Paure

Dovrei scrivere l’ennesima puntata del racconto. Dovrei scrivere un post sulle dieci canzoni di cui avrei voluto essere l’autore. O forse dovrei essere a spasso, da qualche parte, a godermi una serata di fine estate. E invece sono rimasto in casa a suonare per conto mio, a vedermi un documentario su Secondo Casadei, a far venire l’ora di mettermi a letto con un libro. E, al solito, a pensare troppo e male!
Mi sono suonato e cantato una canzone, una di quelle che avrei voluto scrivere io, che mi ha fatto pensare ad una delle mie paure. Non ne ho molte, la maggior parte comuni e banali, si possono sintetizzare come "paura della sofferenza".
Quella in questione potrei chiamarla "paura dello sradicamento": perdere i contatti con il passato (il mio e quello dell’ambiente in cui sono cresciuto), non trovare collocazione nel futuro, vivere in un labile presente che subito diventa passato e si proietta verso il futuro.
Lo so, non tutto andrà perso, frammenti di quello che sono appartengono alla memoria di altri, amici, conoscenti, sconosciuti che trovano qualche pezzettino di me su asettiche pagine web. Ma se mi guardo intorno ora vedo solo informazione che sfugge, diventa rumore…

Vi lascio una splendida e malinconica canzone sull’argomento. L’hanno scritta i coniugi Robin e Linda Williams, insieme ad un tale J. Clarck. Questa versione è interpretata da Tim e Molly O’Brien, fratello e sorella. E’ la prima che ho sentito, ha scavato un solco nel mio cuore.
Sono le parole di chi si è allontanato dalla sua "casa", dalle sue radici, e teme di non poterci tornare, se non come estraneo.

Ascoltate (se potete) [accidenti, Splinder non ha inserito l’audio… forse lo farà]

Don’t Let Me Come Home A Stranger

As I walked out one evening
To breathe the air and sooth my mind
I thought of friends and the home I had
And all those things I left behind oh…

A silent star shone on me
My eyes saw the far horizon
As if to pierce this veil of time
And escape this earthly prison oh…

 Chorus

Will there come a time when the memories fade
And pass on with the long, long years?
When the ties no longer bind
Lord save me from this darkest fear
Don’t let me come home a stranger
I couldn’t stand to be a stranger

In this place so far from home
They know my name but they don’t know me

They hear my voice; they see my face

But they can’t lay no claim on me oh…
 
Chorus …
 

As I walk this universe
I free my mind of time and space
I wander through the galaxy
But never do I find my place oh…

Chorus …

La traduzione (più o meno libera)

Una sera, mentre uscivo
Per respirare un po’ d’aria pura e placare la mia mente
Pensavo agli amici e alla casa che avevo
A tutte quelle cose che mi sono lasciato alle spalle

Una stella silenziosa splendeva su di me
I miei occhi guardavano l’orizzonte lontano
Come se volessero squarciare questo velo di tempo
E fuggire da questa prigione terrena

Ritornello:

Ci sarà un tempo in cui i ricordi svaniscono
E se ne vanno, dopo lunghi anni
Quando nessun legame li trattiene più?
Signore, salvami da questa oscura paura!
Non lasciare che io toni a casa come un estraneo
Non potrei sopportare di essere un estraneo.

In questo posto così lontano da casa
Conoscono il mio nome ma non conoscono me
Ascoltano la mia voce, vedono la mia faccia
Ma non possono certo giurare su di me.

Mentre attraverso questo universo
Libero la mia mente da spazio e tempo
Vagabondo fra le galassie
Ma non riesco a trovare il mio posto

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21 risposte a Paure

  1. perifabio ha detto:

    non sai quanto ti sono vicino! condivido, la canzone non la conosco, l’audio non c’è ma confido nei tuoi gusti…
    si, si, continuate ad organizzare incontri

  2. perifabio ha detto:

    non sai quanto ti sono vicino! condivido, la canzone non la conosco, l’audio non c’è ma confido nei tuoi gusti…
    si, si, continuate ad organizzare incontri

  3. wilcoyote ha detto:

    Perifabio, grazie. Credo che sia una paura comune a tanti per tanti motivi.

    ‘sto accidente di Splinder mi ha fatto fesso! Userò altri metodi per inserire il brano 😉

    Guidati dall’indomita Viviana, altri incontri verranno organizzati, prima o poi riuscirai a venirci anche tu!

  4. wilcoyote ha detto:

    Perifabio, grazie. Credo che sia una paura comune a tanti per tanti motivi.

    ‘sto accidente di Splinder mi ha fatto fesso! Userò altri metodi per inserire il brano 😉

    Guidati dall’indomita Viviana, altri incontri verranno organizzati, prima o poi riuscirai a venirci anche tu!

  5. caroziggy ha detto:

    “Quella in questione potrei chiamarla “paura dello sradicamento”: perdere i contatti con il passato (il mio e quello dell’ambiente in cui sono cresciuto), non trovare collocazione nel futuro, vivere in un labile presente che subito diventa passato e si proietta verso il futuro.”.
    Hai descritto molto bene una paura che è di molti (me compreso). Quanto a vivere in un presente che subito diventa passato e si proietta nel futuro … a volte mi affascina!

  6. caroziggy ha detto:

    “Quella in questione potrei chiamarla “paura dello sradicamento”: perdere i contatti con il passato (il mio e quello dell’ambiente in cui sono cresciuto), non trovare collocazione nel futuro, vivere in un labile presente che subito diventa passato e si proietta verso il futuro.”.
    Hai descritto molto bene una paura che è di molti (me compreso). Quanto a vivere in un presente che subito diventa passato e si proietta nel futuro … a volte mi affascina!

  7. yeiazel ha detto:

    “Non mi interessa come ti vesti, che automobile possiedi, qual è il tuo titolo di studio, quanto prendi al mese, chi conosci e chi ti conosce, se frequenti i luoghi “in”, se bazzichi le bettole, se il mondo è il tuo palcoscenico o se preferisci la clausura. Mi importa invece dei sentimenti, dell’amicizia, degli altri, della letteratura, della scienza, della musica, della filosofia e delle religioni, di quello che si può descrivere con le parole, con i suoni, con le immagini.


    Quando un uomo porta dentro sé queste convinzioni,non perderà niente di quanto lasciato di sé…
    Dentro di te c’è un giardino d’infinita sensibilità,amore verso il prossimo,verso la vita…
    Il rispetto del vivere…
    “Le radici” sono in noi ed è difficile perderle
    se non ci si disconosce,e tu non mi sembri proprio il tipo…
    Ti conosco da poco tempo,
    ma subito ho avvertito qualcosa di veramente speciale in te…
    e non so perchè..
    Io vado molto ad istinto o a pelle,come si dice di solito,
    ed è raro che mi sbagli sulle persone.
    Osservo ed ascolto moltissimo…
    e a te…”Ti sento”…
    Le paure sono in noi,
    così come le “in-certezze” …
    Tutto quanto siamo,ci fa pensare a come eravamo,a cosa siamo e a come saremo…
    Parto dal presupposto che qualunque sia il “nostro viaggio”
    lungo o breve che sia…comunque
    prima o poi sapremo dove vogliamo arrivare…
    Una volta iniziato il viaggio
    anche per ritrovare “cocci” di noi…
    siamo solo all’inizio di quanto dovremmo ancora fare…
    Tu..”Sei” le tue origini…
    E finchè tu “Sarai”,esse non verranno mai disperse…

    Ti lascio quanto da me,ad avvalorare il mio pensiero:

    “Mario,la tua sensibilità,mi accarezza dolcemente,
    ed è bello e sono certa che le tue parole a Cosmin,
    regaleranno una felicità immensa…
    Bella la tua anima…
    bello tu…
    Un abbraccio fortissimo
    con piccole stille di rugiada…Emozione…
    Carla Serafini

    Buona domenica,un sorriso…

  8. yeiazel ha detto:

    “Non mi interessa come ti vesti, che automobile possiedi, qual è il tuo titolo di studio, quanto prendi al mese, chi conosci e chi ti conosce, se frequenti i luoghi “in”, se bazzichi le bettole, se il mondo è il tuo palcoscenico o se preferisci la clausura. Mi importa invece dei sentimenti, dell’amicizia, degli altri, della letteratura, della scienza, della musica, della filosofia e delle religioni, di quello che si può descrivere con le parole, con i suoni, con le immagini.


    Quando un uomo porta dentro sé queste convinzioni,non perderà niente di quanto lasciato di sé…
    Dentro di te c’è un giardino d’infinita sensibilità,amore verso il prossimo,verso la vita…
    Il rispetto del vivere…
    “Le radici” sono in noi ed è difficile perderle
    se non ci si disconosce,e tu non mi sembri proprio il tipo…
    Ti conosco da poco tempo,
    ma subito ho avvertito qualcosa di veramente speciale in te…
    e non so perchè..
    Io vado molto ad istinto o a pelle,come si dice di solito,
    ed è raro che mi sbagli sulle persone.
    Osservo ed ascolto moltissimo…
    e a te…”Ti sento”…
    Le paure sono in noi,
    così come le “in-certezze” …
    Tutto quanto siamo,ci fa pensare a come eravamo,a cosa siamo e a come saremo…
    Parto dal presupposto che qualunque sia il “nostro viaggio”
    lungo o breve che sia…comunque
    prima o poi sapremo dove vogliamo arrivare…
    Una volta iniziato il viaggio
    anche per ritrovare “cocci” di noi…
    siamo solo all’inizio di quanto dovremmo ancora fare…
    Tu..”Sei” le tue origini…
    E finchè tu “Sarai”,esse non verranno mai disperse…

    Ti lascio quanto da me,ad avvalorare il mio pensiero:

    “Mario,la tua sensibilità,mi accarezza dolcemente,
    ed è bello e sono certa che le tue parole a Cosmin,
    regaleranno una felicità immensa…
    Bella la tua anima…
    bello tu…
    Un abbraccio fortissimo
    con piccole stille di rugiada…Emozione…
    Carla Serafini

    Buona domenica,un sorriso…

  9. yeiazel ha detto:

    Mi spiace,la foto non è uscita…
    ma se clikki sulla proprietà col tasto destro,e prendi il suo http…vedrai l’immagine su google…
    Ciao:)))

  10. yeiazel ha detto:

    Mi spiace,la foto non è uscita…
    ma se clikki sulla proprietà col tasto destro,e prendi il suo http…vedrai l’immagine su google…
    Ciao:)))

  11. riuriuchiu ha detto:

    Io supero le paure da quando ho scoperto di poter contare su persone speciali.
    E quando mi rassegno a una piccola parte di effimero nella vita.
    Ma la preoccupazione, quando inizio qualcosa, di costruire un palazzo senza fondamenta, o di materiali scadenti… un po’ continuo ad averla!

  12. riuriuchiu ha detto:

    Io supero le paure da quando ho scoperto di poter contare su persone speciali.
    E quando mi rassegno a una piccola parte di effimero nella vita.
    Ma la preoccupazione, quando inizio qualcosa, di costruire un palazzo senza fondamenta, o di materiali scadenti… un po’ continuo ad averla!

  13. lilith979 ha detto:

    Carissimo Mario!
    In questi tempi è facile ritrovarsi “nomadi” nel mondo, per una ragione o per l’altra (lavoro e amore sono le prime che mi vengono in mente).
    Possiamo solo combattere la “dispersione” conservando nel nostro IO i ricordi, la saggezza, le persone che rappresentano veramente un senso.
    Questo si ripresenterà nella nostra vita, anche quando ci sembrerà di non ricordare più.
    un bacio

  14. lilith979 ha detto:

    Carissimo Mario!
    In questi tempi è facile ritrovarsi “nomadi” nel mondo, per una ragione o per l’altra (lavoro e amore sono le prime che mi vengono in mente).
    Possiamo solo combattere la “dispersione” conservando nel nostro IO i ricordi, la saggezza, le persone che rappresentano veramente un senso.
    Questo si ripresenterà nella nostra vita, anche quando ci sembrerà di non ricordare più.
    un bacio

  15. wilcoyote ha detto:

    CAROZIGGY, in effetti penso che sia la paura di tutti coloro che capiscono che accettare le regole di un mondo tendente all’uniformità può comportare perdite di identità particolari (che può andare dall’etnia alle peculiarità di un paesino, di una singola famiglia, addirittura). Ma non solo di quelle.
    La frase sul presente, passato e futuro… vedo ora che sembra la descrizione “letteraria” di ciò che avviene nello spazio-tempo della Relatività Ristretta 😉

    CARLA, hai ragione, le mie radici sono dentro di me, non le estirperà nessuno. I cocci di me, per mia fortuna, in tanti li hanno da qualche parte, chi su una mensola, chi in fondo a un cassetto. Ma un oscuro timore rimane, tenuto a bada dai sorrisi di chi mi sta intorno, anche solo col pensiero.

    RIU, anch’io la penso come te (ma lo immaginerai), le persone speciali non mancano neanche nella mia vita (di cui anch’io accetto il carattere effimero nell’insieme di tutte le vite).
    E come accade a te, un’ombra di paura rimane. Parlarne (scriverne) è un potente modo per affrontarla.

    Ciao, cara LILITH! La saggezza ce l’hai messa tu, in queste parole.
    Io credo che un buon modo per conservare quello che siamo è lo scambio con chi ci è vicino spiritualmente: un reciproco affidarsi immagini delle nostre anime.
    Un bacio a te.

  16. wilcoyote ha detto:

    CAROZIGGY, in effetti penso che sia la paura di tutti coloro che capiscono che accettare le regole di un mondo tendente all’uniformità può comportare perdite di identità particolari (che può andare dall’etnia alle peculiarità di un paesino, di una singola famiglia, addirittura). Ma non solo di quelle.
    La frase sul presente, passato e futuro… vedo ora che sembra la descrizione “letteraria” di ciò che avviene nello spazio-tempo della Relatività Ristretta 😉

    CARLA, hai ragione, le mie radici sono dentro di me, non le estirperà nessuno. I cocci di me, per mia fortuna, in tanti li hanno da qualche parte, chi su una mensola, chi in fondo a un cassetto. Ma un oscuro timore rimane, tenuto a bada dai sorrisi di chi mi sta intorno, anche solo col pensiero.

    RIU, anch’io la penso come te (ma lo immaginerai), le persone speciali non mancano neanche nella mia vita (di cui anch’io accetto il carattere effimero nell’insieme di tutte le vite).
    E come accade a te, un’ombra di paura rimane. Parlarne (scriverne) è un potente modo per affrontarla.

    Ciao, cara LILITH! La saggezza ce l’hai messa tu, in queste parole.
    Io credo che un buon modo per conservare quello che siamo è lo scambio con chi ci è vicino spiritualmente: un reciproco affidarsi immagini delle nostre anime.
    Un bacio a te.

  17. monicamarghetti ha detto:

    Wil:((….allora dopo il pvt che ti ho mandato..credo tu mi odierai moltissimo sigh….

  18. wilcoyote ha detto:

    Ma no! Perché, Monì? Mi hai proposto un gioco, alla fine è un modo per “proiettare” schegge di sé in giro, qualcuna andrà persa, qualcun’altra verrà custodita.
    Bacione!

  19. wilcoyote ha detto:

    Ma no! Perché, Monì? Mi hai proposto un gioco, alla fine è un modo per “proiettare” schegge di sé in giro, qualcuna andrà persa, qualcun’altra verrà custodita.
    Bacione!

  20. DamadelSole ha detto:

    Ho avuto modo di ‘ascoltare’ questa tua p aura, più volte… la capisco… ma, per quanto mi riguarda, nulla di ciò che di te è arrivato a me andrà perso.

    :))

    Nulla sfuggirà.

    Ti voglio tanto bene,

    Roby

  21. DamadelSole ha detto:

    Ho avuto modo di ‘ascoltare’ questa tua p aura, più volte… la capisco… ma, per quanto mi riguarda, nulla di ciò che di te è arrivato a me andrà perso.

    :))

    Nulla sfuggirà.

    Ti voglio tanto bene,

    Roby

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