Grisham vs. Hemingway 1-0

(volevo pubblicare la storia del famigerato video di cui ho parlato nel post precedente, ma per varie circostanze non sono dell’umore adatto, per cui eccone uno di "riflessione")

Qualche tempo fa mi è capitato di leggere un articolo piuttosto inquietante sul modo di gestire le biblioteche negli USA. Spero che la moda non prenda piede anche da noi.
Be’, per le librerie è già accaduto… Di cosa parlo? Intanto suggerisco di andare a leggere l’articolo di La Repubblica da cui ho tratto "ispirazione".

In sostanza, pare che i furboni americani, per gestire in modo ottimale gli spazi fisici a disposizione delle biblioteche, sempre un grosso problema, abbiano sviluppato un software ad hoc. Immagino mesi di lavoro di analisti, sviluppatori, implementatori, sistemisti. Immagino i capitali investiti.
E cosa è uscito da ‘sta machiavellica macchina? Che il criterio migliore per l’occupazione dello spazio sugli scaffali è quello della frequenza di richiesta, per cui, come insinuo nel titolo, i romanzi di Grisham troveranno senz’altro posto, per quelli di Hemingway si vedrà. Immagino che Elias Canetti finisca direttamente al macero…
Il problema è che qualcuno, a giudicare dall’articolo citato, sembra prendere sul serio queste soluzioni, l’esempio riportato è veramente idiota: "Se hai 30 metri di scaffalature occupate da libri sui tulipani e solo uno viene preso a prestito, devi liberarti di tutti gli altri". Probabilmente il libro sui tulipani verrà richiesto più spesso di "I racconti della veranda" di Melville, per cui, nonostante le insistenze di Bartleby lo scrivano che "preferirebbe di no", i suddetti racconti finiranno in cantina.

Questa logica da anni la vediamo applicata nelle grandi librerie, ormai parte di catene commerciali, belle da vedere, con i libri accatastati in tutti i modi artistici consentiti dalle leggi della fisica, colorate e luminose ma… orientate a vendere, e fin qui niente di male, la libreria è un negozio. Il fatto è che per sopravvivere alla concorrenza multimediale dei mass media audiovisivi, alla tendenza a banalizzare, concentrare l’informazione in pillole (come se la curiosità fosse una malattia, da guarire con qualche pastiglia) il libro facilmente vendibile è tutt’altra cosa da quello che qualcuno di noi, evidentemente vecchi bacucchi sognatori, ritiene essere "letteratura". In alcune di queste mega-librerie ho avuto difficoltà a trovare dei "classici"!

…ho volutamente lasciato alcune righe di non immediata comprensione per chi non conosce l’oggetto del discorso: è un suggerimento a reperire e leggere. Se trovate una libreria che ha quella roba…

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74 risposte a Grisham vs. Hemingway 1-0

  1. utente anonimo ha detto:

    1. Non è anche perché tanti libri della letteratura classica sono stata masterizzati e si possono leggere online gratuitamente? Niente potrà sostituire la carte e l’odore di un libro, ma chissà come la penserano i figli dei nostri nipotini…

    2. Ho vissuto 8 mesi negli S.U. nel ’89… e il mio sogno americano è morto li’. Io sono fiera di essere europea (avete notato, non ho detto “francese”), perché abbiamo un rispetto più grande della cultura in generale… E l’ideologia non ci amazza, noi abbiamo ancora la libertà di poter pensare e giudicare e di rifiutare un pensiero unico…
    No?

    cktc [un po’ più seria di solito ;-), eh?]

  2. utente anonimo ha detto:

    opsss… sono stati masterizzati

    cktc

  3. nabladue ha detto:

    Mi colpisci nel cuore…purtroppo i classici, non solo scompaiono dalle librerie ma, ci sono sempre meno lettori disposti a leggerli (ho già pronto un post sul primato nelle vendite di certi libri, che,forse, mi renderà antipatico, infatti aspetto a metterlo!). Le librerie dovrebbero incentivare e non scoraggiare la lettura dei classici. A dire di molti sono pesanti, come tu sai il peso, è una forza relativa, non una proprietà intrinseca dei corpi, io trovo più pesanti altre “sozzerie”.
    Ciao

  4. wilcoyote ha detto:

    @cktc: forse il CD sarà la salvezza dei classici, sfrattati dalle librerie e dalle biblioteche.
    Spero che la carta dei libri rimanga insostituibile per secoli!
    Molto bello quello che hai scritto sull’essere europei. Purtroppo temo che ci stiamo avvicinando sempre di più agli Stati Uniti come “pensiero unico” e svalutazione della cultura.
    Spero di essere pessimista…
    Sei una persona intelligente, si vede anche quando scherzi 😉

    @Nabla: mi fa piacere che siamo allineati. In verità molti classici li ho scoperti lontano dalle aule scolastiche. Ma forse è il modo migliore: se vuoi leggere “Delitto e castigo” lo troverai coinvolgente, profondo, persino attuale, diversamente dal caso in cui devi leggerlo. Poi sta all’abilità dell’insegnante far nascere l’amore per i libri…

    Ciao!

    Mario

  5. albatros900 ha detto:

    caro Mario,come sempre apri uno sguardo su questioni di grande interesse. Come sai, per motivi anche (ma non solo) professionali, la questione mi interessa e “tocca” molto. Giorni fa, in seguito a quell’articolo, in Biblioteca hanno richiesto che venisse fatta una sorta di top ten dei libri più richiesti in ciascuna sala. In quella di mia pertinenza (arte, musica, spettacolo) sai cosa è uscito fuori? 1. Pasolini 2. Hemingway 3. Mozart! Ovviamente mi sembra quasi superfluo dirti che trovo assurdo stabilire la permanenza di un libro in una biblioteca, fondandosi sul criterio “quante volte viene richiesto?”; altrettanto superfluo constatare che, in base a quel criterio, probabilmente dan brown o moccia avrebbero più diritto a starci, di Chatwin o Tolstoj. Quanto alla questione della digitalizzazione del materiale cartaceo, frontiera sulla quale le biblioteche stanno investendo moltissimo negli ultimi anni, va tutto bene, fin quando non si pretenda, con questo, di sostituire gli insostituibili carta e inchiostro. Io penso che sia compito anche nostro, di chi come noi assegna ancora un valore all’arte, fare il possibile per mantenere in vita quel “soffio” che permetta all’arte stessa di continuare ad avere un senso; o meglio –poiché l’arte un senso ce l’ha comunque-, fare in modo che ciò appaia come dato incontrovertibile. Scusa se mi sono dilungato!(in realtà ci sarebbe da parlare per delle ore, di questo…)

  6. wilcoyote ha detto:

    Albatros, sei un addetto ai lavori, puoi commentare quanto ti pare, è tutto molto interessante.
    Faccio il tifo per te e tutti quelli come te che si daranno da fare perché sugli scaffali si trovino sempre polverosi volumi, magari presi in prestito una volta al lustro, ad attendere qualcuno che gioirà leggendoli.
    Sulla digitalizzazione ci sono molte polemiche: il pro è il ridotto ingombro, ma contro ci sono inconvenienti molto gravi, quali la limitata durata del supporto. Ci sono ancora bibbie di Gutenberg, ma dubito che fra cinquecento anni ci saranno CD o DVD ancora leggibili!

    Ciao!

  7. albatros900 ha detto:

    hai perfettamente ragione! la stessa frase (finale) si potrebbe trasporre, per esempio, anche nell’architettura…

  8. wilcoyote ha detto:

    Infatti. A questo proposito ho caricato in rete un documento molto interessante sul discorso “durata del supporto digitale”. QUESTO.

    Ciao!

  9. zanocom ha detto:

    Questione interessante questa di libri e spazi. Io però non credo sia completamente sbagliato il criterio della maggior frequenza e mi spiego.

    Siamo tutti d’accordo che, in generale, una biblioteca dovrebbe avere il catalogo più vasto possibile per permettere a tutti di accedere a un certo libro.

    Però nello specifico c’e’ il problema dello spazio limitato.
    Allora che deve fare un responsabile della libreria? Deve rinunciare a esporre un libro molto richiesto (seppur dal contenuto artistico limitato), per tenere un’opera bellissima a prendere polvere perché nessuno la chiederà mai?

    Questo criterio introdurrebbe una serie infinita di fattori soggettivi relativi alla critica letteraria e non se ne uscirebbe più.
    La maggior frequenza è semplicemente un criterio oggettivo.

    Il problema di fondo, non affrontato, è come portare i lettori a riscoprire certe opere.

    Ciao

  10. albatros900 ha detto:

    si, ma bisogna distinguere tra “biblioteca” e “libreria” (come tu stesso, in #9, fai, tra seconda e terza frase). il criterio della frequenza, non deve MAI riguardare una biblioteca! (la quale e’ deputata, appunto, alla conservazione, tra le altre cose)

  11. albatros900 ha detto:

    “per non lasciare ai nostri nipoti un’inutile catasta di bit”: questa frase del sito che segnali, mi e’ rimasta impressa per la sua efficacia!

  12. wilcoyote ha detto:

    Concordo con Albatros, Zano. Il problema di rapporto fra spazio e vendibilità è più tipico della libreria (o usi “libreria” come inglesismo per dire biblioteca?).
    Una libreria esporrà ciò che ritiene verrà cercato dai clienti (magari proponendo, con l’esposizione di nuove uscite non pubblicizzate, altrimenti tutti comprano solo Moccia o Vespa).
    Una biblioteca dovrebbe mettere a disposizione i libri secondo ben altri criteri.
    Per “qualità artistica” non intendo, ovviamente, solo quello che è uscito dalla penna dei Nobel o degli “antichi”. Vanno bene anche Pennac, Simenon, pure Faletti… 😉

    Il problema, Zano, è quello che hai scritto: trovare potenziali lettori per opere non di “cassetta”. O forse trovare lettori…

    Ciao!

  13. nabladue ha detto:

    Scusate anch’io sono andato un po’ fuori tema con la libreria, ma ribadisco che, secondo me, il problema sono i lettori ed in Italia i “non lettori”, visto che siamo uno dei popoli che legge meno. Forse perchè i programmi televisivi sono così interessanti?
    ciao

  14. DamadelSole ha detto:

    Intenressantissimo post! 😉
    A me piace molto leggere (anche se in questo ultimo periodo non riesco proprio a concentrarmi…quindi leggo pochissimo, aimé, rispetto al mio solito..) e sono d’accordo sul fatto che leggere i classici al di là dell’imposizione scolastica sia sicuramente più costruttivo! Perché incuriosiscono, perché ci affascinano, qualsiasi siano i motivi… Verissimo anche che dipende dall’insegnante, però io devo ringraziare innanzitutto mia madre. Non credo sia un caso che tutti e 4 figli amiamo leggere! Di certo dipende dai libri che ci sono sempre stati in casa, dal leggere testi adatti alla nostra età, sin da bambini e man mano che crescevamo, e comunque dall’insegnarci il valore dei libri e della lettura. L’Epifania era la festa dei libri, per noi. 🙂
    Ora, al di là di questa premessa, io trovo allucinante il criterio di classificazione previsto per le biblioteche! Concordo con quanto dice Will, è un criterio che può andare bene per le librerie (per quanto, alcuni best seller li riporrei nello scantinato e butterei via la chiave!!), dove del resto è già adottato. Un mesetto fa cercavo dei classici greci….erano in un angolo sull’unico scaffale a loro dedicato, a terra praticamente, in un’immensa libreria…. :((( che tristezza!
    Per quanto riguarda i supporti digitali, non so, sarò all’antica ma adoro sfogliare i libri, adoro portarli a letto e dovunque con me. Preferisco la carta, anche se occupano più spazio.
    Leggendo i vostri commenti sui ‘supporti’ migliori per la conservazione dei libri, poi, mi è tornato in mente un libro che ho letto tempo fa, catalogato come genere ‘fantascienza’, libro che ho adorato e che mi ha colpito tantissimo,
    “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, non so bene come si linki un sito legandolo ad una parola nei post, quindi metto il link così! http://www.bol.it/libri/scheda/ea978880448771.html
    Per chi non lo conoscesse e fosse curioso della trama! Da qui è stato tratto anche un film, di Truffaut. 🙂
    Scusate per la lunghezza ed il pessimo modo di spiegarmi, ma sono in preda almiosolitoavvilimento e soprattutto ad un terribile mal di denti che mi ottenebra i sensi! 🙂
    Buonanotte!

    Arien

  15. DamadelSole ha detto:

    Ah, ed aggiungerei che il minimo numero di lettori, soprattutto nel nostro paese, rende sempre meno ‘fantascientifico’ un futuro di quel genere….

    Arien

  16. caroziggy ha detto:

    Avevo già letto una serie di interventi di Attivissimo (un mito a cui mi inchino tutte le volte che ne leggo il nome …) sull’obsolescenza del supporto informatico. Il file che linki è ancora più completo perchè fa un’analisi a 360°.
    Sarei invece più ottimista sul futuro delle “nicchie”, cioè di tutti quelli che non leggono Dan Brown. Assistiamo a mio parere negli ultimi 20 anni a due fenomeni contrapposti nei vari rami della cultura (in senso completo, cioè anche per esempio in quello gastronomico o musicale). Da una parte la cultura “massificatrice” figlia del lato più oscuro della globalizzazione e del progresso, dall’altra una serie di “nicchie” che stanno costruendo una massa critica sempre più significativa. Questo è il lato positivo della globalizzazione e del progresso. Quindici anni fa non riuscivo ( o facevo molta fatica) a conoscere il Puzzone di Moena, piuttosto che la musica folk cilena o un inedito di Calvino del 1944. Oggi questo è possibile e a me sembra magnifico …

  17. albatros900 ha detto:

    @ arien: in effetti il film di truffaut che citi e’ davvero un “classico”. molto bella l’immagine dell’epifania come festa dei libri…spaziando un po’ con la fantasia, si puo’ trasporre il concetto religioso alla sfera artistica ed immaginare una “rivelazione” dell’essere cartaceo che parla all’essere umano,agli uomini dei secoli avvenire…
    e poi grazie per aver chiamato il 6 gennaio “Epifania”, e non “befana” (e’ cosa rara, ahimè!).
    saluti al padrone di casa, e a tutti i commentatori che transitano di qui…

  18. albatros900 ha detto:

    ps condordo in pieno con la considerazione finale di caroziggy…

  19. wilcoyote ha detto:

    @Nabla: l’introdurre un argomento come il tuo viene naturale, il post suggerisce sviluppi di discussione anche il quella direzione. Grazie.

    @Arien: il povero Ray Bradbury viene etichettato “di default” come autore di fantascienza, genere di cui in effetti si è occupato, con un approccio personale, atipico, sempre molto lirico. L’ambientazione nel futuro di “Fahrenheit 451” ha poco di fantascientifico, lo metterei accanto a “1984” di Orwell come fosca profezia di una realtà che già in parte si sta affermando.
    Già che ci sono, segnalo un altro libro di Bradbury, il mio preferito: Il popolo dell’autunno.
    Arien, è molto bella la tua storia, con l’Epifania divenuta festa dei libri!
    …non ti preoccupare per la lunghezza, da queste parti ci prendiamo tutto il tempo che serve per leggere e scrivere 🙂
    Spero che il mal di denti ti sia passato.

    Ciao!

    Mario

  20. wilcoyote ha detto:

    Amici, vi svegliate presto, eh?
    Mentre scrivevo un commento ne sono arrivati tre… ;D

    Caroziggy, mi fa piacere condividere con un addetto ai lavori come te l’approccio critico alla memorizzazione digitale scritta da un esperto attento e razionale come Attivissimo. Un esperto non condizionato dal mercato o da una cieca fiducia nella tecnologia.
    La “massa critica” costituita dalle nicchie culturali di cui parli spero sia sufficiente a tenere accesa la reazione (tanto per rimanere nell’analogia nucleare).
    In questo caso la tecnologia ha aiutato molto, rendendo disponibili, per esempio, le risorse sulla musica folk.
    …il Puzzone di Moena meglio lasciarlo in Trentino ;D

    Albatros: dopo la tua simbolizzazione dell’epifania dei libri verrai beatificato da Anarcadia ;D
    Pensa che in una canzone popolare trovata fra la Romagna e le Marche viene usata l’espressione “befanìa”.

    Ciao!

    Mario

  21. albatros900 ha detto:

    ah, ah, sei troppo forte, wil! devo dire che befanìa suona già meglio….diciamo che potrebbe essere considerata una normalizzazione linguistica “alta” di un concetto “basso”; dove “basso” non indica un giudizio di valore, ma sottolinea il non-allineamento (sic!) della ricorrenza “befana” con l’evento della Rivelazione del Cristo. dopodichè, me vado a ffà un goccetto!!(scherzo, sto a lavoro…)

  22. albatros900 ha detto:

    OT (@ wil): hai visto che spasso l’ultimo post di riu? m’ha fatto morir dal ridere! ih ih ih

  23. wilcoyote ha detto:

    Ah, pensavo alzassi il gomito sul lavoro! ;D
    Sì, ho letto delle ultime uscite di Elmo, il bimbo promette bene!

    Ciao!

  24. alebenfenati ha detto:

    aiuto wil

    sono stata messa sotto accusa da katana
    c’è in corso un processo da me, da lei, non s’è capito
    s’è capito invece che tra i reati a me iscritti ci sono anche dei commenti legati al tuo blog
    insomma, volente o volante o negligente ci 6in 1/2

  25. wilcoyote ha detto:

    Miseriaccia, Ale, proprio con una praticante di arti marziali maneggiatrice di spade da samurai dovevi far casini!
    Su, costruiamo una difesa che stia in piedi (no, non mi farò eunuco per dimostrare alcunché!) ;D

  26. katana78 ha detto:

    sei stato nominato anche tu…sappilo grrrrrrrrr

  27. wilcoyote ha detto:

    Nominato? Per l’Oscar? O per la presidenza del Lale Fan Club? SCHERZO, lascia giù la spada… ;D

  28. utente anonimo ha detto:

    ma no, wil: sara’ per gli academy music (o come caspita si chiamano, insomma gli “oscar” della musica) per via di quel video su OTS!!!
    (I’m albatros)

  29. riuriuchiu ha detto:

    mario tra un po’ arriverà anche il mio commento; per ora c’è caroziggy che mi fa ‘na capa tanta con discussioni sull’argomento…
    qunado sono riuscita a chiarirmi le idee arrivo!

  30. abreast ha detto:

    alla fine ce l’ho fatta, sono riuscito a sconfiggere la mia continua “distrazione” ed a ricordarmi di venire da queste parti a farti visita! della serie: meglio tardi che mai, vero?
    tornerò, comunque, promesso!
    buon fine settimana!

  31. wilcoyote ha detto:

    @Riu: eh, siete due lettori preparati ed appassionati, ci devono essere belle discussioni in famiglia! Due come quelli di cui parla il passo di Calvino citato da Caroziggy, direi. 🙂

    @abreast: sì, meglio tardi che mai, non c’è fretta, almeno in questo mondo fatto di bit eppure a volte così reale. Se hai voglia di sbirciare per il blog credo ci siano post allineati con alcuni punti di vista che esprimi sul tuo 😉

    Ciao!

    Mario

  32. liliangish ha detto:

    Gli Stati Uniti sono da sempre patria di grandissime contraddizioni. Un sistema del genere rietra perfettamente nel loro modus vivendi improntato al mercato e alla massimizzazione dell’efficienza, ma si dimenticano troppo spesso che il criterio della massimizzazione dell’efficienza così importante per lo sviluppo e la crescita di un sistema aziendale non vale necessariamente per tutti i sistemi.
    dimenticano il fatto che un libro, di per sè, ha un valore aggiunto che gli deriva dall’unicità dei contenuti e che occorrono almeno centomila richieste perchè il valore bibliotecario di un libro di Dan Brown raggiunga il valore di un libro di Thoreau o di Hemingway, solo per citare i loro scrittori.
    eppure ci vuole molto poco per capirlo.

  33. wilcoyote ha detto:

    Ottima osservazione, Lilian.
    Il legare la cultura alla società dei consumi ha pesanti effetti collaterali anche sulla formazione dei futuri ricercatori. Tant’è vero che i nomi degli innovatori della scienza statunitense sono quasi tutti stranieri, europei ed asiatici. Vorrà dire qualcosa, no?
    Vedo che hai condiviso l’idea del confronto limitandolo agli autori americani (come ho fatto anch’io, a parte Canetti… ^^).

    Ciao!

    Mario

  34. albatros900 ha detto:

    wil, totalmente OT: ho appena visto a casa di amici il film che mi consigliasti sul viaggio in Usa di lynch. be’, e’ semplicemente splendido (“poesia da far male al cuore”, come mi scrivevi giustamente); e ciò che mi colpisce ancora di piu, e’ il fatto che quel film esprime perfettamente lo spirito con cui immagino di fare quel viaggio, e consigliandomelo, dimostri di avere a tua volta capito perfettamente tale mio spirito! grazie.
    …e buona domenica…

  35. abreast ha detto:

    in parte l’ho già fatto, WIL… dovrò ricordarmi di continuare ciò che ho iniziato nei “momenti di stanca” quando sarò in ufficio, non perchè non trovi la cosa interessante ma perchè a casa ho sempre poco tempo da dedicare al computer e troppe cose da fare…

  36. giorginabaldi ha detto:

    coyote, come al solito sottovaluti gli States. Non è come la racconta Repubblica, ho trovato unmio libro in una biblioteca dell’Arizona. Una gioia da matti. Seriamente, ci sono dei libri che sono ormai illeggibili. Ho una biblioteca enorme, ho letto di tutto, ho anche recensito di tutto: ma oggi mi taglierei una mano pur di leggere autori come Bevilacqua, come Cassola, o presunti classici come la Deledda, D’Annunzio, e simili. I libri invecchiano, come noi. Non è questione soltanto di gusti che cambiano. Sono creature che hanno una vita, danno delle emozioni, come l’amore, poi finiscono lì. Hai provato a rileggerti Moravia? Stantio, ridicolo, come un film di Fellini oggi. L’eternità è di pochi autori: ho riletto Furore, La via del tabacco, Fiesta, si lasciano rileggere, come si rivedono i film di Ford. Continuo a leggere di tutto, aspetto l’immortalità.

  37. giorginabaldi ha detto:

    ho dimenticato un ” non ” tra le parole: pur di…..leggere. Mi è rimasto nella penna, ma così è più chiaro.ciao

  38. wilcoyote ha detto:

    @Albatros: credo di aver capito il lato emotivo del tuo approccio alla poesia, e quel film mi pareva essere in sintonia. Sono felice che ti sia piaciuto.

    @abreast: avere altre cose da fare oltre a stare al computer è di solito un indice positivo. Non ti affrettare, come dice la nostra amica Ale 😀

    @Giorgina: non sottovaluto gli States. Sono un cultore delle loro forme di musica tradizionale! L’ottica consumistica è un fenomeno internazionale, non si cura neppure della tradizione.
    Probabilmente in Arizona non avevano ancora adottato il criterio in questione.
    Suppongo che ci sia un po’ di esagerazione in quell’articolo, d’altra parte giornalisti + tecnologia = probabile cumulo di cazzate.
    Ah, ah, avevo capito che NON ti taglieresti una mano per…
    La dichiarazione sull’invecchiamento dei libri potrebbe innescare lunghe e combattute polemiche.
    Diciamo che non tutti i libri invecchiano allo stesso modo. Di recente è passato sul mio affollato comodino “L’idiota”, e parecchie considerazioni sociali e di costume si potrebbero riportare pari pari ai giorni nostri. Così come i ritratti psicologici dei personaggi.
    Altri sono così legati al tempo in cui sono stati scritti da risultare illeggibili, quando non contengono messaggi “eterni”. Sono anche scelte artistiche: l’autore potrebbe aver scelto di non dare al suo testo una dimensione sovra-temporale, ancorando pesantemente il libro alla sua epoca e ai suoi personaggi.
    Non sempre è così: credo che “Il caimano”, nonostante il suo riferirsi a persone ben precise, a situazioni storiche ben individuate, potrà essere visto fra decenni mantenendo un significato.
    Altre cose, sono d’accordo, no.
    Sarai d’accordo, comunque, che non deve essere il criterio di richiesta a regolare la disponibilità nelle biblioteche. Sparirebbe Moravia, così come Steinbeck.

    Ciao!

    Mario

  39. utente anonimo ha detto:

    anche io ho trovato splendido “L’idiota”, letto quando avevo, credo, 18 anni. (albatros900)

  40. alebenfenati ha detto:

    wil tieni: la mano di abreast,
    rendigliela tu visto che siete tanto amici!

    ah, vè ti regalo anche quest’accetta, usata (1volta sola) ma tenuta bene

    ciao

  41. DamadelSole ha detto:

    Si Will, so che vi prendete tutto il tempo che occorre per leggere e rispondere, per questo mi piace partecipare qui. 🙂 però capisco che non sempre si può trovare, questo tempo.
    Appena possibile, leggerò il libro che mni consigli. Ho letto di che si tratta e mi sembra davvero interessante.
    @ Albatros l’Epifania (e non befana, brutto termine!) per noi era la festa dei libri perché era ciò che ricevevamo in regalo, e la cosa ci rendeva felici 😉
    Un saluto a tutti e buon inizio settimana!

    Arien

  42. alebenfenati ha detto:

    Wil al processo eri desaparecido, ma sta volta non c’è pezza: devi aiutarmi, mi servono un paio di rime per vincere 1scommessa con Katana non ti eclissare dietro lunari giustificazioni, 6il primo ingaggiato della mia squadra, ok?

  43. abreast ha detto:

    troppo tardi, WIL… ho già dato! 🙂

    @ALE: e cosa dovrei farci con l’accetta, “di grazia”?

  44. wilcoyote ha detto:

    @Arien: è vero, non sempre si trova il tempo, per quello che “scripta manent”, per aspettare il momento giusto.
    Sì, credo che il libro ti piacerà! 🙂

    Ciao

    Mario

  45. wilcoyote ha detto:

    @abreast: l’accetta dovrebbe essere servita a staccarti quella mano che generosamente Ale ti restituisce (se mi dai un recapito te la riporto). Caspita, ti deve avere anestetizzato e cauterizzato, non te ne sei accorto!

    @Ale: sono in ritardo per le rime? Stamattina ho avuto un po’ di casini… Andrò a vedere…

    Ciao!

  46. alebenfenati ha detto:

    ah wil
    che sollievo! ci 6!

    katana è agguerritissima
    sarà dura ma ce la faremo!

  47. wilcoyote ha detto:

    Insomma, le risponderemo per le rime. Certo che l’argomento è un po’ ostico…

  48. intrattabile ha detto:

    quello che mi preoccupa di piu’ e’ che i classici tra cinquant’anni saranno quella spazzatura qua. e io, quando avro’ settant’anni, guardero’ i giovani parlare di Grisham come io parlo di Hemingway e diro’ loro: andatevene a leggere Céline! razza di cavernicoli!. e loro Céline non sapranno nemmeno chi e’.

  49. wilcoyote ha detto:

    Spero di no, intra. C’è ancora gente che sa scrivere.
    E poi, la spazzatura di cui parli ha una “scadenza”, diventerà obsoleta, al contrario di Agahta Christie.
    Céline mi sa che se la sta vedendo brutta già oggi…

    Ciao!

  50. abreast ha detto:

    WIL, ALE mi ha “estromesso” dalla squadra e senza alcuna ragione! mi spiace, il gioco si preannunciava divertente ed avrei voluto partecipare anch’io… 😦

  51. lilith979 ha detto:

    Ciao Wil, non so se hai visto che il mio post si è autodistrutto e con lui il tuo commento…spero che, se lo riproporrò, tornerai a commentarlo: è bello sapere che ho potuto scrivere qualcosa che non si riferisce solo a me.

  52. wilcoyote ha detto:

    @abreast: nel frattempo la situazione è cambiata, sei un baluardo poetico di Ale!

    @Lilith: ho visto ora. Come mai si è autodistrutto? Colpa del vecchio Anarcadia? ;DDD
    Certo che tornerò a commentarlo, quello che ho scritto è semplice e vero. Come il tuo post.

    Ciao!

  53. albatros900 ha detto:

    @ lilith: hai scritto un post?…mi era sfuggito! dovresti riscriverlo…

  54. lilith979 ha detto:

    Mi hanno sospeso il post: un mancato diritto di precedenza ;-)…
    A domani!

  55. Caracolita ha detto:

    Più o meno ho lavorato per un pò in quel campo, ho parlato con molti bibliotecari soprattutto nelle scuole. Una cosa certamente scandalosa è che vengano incaricate come responsabili della biblioteca persone che non hanno la minima voglia di curare una biblioteca e che mettono lì perchè ‘non possono prendere nessun altro incarico’. Il risultato è che le biblioteche lentamente muoiono, i ragazzi non sono seguiti per nulla nella loro ricerca del libro e chiaramente sappiamo tutti come va a finire la storia.

  56. nabladue ha detto:

    ? Wil mi ero quasi dimenticato che, durante l’università ho lavorato un anno in biblioteca, come collaboratore, e lì utilizzavamo il software ALEPH .
    Non mi ricordo per nulla il sistema di catalogazione su cui si basa, ma mi era sembrato un buon metodo. (probabilmente suddivide i libri per tematiche e poi in ordine alfabetico, o qualcosa del genere).

    Ciao

  57. wilcoyote ha detto:

    @Nabla: dunque il software non proponeva disposizioni sugli scaffali in funzione della frequenza di richiesta…

    @Cara: ho avuto anch’io l’impressione che molti operatori nelle biblioteche non fossero lì per amore di quel mestiere.

    @Albatros: eh, sì. Lilith ha scritto un post molto bello. Peccato sia durato poco. Confidiamo che lo riscriverà.

    @Lilith: allora il mio burlesco sospetto nei confronti di Anarcadia era fondato! ;D

    Ciao!

  58. anarcadia ha detto:

    Il problema sollevato dal tuo post è reale e parlo soprattutto dell’àmbito libreria, visto che il sistema bibliotecario almeno, nella mia città, funziona benissimo ed è in possesso di un’infinità di materiale tra cui moltissimi testi dal ‘400 in poi. Le libreria, invece, si stanno tutte avvicinando sempre più, sia nella forma che nei contenuti, a piccoli supermarket in cui ho trovato difficoltà persino a trovare un classico come “I fratelli Karamazov”, di Dostoevskji. E non ti dico che fatica per trovare un testo di Hannah Arendt: quando finalmente riuscii a trovare una vecchia edizione rusconi de “Le origini del totalitarismo”, il libraio mi guardò e mi chiese: -che professore t’ha chiesto di leggerlo?- Ed io -no, lo cercavo per interesse personale-. Vi lascio immaginare la sua faccia, poi mi disse che erano anni che non vendeva qualcosa di simile…

    Il problema non credo sia la competizione degli audio-video: credo che il problema sia la modestia intellettuale.

  59. Smillapiffi ha detto:

    Wil Brrrr che orrore! Mi è venuto in mente il romanzo e film Fahrenheit 451! Dobbiamo già organizzarci? Scegliamoci già un libro da imparare a memoria! Non si sa mai! Interessantissimo post!

  60. wilcoyote ha detto:

    Be’, di fondo c’è quello che scrivi, Anarcadia. L’audio-video contribuisce a questa “modestia intellettuale” per come viene realizzato e concepito, soprattutto per il fatto che viene caratterizzato sempre più dalla velocità, con conseguente mancanza di ogni approfondimento.

  61. alebenfenati ha detto:

    wil, fammi un po’ sentire il pranzo a base di cos’è quest’oggi
    io credo mangerò un’isalata condita (no, non con dita di abreast gli ho riattaccato l’arto) con olio di vittoria, sale di successo, spezie di trionfo
    ah… che roba la sfida… non riesco più a pensare ad altro

  62. anarcadia ha detto:

    Credo, Wil, si possa ricondurre tutto quanto al pragmatismo anglosassone di cui è pervasa la cultura contemporanea. Il pragmatismo, lasciato solo, tende a rinchiudersi nel bieco appagamento dell’istintualità animale, con la quale poi si va anche ad identificare il concetto di libertà personale. Da qui, forse, quella che chiamo “modestia intellettuale”. Perchè in realtà

    “…fatti non fummo per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza…”

  63. wilcoyote ha detto:

    @Ale: ottimi condimenti per l’insalata, non fanno ingrassare e alzano il morale. In privato le dodici portate del pranzo di oggi… ;D

    @Anarcadia: pragmatismo = viver come bruti? Ci devo pensare…

    Ciao!

  64. anarcadia ha detto:

    Il pragmatismo “lasciato solo”, Wil..

  65. wilcoyote ha detto:

    Scusa… la digestione delle dodici portate riduce il numero di neuroni disponibili ;D

    Il pragmatismo senza fondamenti teorici ad accompagnarlo, allora.
    Con queste precisazioni penso che tu abbia ragione, si finisce inevitabilmente in quello che chiami “modestia intellettuale”. La cosa non contrasta con le mie supposizioni sull’effetto dei media audiovisivi usati male.

  66. anarcadia ha detto:

    Pensa: non c’è nulla al mondo che possa dimostrare che il VERO bene personale ed il VERO bene collettivo coincidano sempre. Anche perchè una decisione di comunione può anche costare la vita. Ma un pragmatismo slegato da questo concetto è ciò che ci sta portando al baratro che già da tempo vediamo mooolto vicino..

  67. intrattabile ha detto:

    non ho citato céline a caso, infatti.
    vittima di un pregiudizio. poverino…

  68. katana78 ha detto:

    IL VERDETTO E’ STATO PUBBLICATO SUL MIO BLOG

  69. wilcoyote ha detto:

    @Kata: il verdetto su Céline? Alla faccia del pregiudizio… 😉
    Andrò a vedere, grazie!

    @intra: il pregiudizio è assai pesante, è stato un collaborazionista, nel suo modo scazzato e disperato. Il valore letterario è indubbio, però.

    Ciao!

  70. Raide ha detto:

    non sapevo di questa ennesima americanata. ma d’altra parte cosa ci si poteva aspettare da un popolo che di cultura ne ha davvero poca, che non avendo storia antica, non studia neanche quella degli altri…(faccio presente che mia nonna è americana! Ma vive in italia da quando ha capito che gli italiani sono meglio).

  71. wilcoyote ha detto:

    Raide, hai centrato il problema: non è tanto la mancanza di storia (per ovvi motivi), è il non curarsi della storia altrui che diventa fonte di mali anche peggiori della gestione bibliotecaria!
    Grazie per la visita e, come disse un fan di John Denver, saputo che la prima chitarra glie l’aveva regalata la nonna, “yeah, grandma!” ;D

    Albatros, un saluto e un sorriso anche a te!

    Ciao.

    Mario

  72. wilcoyote ha detto:

    @Anarcadia: Louis-Ferdinand Destouches, che prende il cognome-pseudonimo di Céline, dal nome della nonna.
    Uno scrittore dall’anima turbolenta, irrequieta, finisce nel gorgo dell’antisemitismo e del collaborazionismo, beccandosi l’ostracismo dalla comunità civile e letteraria.
    Eppure è un autore che ha avuto qualcosa da dire. Certo non simpatico, almeno, non a me.
    Ma non mi è simpatico neppure Hemingway, di simpatie politiche contrarie a Céline.

    Ciao.

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