Sweet Home Chicago

Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti… no, non mi convince.
Mi sa di poco originale. Mi pare sia stato usato per iniziare un famoso racconto.

Va be’, rinuncio all’incipit ricercato e vengo al dunque.

Nel post precedente si è fatto cenno ad un video in cui, errore di gioventù, vengo ripreso seduto sulla tazza del water mentre suono un blues. Non avendo particolari problemi di immagine (nei limiti di un minimo buon gusto) farei tranquillamente vedere il filmato. Il problema è che non so come reperirlo. La ripresa era stata fatta con una telecamera analogica video-8 e, a quanto ne so, mai riportata su VHS, tanto meno in formati digitali.

Ho pensato quindi di raccontare il video e gli antefatti.

Si era alla fine degli anni ’80, rimpianti da qualcuno, detestati da altri (come me, ad esempio).
Per sfuggire al pattume musicale del periodo (oh, è una mia opinione, non mi piantate una carolina infinita per questo!) con alcuni amici avevo iniziato a mettere in piedi una band che proponesse suoni di altri tempi (già allora avevo questa mania). Nel caso contingente, le ispirazioni venivano dal british blues e dal rock della radici, à la Creedence Clearwater Revival.

Eravamo volenterosi, appassionati e… tremendamente dilettanti. Io venivo da anni di cantautori, strimpellati sulla chitarra acustica, e per l’occasione me ne procurai una elettrica (acquistata di terza mano per trentamila lire da uno che altrimenti l’avrebbe bruciata nella stufa). Un amico pianista si era indebitato per acquistare una tastiera (una vecchia Yamaha) ed aveva trovato una stanza in cui provare. Un batterista con un’opinione personale del tempo ed un cantante part-time (nel senso che spesso mancava alle prove) si aggiunsero alla formazione, completata da un giovanissimo talento alla chitarra solista: Cesco, un ragazzo che, dodicenne, aveva trascritto il mitico solo di “Hotel California” degli Eagles!
Fra alti e bassi iniziammo a scegliere il repertorio e a provare le canzoni.

Dopo qualche mese di prove (e vari cambiamenti di organico e repertorio), un pomeriggio ci venne a trovare nella saletta in cui massacravamo i Creedence e Neil Young un giovane chitarrista, allora quindicenne, famoso per il suo talento nelle improvvisazioni blues, qualità che mancava a noi.

Ci strabiliò vedere (ed ascoltare) un ragazzo così giovane suonare come Eric Clapton, quasi trasfigurato nell’aspetto mentre “tirava” le corde della sua chitarra e ne ricavava quei suoni che finora avevamo sentito solo sui dischi.
Dopo la sua esibizione lo intervistammo, volevamo sapere, soprattutto noi chitarristi, come si “diventava così”. E lui, neanche fosse un vecchio bluesman devastato nel corpo e nell’anima dal whiskey, dal fumo, dalle avventure, ci disse semplicemente: “Il blues mi esce quando imbraccio la mia chitarra o quando rutto dopo una birra. Ma c’è un momento in cui mi sento veramente un bluesman, ed è quando sono seduto sul cesso a cagare”.
Detto questo, se ne andò, lasciandoci senza parole.

Passano alcuni anni, la band si scioglie ed i musicisti prendono strade differenti (alcune si incroceranno di nuovo, ma è un’altra storia).

Nel frattempo i chitarristi di cui sopra hanno imparato molto su come si suona il blues.

Un pomeriggio di estate mi ritrovo con Cesco e Mamo, un nuovo adepto del chitarrismo blues. Avevamo in prestito una Squier Stratocaster nera, che faceva molto Eric Clapton.
Stavamo suonicchiando in una stanza della casa in costruzione accanto all’abitazione di Cesco, di proprietà della nonna di lui. Nel frattempo si ghignava ricordando le vecchie storie, fra cui quella del bluesman. Ad un certo punto a Cesco viene un’idea: perché non “drammatizzare”la vicenda e riprenderla con la telecamera dei suoi genitori?
Accanto alla stanza in cui suoniamo c’è il la stanza che ospiterà il bagno, non è ancora collegata all’impianto idraulico ma la tazza del water è già posizionata. Gli ingredienti ci sono tutti.
Rapidamente pensiamo ad una sommaria sceneggiatura e alle battute e facciamo dei “provini”.
Alla fine vengo scelto io come attore del corto. Ecco come si svolge la scena.

Primo piano di Mario, barba di due giorni, spettinato, strizza gli occhi, con espressione annoiata e, la voce un po’ strascicata, inizia a parlare:
– Sì, sono un bluesman

Smorfia disgustata, un attimo di pausa.
– Ci sono momenti particolari in cui mi sento pienamente un bluesman

A questo punto il campo si allarga, la mano di Mario stringe una bottiglia di Moretti. Beve un sorso.
Il rutto non gli viene… trattiene il riso e continua:
– Per esempio, quando bevo la mia birra

Un altro sorso e la bottiglia viene appoggiata fuori vista. Mario armeggia con qualcosa, ulteriore allargamento di campo: ora il nostro bluesman imbraccia la Strato e suona qualche scala pentatonica, accenna a qualche bending claptoniano, poi prosegue:
– Oppure quando suono la mia chitarra.
Segue l’intro di “Sweet Home Chicago” versione dei Blues Brothers, che si risolve nel classico ritmo shuffle, un po’ stoppato mentre Mario continua:
– Ma c’è un momento in cui veramente, veramente mi sento un bluesman…

La ripresa ora mostra Mario, i pantaloni abbassati, seduto sulla tazza del water, che canta, sulla melodia di “Sweet Home…”:
– Son qui, seduto sul WC / son qui, seduto sul WC / quando c’ho la diarrea / qua dentro / Chicago…

Turnaround, conclusione del pezzo, ancora primo piano di Mario. Buio.
 
That’s all, folks.
 
Una precisazione: non avendo inclinazione per la pornografia ho insistito per tenere le mutande!
E meno male: quando Cesco ci ha fatto vedere il video, alla presenza dei suoi genitori e di un’amica, ho scoperto che mi avevano fatto uno scherzaccio infame: mentre eseguivo il brano finale il burlone aveva fatto un primo piano del… di… insomma, avete capito!
 
 
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68 risposte a Sweet Home Chicago

  1. albatros900 ha detto:

    LOL! ah, mario ne combini una piu del diavolo!!
    mi hai fatto ammazzare dal ridere! forse un giorno mi decidero’ anch’io a raccontare di qualche “filmino” di epoca mooolto giovanile!
    hasta la vista (e non lo dico per dire), amigo y companero…

  2. caroziggy ha detto:

    Le scene devono essere state mitiche! Come mitici sono stati i CCR: ricordo di aver “consumato” una audiocassetta di greatest hits fattami da un mio amico che era un loro cultore. Poi le vicende della vita mi hanno allontanato da quel tipo di musica ma è uno dei migliori ricordi della fine degli anni ’80 …

  3. riuriuchiu ha detto:

    immagino, immagino tutto, compreso Cesco che va a prendere la videocamera…
    Quando riusciremo a trovare un po’ di tempo per una chiacchierata mi racconterai che fine ha fatto anche lui!

    😉

  4. wilcoyote ha detto:

    @Albatros: ovviamente io non ho mai capito una mazza di cinema, ho visto la faccenda come una goliardata.
    Mi dispiace di non avere alcun talento per la recitazione (al massimo so raccontare barzellette…), mi sarebbe piaciuto fare il comico.

    @Caroziggy, per me i CCR sono tuttora un caposaldo della mia idea di musica rock: radici popolari ed energia, un suono diretto, senza artifici, testi semplici ed evocativi.
    Come dice un’amica, ho un old-time soul! ;D

    @Riu: è vero, probabilmente avevi conosciuto Cesco. E’ sempre stato il più “tecnologico”, il primo ad avere una “handycam”. Io sono arrivato lo scorso anno ad avere una fotocamera digitale… Ti racconterò!

    Ciao!

    Mario

  5. intrattabile ha detto:

    esigo il video. a nome del popolo di internet

  6. abreast ha detto:

    bellissimo!!! ed è proprio vero, la musica non ha confini nè età!

  7. nabladue ha detto:

    Wil sono a casa febbricitante, appena mi riprendo, sono molto curioso di leggere…
    ciao

  8. wilcoyote ha detto:

    @intra: potremmo fare un remake, con te che interpreti la mia parte (ci somigliamo abbastanza, no? salvo qualche dozzina di particolari…), una versione un po’ alla Trainspotting…
    Sto cercando di contattare l’amico Cesco, che dovrebbe avere l’originale.
    Solo che da qualche anno è a spasso per l’Europa…

    @abreast: proprio vero. Sto preparando un repertorio di successi degli anni ’60. 1860… 😀

    @Nabla: cavoli, mi dispiace. Vedi di riprenderti, senza fretta di tornare al lavoro, però ;D

    Ciao!

    Mario

  9. nabladue ha detto:

    Wil fantastico sia l’ evento narrato che il post…cerca di trovare il video….

    a quante pare c’è anche qualcun altro molto autorevole che crede nella produttività del bagno…

    Installati nei bagni di Google postazioni pc con richieste di correzioni bug e scrittura codici
    Testing>google bagni

    ciao!

  10. nabladue ha detto:

    Che ho scitto?
    Installati nei bagni di Google postazioni pc con richieste di correzioni bug e scrittura codici
    Testing>google bagni

  11. wilcoyote ha detto:

    Volevi linkare questo articolo?
    Proprio vero quello che cantava anni fa Guccini: “nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento” ;D

  12. nabladue ha detto:

    si scusa, ci ho provato, forse è meglio che vada a riposare…
    prima faccio un salto al bagno, devo proseguire un lavoretto…
    buona giornata
    ciao

  13. wilcoyote ha detto:

    Buongiorno a te, Albatros! 🙂

    Nabla, non c’è problema. Riposati & guarisci presto.
    Già che sei in bagno, ti giro il codice da debuggare di un programmino che… ;D

  14. DamadelSole ha detto:

    Dev’essere divertentissimo Will quel video!!!! Concordo con intrattabile, quel video si deve vedere!! ;DDDDD
    Io sto cercando di guarire pian piano dalla mia influenza, per non dover tornare a lavoro proprio l’ultimo giorno della settimana… 🙂
    Un bacio a tutti, buona serata!

  15. wilcoyote ha detto:

    Arien, per il video sto iniziando le ricerche (poi ci sarà il problema di convertirlo in digitale…).
    Ottima idea, quella di guarire pian piano, assecondi la natura e… stai lontana dal lavoro, cosa piuttosto salutare! ;D

    Ciao!

  16. giorginabaldi ha detto:

    Allora erano davvero formidabili quegli anni. Come lo era la colonna sonora. Che ne pensi dei giudizi che ha dato Verdone sui grandi della musica di oggi?Ciao

  17. albatros900 ha detto:

    ‘giorno, wil! qui diluvia, grandina e saetta…ma l’umore e’ buono!
    🙂

  18. anarcadia ha detto:

    “Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti…”

    AHAHAHAHAHAh, Wil, sei un genio!!! :DD

  19. wilcoyote ha detto:

    @Giorgina: in realtà ho sempre preferito musiche più arcaiche, ma il sound dei sixties aveva una genuinità, nell’ambito pop, che si è persa ben presto.
    Cavoli, domanda impegnativa quella su Verdone, ne parlerò senz’altro.
    E allora mi interesserà il tuo parere.
    Ma la locuzione “formidabili…” è di Capanna o ha una tradizione?
    Devo rimpiangere di essere nato nel 1966? ;D

    @Albatros: qui, più modestamente, pioviggina, il cielo grigio e vagamente fosco. In ogni caso… buongiorno anche a te! 🙂

    @Anarcadia: quando ho iniziato così avevo in mente qualche possibile lettore :DDD

    Ciao!

    Mario

  20. anarcadia ha detto:

    Comunque ho tralasciato di commentare il post, che effettivamente “fa molto Maro”, ahahah! GrrrrrAAnde BluesmaNNNN!!!! :DD

  21. anarcadia ha detto:

    Ehm… “MARIO”, ovviamente! >__>’

  22. abreast ha detto:

    chiamami quando arriverai al 1970-1979, è il mio decennio preferito!

  23. utente anonimo ha detto:

    e chi puo’ darti torto, abreast?!(a livello musical-rock, intendo). albatros sloggato!

  24. lilith979 ha detto:

    No Mario, non lo fare!Non mostrare quel video!!Te lo dico per esperienza personale: da quando ho visto il video amatoriale del mio moroso a 17 anni che, con un suo amico, imitava i Guns’n Roses (con tanto di sguardo convintissimo) devo sforzarmi di non ricordare, altrimenti potrei arrivare a disprezzarlo….

  25. wilcoyote ha detto:

    @Lilith: tranquilla, è molto improbabile che riesca a reperire il “documento”.
    Però, sai, non è la stessa cosa: la nostra è stata la parodia di una parodia (ovvero, la presa in giro di un ragazzo convinto di essere Robert Johnson), non c’era convinzione (fin da allora avevo passioni musicali, non idoli), solo ironia. A parte il primo piano delle mutande, non c’è nulla di cui potrei vergognarmi ;D …be’, tranne anche l’orribile gioco di parole con la canzone! ;DD

    @Anarcadia: eh, sì, qualcosa di come sono ora c’era già ai tempi.

    @abreast & Albatros: di quel periodo musicale ho opinioni oscillanti, toppa enfasi e tecnicismo. Ma anche cose notevoli, forse non quelle che hanno avuto più risonanza… ne parlerò.

    Ciao!

    Mario

  26. albatros900 ha detto:

    io direi, mediando tra le posizioni, che ci sono cose notevoli che non hanno avuto risonanza, e cose notevoli che l’hanno (giustamente) avuta!

  27. DamadelSole ha detto:

    Insomma, guarita non sono ancora guarita ma al lavoro ci sono andata la stesso, oggi…. :o/ E così non vale! Uff! Per di più oggi pioggia, vento…tempo pessimo, dentro e fuori…
    Buona serata a tutti!

  28. abreast ha detto:

    non sono d’accordo, WIL, e te ne spiego la ragione semplicemente “citando” alcuni nomi
    1°: jimy hendrix
    1° (ex-aequo): led zeppelin
    3°: pink floyd
    4°: genesis
    5°: deep purple
    6°: jethro tull

    devo continuare? 🙂

  29. anarcadia ha detto:

    Io forse avrei fatto (ma è molto difficile):

    1) Pink Floyd/Led Zeppelin

    2) Deep Purple

    3) Jimi hendrix

    4) Jethro Tull

    5) Janis Joplin

  30. wilcoyote ha detto:

    Ragazzi, gli “elenchi” di nomi non mi impressionano. Eccone uno, in ordine di… emersione dalla memoria:

    Norman & Nancy Blake
    Tony Rice
    Scott Nygaard
    Bok, Muir & Trickett
    Doc Watson
    The Carter Family
    Hot Tuna
    Tim O’Brien

    Tutti i “nomi” che mi avete elencato li ho ascoltati, possiedo molti loro dischi (sì, soprattutto quelli di vinile) ma… e qui mi sa che c’è materiale per un post, vedrò di scriverlo! ;DD

    Ancora una cosa: ascoltate il chitarrismo di Tony Rice (uno dei miei “nominati”), è acustico (e dunque fa il triplo della fatica di uno che suona una Les Paul attaccata ad un Marshall), ma come creatività e tecnica non ha nulla di meno di Hendrix, Page, Blackmore e soci.

    Ciao!

  31. anarcadia ha detto:

    @Wil, mi confermi che è inutile che io mi vada ad impelagare in queste disquisizioni musicali: non ho MAI sentito nominare NESSUNO dei nomi da te citati!!! ;___;

    ps: mi sto sentendo ignorante..

  32. wilcoyote ha detto:

    Anarcadia, non era quello che volevo ottenere, né esibire conoscenze esclusive! Ci mancherebbe…
    Intendo solo dire che i “nomi” non sono tali perché nessuno si può comparare a loro e dunque rappresentano un valore assoluto.
    Questi “miti” musicali sono il prodotto di un ben preciso periodo storico, in cui un vasto movimento di opinione, per nulla obiettivo, aveva bisogno di creare riferimenti.
    L’importanza dei “nomi” non è valutata solo in base al loro apporto alla musica.
    Devo dire che c’è stata anche molta “costruzione” commerciale.
    Un esempio eclatante: alla fine degli anni ’60 i Creedence Clerarwater Revival erano una delle più grandi rock band del mondo.
    Solo, non rientravano nel filone psichedelico o west-coastiano tanto osannati dalla critica.
    Un evidente segno dell’ostracismo culturale riservato a questa band è l’assenza di riferimenti ad essa sia nel film di Woodstock che nei dischi contenenti le registrazioni di quel mitizzato concerto, benché i CCR abbiano suonato parecchio in quell’occasione.
    Sono stati preferiti personaggi più “scenografici” a quei quattro rudi ragazzotti in camicia a quadretti, senza chitarre in fiamme e finte uniformi militari…

  33. nabladue ha detto:

    Buona domenica…
    ciao!

  34. alebenfenati ha detto:

    wil
    io quel video t’ho detto che ce l’ho!
    che sbrago!

  35. wilcoyote ha detto:

    Ottimo, Ale. Allora ci pensi tu a diffamarmi su YouTube? ;D

    E magari mandamene una copia, perché il mitico Cesco, lo squilibrato che ha fatto le riprese, è sperduto in qualche angolo della Francia…

  36. anarcadia ha detto:

    Ahahah, Wil il mio era senso di inadeguatezza, mica risentimento! :DD

  37. alebenfenati ha detto:

    cesco dice d’essere dispero in francia solo per evitarti…
    in realtà abbiamo fatto colazione insieme anche stamattina

  38. abreast ha detto:

    complimenti, WIL! mi piace il tono che ha assunto questo post e, naturalmente, sono in attesa di quello che ti sei ripromesso di scrivere! nel frattempo… mi vado a fare un giro dalle parti di ANARCADIA, dopo ciò che ha postato mi sembra il minimo!!!

    P.S.: ascolterò il “nome” che hai citato tu e ti farò sapere, dammi solo il tempo di scaric… ehm, di “reperire” qualcosa di suo in internet!

  39. abreast ha detto:

    dimenticavo… di recente ho avuto modo di reperire l’intera discografia di tommy emmanuel, chitarrista acustico australiano (contemporaneo)… conosci? se no, ascolta tu qualcosa di suo, poi mi dirai che ne pensi!

  40. wilcoyote ha detto:

    @abreast: Tommy Emanuel l’ho visto anche dal vivo! Grande chitarrista, suono un po’ meno (ma de gustibus… usa una chitarra che non vorrei neanche regalata!). Molto versatile, sia all’elettrica che all’acustica (io l’ho visto in versione solo-acustico).
    E’ un po’ l’erede di alcuni che ho citato (tipo Tony Rice).

    @Ale: be’, diversamente dal sottoscritto, Cesco è un bel ragazzo, alto, quasi biondo… la tua colazione è stata senz’altro più interessante della mia, in compagnia del gatto e di due fette biscottate…

    @Anarcadia: tranquillo, ho capito che non si tratta di risentimento. In qualche modo ho barato: è come quando tu scrivi post ermetici a base di simbolismo alchemico ;DD

  41. alebenfenati ha detto:

    stamattina sono invasa da questo dubbio: perchè onniscienza vuole la i
    ma conoscenza no?
    non scendono dallo stesso ceppo?
    lo sai?

  42. wilcoyote ha detto:

    …mi pareva di aver già risposto. Mah!

    Ale, so che mi prenderai per il culo a vita, ma ti rispondo: scienza deriva da “scire”, sapere, che ha la “i”, e anche in italiano si mantiene.
    Conoscenza deriva da “cognoscere”, conoscere, dunque niente “i”.

    Alea jacta est!

  43. abreast ha detto:

    WIL, mi permetti una “correzione”? conoscenza deriva da γιγνώσκω, non da “cognoscere”, visto che anche quest’ultimo termine ha la stessa derivazione… 🙂

  44. wilcoyote ha detto:

    Sì, e tutti insieme deriveranno da antiche lingue indoeuropee. Chissà, magari dal sanscrito… ;DD

    Per giustificare la grafia di scienza e conoscenza mi pare basti fermarsi al latino, no? Anzi, è proprio da quello che derivano le regole ortografiche, con il greco è decisamente più difficile…

  45. alebenfenati ha detto:

    uff…
    che sonno!

    ho mangiato un’insalata
    e bevuto acqua non gasata…
    che vergogna!
    mi faccio pena da sola

    avrei potuto mentire

    ma poi mi sarei sbugiardata

    ‘notte wil

  46. abreast ha detto:

    uno dei pochi “retaggi” che mi porto appresso dalle scuole superiori (mi sembra più che evidente che io abbia frequentato il liceo classico, altrimenti non sarei stato neanche capace di scrivere in greco!) è la vera e propria “battaglia” portata avanti dalla prof di lettere del ginnasio, la quale ci ha letteralmente stressato l’esistenza per 2 anni continuando a ripeterci che l’opinione che l’italiano derivi dal latino è errata: “l’italiano deriva per il 90% dal greco, non dal latino! e ci sono numerose testimonianze sia storiche che lessicografiche che ce lo confermano!“. il mio intervento qui mirava unicamente a divulgare questa informazione, niente di più.

  47. alebenfenati ha detto:

    wil ho bisogno di una mano per trovare una persona:
    si chiama lukia
    puoi trovare info da traimo
    se scopri qualcosa dimmelo subito
    (è una cuestione molto delicata…)

  48. wilcoyote ha detto:

    @abreast: grazie per la precisazione. Sospettavo i tuoi studi “classici”.
    Il tormentone della tua prof ha evidentemente fondamenti, il greco ha influenzato, da un certo periodo in avanti, il latino. Ci sarà comunque una parte di lessico, quella più quotidiana, indipendente dal greco. Probabilmente i verbi indicanti vari livelli di consapevolezza sono stati “importati” dai più evoluti greci, come “conoscere”.

    La tua ex insegnante fa pensare alla fan di un gruppo rock, per cui nulla è migliore di quello. Altrimenti si sarebbe resa conto che pure il greco deriverà da lingue precedenti, e così via… ;DDD

    Ciao!

  49. wilcoyote ha detto:

    @Ale: ma insomma, esci a cena e non ti strafoghi? L’insalata com’era? Mista, verde, psichedelica (con foglie di marijuana… solo per guarnizione, of course!)…

    lukia? deriverà dal greco pure questa? E chi è? Va be’, indagherò!

    Ciao!

  50. alebenfenati ha detto:

    confesso: insalata da 7.50 a base di insalata e olive
    poi sopra c’anno grattuggiato del grana che ci stava … non so nemmeno trovare un’aggettivo
    che rendesse il concetto

    tu cosa divori a pranzo?

  51. wilcoyote ha detto:

    @Ale: sul momento darei anche un morso alla collega di fronte, così magari tace un po’ (ha la cadenza di uno speaker della BBC, fra il soporifero e l’insopportabile)… però dovrei spalmarci sopra la senape e temo che così potrebbe sospettare le mie intenzioni.
    Devo ancora aspettare un’ora e mezza!
    Senti, ma… secondo me traimo è andato in coma etilico e lukia è un’allucinazione!

    Ciao!

  52. alebenfenati ha detto:

    le colleghe di solito hanno un interruttore da qlk parte, basta che metti su off, cerca bene ovuncue
    fammi sapere

    (hi hi hi… )

  53. uomoscarlatto ha detto:

    Ringrazio e contraccambio la visita..con piacere, data l’ottima prosa del post!
    Adoro gli aneddoti, i making of..e dato che ho iniziato a strimpellare da poco (le mie tozze dita pensano che non durera’..tsk, illuse 😉 le storie di band esercitano sul sottoscritto un fascino particolare.
    Quoto appieno il tuo giudizio sulla scena musicale anniottanta. E aspetto con trepidazione il video (al massimo, da ragazzino, ho incendiato un peto)

    /us
    ps ..e grazie per il supporto al mondo open source.
    Coltiviamolo, Linux. Windows si pianta benissimo da solo 😉

  54. wilcoyote ha detto:

    Proprio ovuncue? Lo dirò all’altra collega, esasperata più di me, che pensava a soluzioni cruente, tipo forbici nella schiena, prima che passi al azione

    😉

  55. wilcoyote ha detto:

    @us: scusa, mentre sparavo altre cazzate non ho visto il tuo commento.
    Resistete, tu e le dita! La chitarra (come altri strumenti musicali) è un tunnel che dà su un universo alternativo, in cui rifugiarsi quando questo diviene insopportabile.
    Il video… se non lo caccia Ale, che dice di averlo, devo andarmelo a prendere a Nizza e poi trovare modo di digitalizzarlo.
    Sul blog di Martina, fra i media, ci sono registrazioni fatte in casa di quello che faccio ora (con la sua grande voce, l’autoharp e la mia chitarra).

    L’Open Source ha grandissimi meriti, nonostante io sia un sistemista Winsozz lo supporto sempre.

    Ciao!

    Mario

  56. wilcoyote ha detto:

    Un saluto a te, anneheche. Grazie per la visita 🙂

    Ciao!

    Mario

  57. anarcadia ha detto:

    Uh, e come c’è finita Anne da queste parti? Ciao Wil! 😀

  58. wilcoyote ha detto:

    Hola, Anarcadia! Eh, eh, per usare una metafora abusata, Splinder è un arazzo, i collegamenti fra i punti stanno dietro 😀
    Battute a parte, abbiamo un’amica in comune (OldTimeSoul)

    Ciao!

  59. anneheche ha detto:

    Anarcadia?
    Led Zeppelin
    Jefferson Airplane
    Grateful Dead
    Pink Floyd
    Quicksilver
    Allman Brothers Band
    Yes
    Frank Zappa
    etc. etc.

  60. alebenfenati ha detto:

    ho letto adesso il tuo 56

    😉
    mi fai morire….

  61. albatros900 ha detto:

    che sollievo: sei di nuovo in rete!!
    🙂

  62. wilcoyote ha detto:

    Ciao Albatros! Sì, da un suggerimento di Martina ho trovato modo di far ripartire la baracca, stanotte.

    Mario

  63. albatros900 ha detto:

    OT (?):
    pink floyd
    genesis
    supertramp
    eagles
    king crimson
    dire straits
    deep purple
    electric light orchestra
    coldplay
    etc. etc. etc.

  64. anneheche ha detto:

    ps Crosby, Stills, Nash & Young

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