermento…che bello! questo e’ merito, in gran parte, dell’ottimo “padrone di casa”, ma anche degli ottimi ospiti. vi dico subito (a wil, riu, anarcadia, OT, martina, etc.) che mi dichiaro ufficialmente interessato a far parte di questa banda di…matti!

  37. OldTimeSoul ha detto:

    eh sì, hai ragione Albatros!
    a prima vista sembriamo persone serie, ma in fondo, in fondo…siamo fuori come delle biglie!!!

    @Mario: io sono zia Martina?!?!?!? hahaha non vorrete mica tenermi fuori da questa famiglia?!?! …beh, forse vi capisco…ma non abbastanza!! =P
    1 abbraccio

    Martina

  38. anarcadia ha detto:

    Ehi, si sparla, qui?? :DD

    Ap 22,5
    Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.”

    “accontentatevi” dell’Apocalisse, stavolta. Perche se sono i profeti la “luce di lampada finchè non venga il giorno”, e Cristo “il sole che sorge”, allora davvero, un giorno, potremo dire che l’umanità potrà superare addirittura la rivelazione, quando la luce dello spirito illuminerà direttamente ogni uomo. Il paradiso stesso è anarchico! 😀

  39. albatros900 ha detto:

    …siamo in tema di Rivelazione, allora “Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verro’ da lui, cenero’ con lui ed egli con me”…mi sembra che qui di posto ce ne sia, eh grande mario!?
    e dopo aver cenato, naturalmente spazio alla buona musica con chitarra e voce (vostre!)

  40. anarcadia ha detto:

    Albatros, citazione pertinente con uno dei miei post di oggi, tralaltrp.. 😀

  41. wilcoyote ha detto:

    Ciao, amici!

    Scusate, mentre i vostri commenti impazzavano per il blog ero impegnato nelle mie funzioni di IT manager: stavo montando (fra varie bestemmie) un tavolino porta-computer! ;D

    Allora: il brano biblico che avevo in mente è Mc 3,35: “Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre”, con ovvi adattamenti!

    @Cara: eh, eh, è arrivata invece l’Apocalisse. Ma è in carattere con Anarcadia! 😀
    E sorella Caracolita? fa tanto suora?
    ;D
    Dài, facciamo che in famiglia non ci sono gerarchie!

    @Albatros: ovviamente sei incluso dalla prima ora. Ma, come gli operai nella vigna, non ci sono primi e ultimi. Al massimo ci sono più matti e meno matti. Ai posteri giudicare chi… 😀

    @Martina: ma certo che sei zia Martina! Come potrei lasciarti fuori?
    Lo sai che sei sempre nel mio cuore! 😀
    Sembriamo persone serie, seriamente psicopatiche ;D

    @Anarcadia: dopo la Teologia della Liberazione la Teologia della Rivoluzione. O meglio, dell’Anarchia!

    @Albatros: sì, di posto ce n’è! Con l’aiuto di tutti.

    Un abbraccio alla famiglia 😀

    Mario

  42. anarcadia ha detto:

    “TEOLOGIA DELLA RIVOLUZIONE”??

    E’ una cosa bellissima:

    At 7,56
    “E disse: Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio.”

    :DD

  43. liliangish ha detto:

    La notizia dei quattro morti nella raffineria umbra oggi è passata in secondo piano rispetto al malore che ha colpito quel poveraccio del nostro ex presidente del consiglio.

    E mi pare anche giusto, visto l’eroismo dimostrato da Berlusconi sul palco di Montecatini.

  44. wilcoyote ha detto:

    Lilian, non so se hai mai letto le “punzecchiature” di Jena sul Manifesto (al secolo Riccardo Barenghi, ora alla Stampa). Be’, potresti sostituirlo egregiamente! 😀

    Una squallida, triste conferma a corollario di questo post e dei suoi commenti: pagine e pagine per un calo di pressione del Silvio (d’altronde lui stesso dice di dormire due ore per notte), poche righe per le quattro vittime. Giusto perché si è mosso pure Napolitano…

    Ciao.

    Mario

  45. lilith979 ha detto:

    Ciao, con una piccola spintarella sono approdata anche io nel tuo blog, Wil!
    Mi fa un piacere enorme vedere che siamo in diversi a condividere uno stesso “patrimonio culturale” ( da brivido le citazioni di canzoni che amo tantissimo) e lo stesso “abito mentale” di critica costruttiva verso il sistema ..
    condivido pienamente sia il titolo di mercenari ai “Caduti di Nassirya”: hanno scelto-per soldi- un mestiere scomodo e rischioso (nonchè infame dal mio punto di vista) accettandone le conseguenze: i media li hanno elevati a “icone patriottiche” per i propri scopi.

  46. wilcoyote ha detto:

    Lilith, sono contento di averti fra i commentatori di questo post, che esiste non tanto perché l’ho pubblicato io, ma grazie agli altri: al giornalista che ha scritto l’articolo riportato, a chi ha espresso opinioni con forza, arguzia e intelligenza. Insomma, alla “famiglia” (niente a che vedere con Cosa Nostra, neh?) 😀
    E su questi argomenti so che hai qualcosa (molto) da dire.
    Grazie per averlo fatto.

    Ciao

    Mario

  47. medioborghesi ha detto:

    era molto in voga ascoltare i 99 posse qualche tempo fa

  48. wilcoyote ha detto:

    @medioborghesi: già. Ho altre idee musicali, parecchio lontane dai 99. E a volte è difficile seguire i testi per motivi linguistici. Ma ci sono cose che hanno detto ben chiaro. Cose come: “Fichettini inamidati tutti turgidi e induriti
    vanno per la strada tutti fieri ed impettiti
    si sentono virili atletici e puristi
    sono merda secca al sole luridi fascisti”. (da “Rigurgito antifascista”)
    …insomma, gente che si fa un baffo del politically correct (tutta la mia ammirazione!).
    Ma che fine hanno fatto?

    Grazie per la visita e per aver ricordato i 99 Posse.

    Ciao.

    Mario

  49. anarcadia ha detto:

    Se non fosse che bisorrebbe eliminare mezza Napoli, per accontentarli, eheh.. 😀

  50. ancatdubh ha detto:

    Scrissi un post simile esattamente un anno fa, lo trovate qui
    http://ancatdubh.splinder.com/post/6829845/
    evidentemente abbiamo un sentire comune su quel che è un vero eroe e su quelli che ci vogliono spacciare come eroi!
    Un saluto e grazie per la visita al mio blog!

  51. wilcoyote ha detto:

    Veramente significativo il post che hai segnalato. Anche più del mio, per certi versi.
    Sì, nonostante qualche punto di disaccordo, su questo la pensiamo allo stesso modo. Comunque sia, non ci lasciamo prendere per i fondelli dai cacciaballe!

    Ciao.

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