Peppino e il diavolo

Oggi è il 2 novembre, il giorno dei morti. Mi è sembrato adeguato a questo periodo trascrivere una favola che mi raccontava mio padre, una favola che parla di diavolo e di morte. La raccontava in dialetto, io ho italianizzato (anche se un po’ impropriamente) il nome del protagonista.

Una volta, tanto tempo fa, in un angolo di bassa padana viveva un suonatore di violino ambulante di nome Peppino. Peppino girava per paesi e cascine, suonando alle feste, ai matrimoni, nei giorni di mercato. Ricavava quel tanto che gli serviva a campare, dormiva dove gli capitava, e tutto quello che possedeva, oltre al vecchio violino, stava in un fagotto.
Una notte, mentre camminava lungo una stradina in mezzo ai campi per raggiungere la locanda dove avrebbe dormito, udì una voce chiamarlo:
"Peppino! Ohi, Peppino, fermati!"
Peppino si guardò intorno, ma non riusciva a vedere, era una notte buia, senza neppure la luna.
Ad un tratto, da dietro un gelso spuntò una figura imponente. Aguzzando gli occhi più che poteva, Peppino si accorse che quell’individuo aveva la coda e le corna. Il diavolo!
"Cosa vuoi? Io sono un uomo timorato di Dio, non ho nulla a che fare con te!", lo apostrofò Peppino, che in realtà stava tremando di paura.
"Sono qui per fare il tuo bene, per darti ciò che mi chiedi!", risposte il diavolo.
"Non voglio nulla, vattene via!"
Ma il demonio non si scostò dalla strada.
"Chiedimi quello che vuoi e te lo darò! Non sei stufo di questa vita vagabonda e misera?"
"E cosa vuoi in cambio dei tuoi favori?", chiese lo spaventato musico.
"Quello che chiedo a tutti, una cosa da nulla: che dopo la tua morte tu venga con me".
Peppino, che non era sciocco, capì che non c’era modo di liberarsi dello scomodo interlocutore se non assecondandolo, così gli rispose:
"Va bene, da te vorrei due cose".
"Dimmi pure", replicò mellifluo il demonio.
"Voglio che quando suono il violino tutti ballino"
"Niente di più facile, sarà fatto: ogni volta che suonerai, nessuno potrà resistere e si metterà a ballare".
"Bene. E voglio che, dovunque posi il mio fagotto, possa stare anch’io".
"Sicuro, sarai esaudito. Ora!"
Ci fu una vampa rossastra, un odore di zolfo, mentre il diavolo scompariva.
Nei giorni successivi Peppino scoprì che il diavolo era stato di parola: ogni volta che si metteva a suonare, tutti venivano presi da un irrefrenabile desiderio di ballare, dai bambini nelle culle ai vecchi sciancati.
Diventò il suonatore più richiesto nelle feste, tanta era l’allegria che portava.
Un anno, durante un gelido inverno, Peppino si ammalò. Si mise a letto nella casupola che lo ospitava, mentre fuori nevicava fitto.
A notte fonda, si sentì picchiare alla porta.
"Chi è a quest’ora?", gridò Peppino dal letto.
"Sono il diavolo! E’ giunta la tua ora e sono venuto a prenderti!"
Peppino si sentì perduto. Avrebbe voluto fuggire, ma era così debole… e poi alla porta c’era il demonio ad attenderlo.
"Muoviti, dobbiamo andare, prima che venga l’alba!"
A Peppino venne un’idea:
"Come faccio a sapere che sei davvero il diavolo?"
"Sono io, non dubitare!"
"Infila la testa fra le inferriate della finestra, in modo che possa vederti".
Un po’ a fatica, dato l’ingombro delle corna, il diavolo infilò la testa fra le sbarre. Subito Peppino afferrò il violino ed iniziò a suonare con tutte le sue forze.
Il demonio non poté trattenersi dal mettersi a ballare, agitando la testa e rompendosi le corna fra le inferriate in cui le aveva infilate, incastrandosi per bene.
Messo fuori combattimento il diavolo, Peppino prese il suo fagotto e uscì di casa, allontanandosene.
Era davvero venuta la sua ora, e mentre camminava nella neve Peppino iniziò a sentirsi sempre più leggero, finché giunse ad un portone che non aveva mai visto.
Sfinito, bussò. Gli aprì un vecchio barbuto, vestito di bianco.
"Chi sei?"
"Sono Peppino, il suonatore. E tu chi sei? Che cascina è questa?"
"Io sono San Pietro e questo è il Paradiso".
"Fammi entrare, ho tanto freddo e sono stanco".
"Non posso farti entrare, tu hai venduto la tua anima al diavolo".
"Ti prego, allora, di schiudere appena il portone e farmi almeno vedere come è fatto il Paradiso", gli risposte Peppino.
San Pietro, burbero ma in fondo un bravo tipo, socchiuse il portone.
Svelto, Peppino lanciò il suo fagotto attraverso l’apertura.
Così, in virtù del dono del diavolo, anche Peppino ebbe il diritto di stare dov’era il suo fagotto: in Paradiso.

Di storie in cui il diavolo viene fatto fesso ce ne sono a dozzine, un po’ in tutte le tradizioni. Questa versione non l’avevo mai sentita. Sarebbe interessante se qualcuno conoscesse questa favola o altre simili e lo raccontasse in un commento.

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95 risposte a Peppino e il diavolo

  1. FireArrow ha detto:

    Sì Wil, di storie in cui il diavolo viene fatto fesso ce ne sono fin che vuoi. Quella del tuo racconto mi è totalmente nuova, ed è bellissima.
    Al momento non me ne viene in mente nessuna di quelle che, nel corso della vita, ho sentito. Senza dubbio, non appena me ne ricorderò una, la inserirò qui nei commenti.
    Quello che però è un dato comune a tutte le favole di questo genere, è che il diavolo viene sempre ingannato da persone semplici, da bambini o madri di famiglia. Mai potenti o ricchi o personaggi importanti. Forse perché, di norma, tali persone vengono “associate” al demonio, quindi non lo sfiderebbero mai.
    Un abbraccio :***

  2. wilcoyote ha detto:

    Caspita, Fire! Hai già letto? :)))
    Se ti viene in mente qualcosa scrivimelo davvero, mi interessa.
    Qualcosa ho in vari libri, ma ci deve essere un proliferare di storie sull’argomento.
    Be’, intanto buonanotte! :)))
    :***

  3. KatherineM ha detto:

    Secondo la leggenda, si dice che a costruire in una sola notte il ponte del Roch sulla Stura sia stato il diavolo in persona, in cambio del sacrificio di un’anima.
    “Bisogna prima di tutto sapere che una volta, molti secoli fa, si era stabilita nei dintorni di Lanzo una colonia di diavoli, allo scopo di coltivare per l’inferno le anime dei valligiani. Un giorno il diavolo in capo della colonia se ne andava in giro alla ricerca, ma era assai sfiduciato perché da molti giorni i suoi sforzi riuscivano infruttuosi, soprattutto per l’opera assidua che andava svolgendo negli stessi luoghi, e con scopi naturalmente opposti, un santo uomo dei dintorni. Neanche a farlo apposta quel giorno però i due avversari si vennero ad incontrare sulle rive della Stura; pare che a quei tempi diavoli e santi si conoscessero personalmente e non disdegnassero talora di scambiare fra loro qualche parola. Infatti il sant’uomo – che forse non disperava nemmeno di arrivare a convertire il diavolo – incontrandolo presso il fiume, non esitò ad attaccar discorso. – Come va, messer Satanasso? Hai fatto buona raccolta di anime, oggi? – Eh, no! c’è una carestia birbona: non si trova più nessuno che voglia venire con me: tutto per causa vostra, caro signor Santo! – Non ci pensare, buon diavolo! io non ho merito alcuno se la gente delle valli si va finalmente facendo migliore. Ascolta piuttosto. Tu vedi questo fondo di torrente? Ebbene, non sarebbe possibile costruire un ponte che ne facilitasse ai mortali la traversata pericolosa? Sovente, al guado, qualcuno ci casca, la corrente lo travolge e non si salva più! – Già, e purtroppo, son tutti così buoni ormai, che vanno diritti in Paradiso, tutt’al più in Purgatorio, ed io non ci guadagno mai nemmeno uno straccio d’anima! – A maggior ragione dunque, tu che sei forte in edilizia, dovresti provvedere. – Certo – rispose il diavolo un poco perplesso e anche lusingato – io potrei in una sola notte far costruire dai miei dipendenti un magnifico ponte, ma… – Ho capito – interruppe il santo – tu non sei fatto per la beneficenza senza scopo; ma io, vedi, ho pensato anche a questo: se tu farai il ponte solido e veramente utile a questa povera gente, io ti prometto che il primo a transitarvi sopra sarà abbandonato in tuo dominio, corpo ed anima… – Allora, patto concluso! – esclamò il diavolo fregandosi le mani dalle unghie lunghissime – so che i santi come te non dicono mai bugie, ed hanno la ingenua abitudine di mantenere le promesse. Dunque una volta tanto anch’io manterrò la mia, e domani il ponte sarà fatto. Nella notte si scatenò un furiosissimo temporale durante il quale i diavoli lavorarono alacremente, facendo muovere massi che sembravano mezze montagne, cementandoli fra di loro con un mastice potentissimo che traevano dritto dritto dall’inferno. Allo spuntare del sole, la folla dei lavoratori cornuti e chiodati sparì come per incanto, e il ponte apparve agile e bello col suo unico arco elegantissimo che stringeva, quasi a congiungerle, le due opposte falde dei monti. Il diavolo, intanto, si era nascosto presso la nuova costruzione e attendeva che si effettuasse la promessa del santo: sentiva anzi già rumore all’altro capo del ponte, e, nell’impazienza, si arrotava le unghie e si mordicchiava la punta della coda. D’un tratto gli parve proprio di udire un passo grave e pesante risuonare da presso: si acquattò pronto allo slancio e, quando sentì ormai vicinissimo il passo, balzò dal nascondiglio sul misero viandante, gridando: – Ecco la mia preda! – e si trovò fra le acute unghie un ingenuo vitello. Vedendosi così ben beffato, il povero diavolo costruttore si volse allora adirato al ponte per maledirlo e farlo magari sprofondare; ma ci vide sopra una schiera di fedeli inginocchiati e alto, dritto in mezzo a loro, il Santo che reggeva il Crocifisso. A quella vista, sentendosi irrimediabilmente gabbato, Satanasso non seppe più che fare: balzò nel torrente e scomparve in una nuvola di vapori di zolfo.

  4. FireArrow ha detto:

    Sì, Wil caro, ho già letto… :***

    Ed ecco un raccontino…..

    C’era una volta un contadino molto furbo.
    La sua astuzia era nota a tutti gli abitanti della zona e si diceva che avrebbe potuto gabbare anche il diavolo! Correndo di bocca in bocca, la voce giunse alle orecchie del diavolo in persona, che decise di porre fine a questa “maldicenza” nei suoi confronti.
    Così una sera, il contadino, mentre tornava a casa dal lavoro, vide in un suo campo vicino una figuretta tutta nera che ballava irrequieta.
    Incuriosito, si avvicinò e si trovo faccia a faccia proprio con il diavolo! Per nulla intimorito, il giovane l’apostrofò: “Ehi, tu, che cosa fai sulla mia terra?”. “Sto cercando un tesoro, che è nascosto qui sotto!” rispose quello. “Beh… se qui sotto esiste veramente un tesoro, appartiene a me! Questa terra è mia!” ribatté il ragazzo. “Senti – propose il diavolo, – perché non ce lo dividiamo? Anzi te lo cedo… a patto che tu per due anni mi dia la metà del raccolto di questo campo!” “D’accordo! – rispose il contadino dopo un attimo di riflessione. – E affinché non vi siano malintesi faremo così: al momento del raccolto lascerò a te tutto ciò che cresce al di sopra della terra e io terrò per me ciò che resta sotto terra.” “Affare fatto!” esclamò il contento il diavolo e se ne andò ballando, sicuro di aver buggerato il ragazzo.
    Non sapeva, infatti, che quell’anno il contadino aveva seminato delle rape! Così, quando al momento del raccolto tornò per prendere la sua parte,si ritrovò solo padrone di foglie secche, mentre il contadino si portava a casa delle belle rape rosse!
    Nero dalla rabbia per essere stato raggirato, il diavolo disse al giovane: “questa volta sei stato furbo, ma non ci cascherò un’altra volta! Il prossimo anno io mi terrò quello che crescerà sotto terra e tu terrai ciò che cresce sopra!”.
    “D’accordo!” rispose pronto il contadino. Quando venne il tempo della semina, egli piantò il grano; così, al momento del raccolto, il diavolo si ritrovò con le stoppie, mentre il giovane raccoglieva spighe giallo-oro.

    Immaginarsi la rabbia del diavolo! Lo smacco fu talmente grande che scomparve nelle viscere della terra, e da allora nessuno lo vide più da quelle parti!

    Ne salteranno fuori ancora altre, di queste storielle; te le segnalerò senz’altro! :-))))

    Buonanotte Wil :***

  5. Sogliolin ha detto:

    Buongiornoooooooo indiavolati e non!

  6. lo_struzzo_nero ha detto:

    Ma il diavolo non esiste daiiiiiiiiii 🙂

    ciao Coyotin

  7. wilcoyote ha detto:

    Grazie, Katherine e Fire!
    Avevo già sentito versioni di quelle storie, le vostre sono ben raccontate e le raccoglierò insieme! :)))

    Buongiorno, Sogliolìn!
    Spero che tu non abbia… un diavolo per capello :DDD
    (oddio, sono sempre nell’ottica chiavicata).
    :***

    Ciao Struzzo! Ma come, non esiste? Hai mai guardato bene Andreotti? :DDD

  8. FireArrow ha detto:

    Di nulla Wil, te ne scriverò altre, appena le ritrovo… :***

  9. lanoisette ha detto:

    Bella Wil, non la conoscevo!

    Di quella raccontata da KaterineM invece ce ne sono tantissime varianti: dappertutto c’è un “ponte del diavolo” – di solito la leggenda è legata ai ponti costruiti in punti paricolarmente impervi o in cui la corrente è impetuosa, per cui sembrava quasi necessario un aiutino ultraterreno…

  10. Sogliolin ha detto:

    Coyotìn io non posso leggere 😦

    Cmq… in attesa dei miei occhi nuovi… Albìn dov’è???? :PPPP

    Aspetto il mio tupperwerato!!!! :))))

    Ghìn ghìn ghìnnnnnnnnn :DDDD

  11. Sogliolin ha detto:

    Albìn non s’è lasagnatoooooooooo!!!!

    Coyotìnnnnnnnnnnnnnnn

  12. wilcoyote ha detto:

    Sogliolìn, l’ho saputo anch’io: Alb ha tradito la lasagna per i tortelloni! :)))
    …e non leggere!
    :***

    Ciao Lanoisette. Qualcuno mi ha dato l’idea… :)))

    Grazie, Fire! Intanto scrivi le tue cose, che ti vengono bene!
    :***

  13. utente anonimo ha detto:

    Non leggere cosa, Coyotìn???

    Uhhhhhhhh mamma!!!

    Tu mi inquieti!!! :PPP

    Sogliolìn

  14. wilcoyote ha detto:

    Ahahah! Hai scritto che non puoi leggere… :)))

  15. utente anonimo ha detto:

    Già… son congiuntivata!!!

    Coyotìnnnnn… ingegnerizza la menteeeeeeeee!!! :DDD

    hahahahhaahahahahahahahah

    Ghè mia la Lalìn che ma schematizza la roba chi… l’è una tragedia pinna ta set!!! 😛

    Sogliolìn

  16. utente anonimo ha detto:

    Mi vo’ a ca’… :)))

    Basìn basìn :**

    :)))

    Sogliolìn

  17. vnnvvvn ha detto:

    Ma che bella idea Mario, io tra un po’ di tempo, quando saranno arrivate altre storie mi stampo tutto :-))

  18. wilcoyote ha detto:

    Sogliolìn, Lale non saprebbe schematizzare neanche le parole crociate! :)))
    Basìn a te! :***

    Viv, spero che arrivino davvero altre storie. Sarà interessante raccogliere le favole su come il diavolo viene abbindolato!

  19. Sogliolin ha detto:

    Coyotìn Coyotìnnnnnnnn… mi vo’ a nannìnnnnnnnnnnnnn 😉

    :))))

    A domaniiiiiiiiiiiii :*

  20. wilcoyote ha detto:

    Buonanotte, Sogliolìn! :)))
    :***

  21. profemate ha detto:

    La conosci quella del giro del diavolo a Passo san Pellegrino?

  22. FireArrow ha detto:

    Ed eccomi con una nuova storiella (che spiega anche una tradizione….). Wil (e Viv :-P) preparatevi ad aggiungerla ai vostri archivi…. :-))))

    Un fabbro irlandese di nome Jack, ubriacone e taccagno, incontrò, la notte di Halloween, il Diavolo in un pub. Stava per cadere nelle sue mani, quando riuscì ad imbrogliarlo facendogli credere che gli avrebbe venduto la sua anima in cambio di un’ultima bevuta. Il Diavolo, così, si trasformò in una monetina da sei pence per pagare l’oste e Jack fu abbastanza veloce da riuscire ad intascarsela. Poiché, poi, possedeva anche una croce d’argento, il Diavolo non riuscì più a tornare alla sua forma originaria. Jack, allora, stipulò un nuovo patto col Diavolo, e cioè che lo avrebbe lasciato andare purché questi, per almeno 10 anni, non tornasse a reclamare la sua anima. Il Diavolo accettò.
    Dieci anni dopo, Jack e il Diavolo si incontrarono di nuovo e Jack, sempre con uno stratagemma, riuscì a sottrarsi al potere del principe delle tenebre e a fargli promettere che non lo avrebbe cercato mai più. Il Diavolo, che si trovava in una situazione difficile, non poté far altro che accettare.
    Quando Jack morì, a causa della sua vita dissoluta, non fu ammesso al Regno dei Cieli e fu costretto a bussare alle Porte dell’Inferno; il Diavolo, però, che aveva promesso che non lo avrebbe cercato, lo rispedì indietro tirandogli addosso un tizzone ardente. Jack se ne servì per ritrovare la strada giusta e, affinché non si spegnesse col vento, lo mise sotto una rapa che stava mangiando.
    Da allora Jack vaga con il suo lumino in attesa del giorno del Giudizio (da qui il nome JACK O’ LANTERN, Jack e la sua Lanterna) ed è il simbolo delle anime dannate ed errabonde. Quando gli Irlandesi, in seguito alla carestia del 1845, abbandonarono il loro paese e si diressero in America, portarono con sé questa leggenda e, poiché le rape non sono in America così diffuse come in Irlanda, le sostituirono con le più comuni zucche.
    Da allora, la zucca intagliata con la faccia del vecchio fabbro e il lumino all’interno, è forse il simbolo più famoso di Halloween.

  23. lanoisette ha detto:

    io oggi sono andata a scuola con la maglietta di The Nightmare before Christmas… vale? 😛

  24. Cosimopiovasco ha detto:

    Neppure io l’avevo mai sentita questa del suonatore… le altre sì, specie quella del ponte, che esiste effettivamente in numerose versioni… in quelle che ho sentito io il primo ad attraversare il ponte era un cane anziché un vitello…
    Salutoni, tuo
    Cosimo

  25. giorgetto2rock ha detto:

    il racconto è molto bello
    pare proprio una favola, nel senso che sarebbe davvero intrigante poter ingannare il diavolo. dubito che ci si possa riuscire solo con la propria astuzia, anche perchè, in fondo, al diavolo non ci si crede davvero…
    ma, come tutte le favole, mi sembra che ci sia qualcosa di molto interessante da imparare. posare il fagotto in paradiso mi pare come affidarsi a qualcosa, non contare solo sulla propria astuzia o sulla propria intelligenza.

    le altre storie me le leggo dopo. intanto grazie per questa idea. sono davvero molto contento di avervi incontrato (intendo questo gruppo di amici)

  26. Sogliolin ha detto:

    Buongiorno buongiorno :)))))

    Io e Fire karaokiamooooooo oggi Coyotìnnnnnnnnnnnn :)))))

  27. FireArrow ha detto:

    Sì, ma Sogliolìn…..ci mancano i musicisti per karaokare…. e, guarda caso, qui ne scorgo proprio due….

    Wil e Giorgetto, amici cari (Giorgetto non ti starai già pentendo di quello che hai scritto, vero?) accordate le vostre chitarre, che qui si canta!!!!

  28. Sogliolin ha detto:

    Fireeeeeeeeeeeee… accordiamo la golaaaaaaaaaaaaa!!!

    Ghghghghghghhghghghghhghg :)))))

    SIIIIIIIIIIIIIIIIII !!!!

    Ma Albìn in dua l’è???

    Non mi vuole più bene!!!! ODDIOOOOOOOOO!!!

    Al ma rispund miaaaaaaaaaaaa!!!

  29. wilcoyote ha detto:

    Hola, Sogliolìn! Buongiorno (gorgolato) :)))
    Il karaoke? Davvero?
    :***

    Ciao Fire! Oh, finalmente si ragiona: alle ortiche il karaoke, viva la musica dal vivo!
    …Giorgetto, accorda la chitarra!
    :***

    Giorgetto, sì, è una favola a cui ho dato una veste un po’ più “moderna” di quella che raccontava mio padre, che a sua volta l’ha imparata dal nonno, che a sua volta…
    C’è la tradizionale componente di astuzia contadina. Se vogliamo leggerla in un’ottica “religiosa”, possiamo notare che Peppino ha raggiunto il Paradiso anche per la sua umiltà: non ha chiesto ricchezze terrene, non ha chiesto solo per sé.
    Ciao!

    Cosimo, la variante del cane è quella che conosco anch’io.
    Ciao!

    Davvero, Lanoisette? Spettacolare, eheheheh!
    Ciao!

    Fire, grazie per la tua versione della famosa leggenda di Jack O’Lantern. Famosa si fa per dire: tutti ‘sti pisquani che festeggiano Halloween in Italia sapranno da dove vengono le zucche (oltre a quelle che sormontano le loro spalle)?

    Profemate, non mi viene in mente… prova a raccontarmela!

  30. Sogliolin ha detto:

    La pasta ga al contorno adess???

    Ahhhh ecco!!! :DDDD

    (che schivi al crautolatoooo!!!)

  31. InvisibleKid ha detto:

    io conosco quella del diavolo travestito da professore di matematica 😀

  32. wilcoyote ha detto:

    Ahahahahah! Sogliolìn, il contorno era dopo la pasta!
    :***

    IK, davvero? Senti… se mi dici cosa viene applicando questa

    ad un randello di rovere esaudisco tre desideri…

  33. lazorra ha detto:

    ho letto solo la tua di favola, è bellissima! tornerò a leggere le altre appena finirà il periodo del controllo terroristico ;O)
    un bacio ed un abbraccio Mario

    ps per Sogliolin: i tortelloni sono buonissimi ;PP

  34. profemate ha detto:

    La smettete di parlare male dei professori di matematica?! Altrimenti non vi racconto niente 😛

    Tu non sei mai stato IK al giro del diavolo a Passo San Pellegrino?

  35. InvisibleKid ha detto:

    certo che ci sono andato profe, sto a 25 km da quel posto! ( mia madre è di quelle zone)

  36. wilcoyote ha detto:

    Ciao Zorrina :)))
    Grazie. Quando sarai più tranquilla leggi anche le altre, ne vale la pena.
    Bacione!

    Su, Profemate, non tergiversare e racconta!

  37. utente anonimo ha detto:

    Buonanotteeeeeeee :*********

    :))))

    Sogliolìn

  38. maestrobuitre ha detto:

    Ma è geniale! Non fa mica fesso solo il Diavolo! Pure San Pietro!!! Geniale! Se solo noi poveri governati male fossimo capaci di tanta astuzia…
    Saluto!

  39. Annalisa55 ha detto:

    Bella la storia e bello essere riuscita ad arrivare un po’ prima dei soliti trecentocinquantatrè commenti :-)))

  40. Sogliolin ha detto:

    Bacino di pronta guarigione :*

    MUAH MUAH MUAH!!!

    🙂

  41. Sogliolin ha detto:

    Buonanotte Coyotìn :*

    Un bacino e un pensiero bello 🙂

  42. Sogliolin ha detto:

    Una tazza di tè?

    Una tazza di tè!!!! 🙂

    :*

    Ti penso 🙂

  43. wilcoyote ha detto:

    Grazie, Sogliolìn! Sì, oggi una tazza di tè posso permettermela. E, spero, una fetta biscottata :)))
    Bacioli :***

    Ciao Annalisa55!
    Eh, il fatto è che sono molto lento ad aggiornare il blog :)))

    Maestro, vedo che hai notato quel dettaglio :)))
    Il fatto è che i nostri governanti sono ben più diabolici degli scalcinati diavoli della tradizione!

  44. Sogliolin ha detto:

    Tutto bene, tutto pinno? 😉

    :*

  45. wilcoyote ha detto:

    Ciao, Sogliolìn!
    Va meglio, grazie :)))
    :***

  46. Sogliolin ha detto:

    Buonaninna Coyotìn 🙂 Dormi bene :)))

    A domani :)))

  47. lo_struzzo_nero ha detto:

    Buon fine settimana Coyotin

  48. Sogliolin ha detto:

    Buongiorno Coyotìn panciolato 😛

    :)))

    Bacini del venerdì :)))

  49. FireArrow ha detto:

    Buongiorno Wil :***
    Mi viene un dubbio….il tuo blog sarà mica anche lui della vergine, come il mio???
    Adesso vado a controllare…. 😉

  50. FireArrow ha detto:

    No no, verificato….non è vergine ma…bilancia!!!!
    Però devo dire che la descrizione è mooooolto aderente alla realtà….
    Dici di no???
    Baciotti di pronta guarigione… :***

  51. wilcoyote ha detto:

    Buongiorno, Sogliolìn! :)))
    Bacini di venerdì anche a te :***

    Buon fine settimana a te, Struzzo!

    Fire, mah! Come, “post prolissi”? Al massimo, post lunghi! E poi, non “intellettualizzo i miei sentimenti”. E, secondo questo astro-bloggologo dei miei stivali, non andrei d’accordo col mio blog.
    …ha poco da far storie, il blog! Lo sistemo a randellate!
    :***

  52. Sogliolin ha detto:

    Uhhhhhhhh mamma!!!! Al ma randella anca al blog adess!!! :PPP

  53. FireArrow ha detto:

    Vedo con piacere che la mia “stuzzicata” ha sortito gli effetti sperati…. 😉
    Eheheheh!!!!

    Bentornato Wil…in tutto il tuo splendore (randello compreso…) :***

  54. utente anonimo ha detto:

    Mariooooooooooo sei pure stato male!!!
    e tutto in questa settimana di iper mega controlli!!!
    qui il delirio……. ma oggi il gatto non c’è ed i topi ballano!!!
    un bacio
    lazorra

  55. Sogliolin ha detto:

    Coyotìnnnnnnnnnnn mi vo’ a punzecchiare al brusciulìn adess… uhhhhhhhhh mamma che male, che paura pinna!!!!

    Ma ghè nissun che ma tegn la pinnetta?? Uhhhhhhhh mamma!!!

    Ghè mia una lampunata da conforto???

    Uhhhhhhhhhhhh mamma!!! :PPP

    Basìn par mi!!!!! :DDD

  56. wilcoyote ha detto:

    Vengo io a tenerti la… ehm… pinnetta, Sogliolìn! :)))
    …intanto, un bacino addizionale :*

    Zorra, mi sto riprendendo! :)))
    Intanto tu balla, mi raccomando!
    Baciotti!

    Ehi, Fire, ma stuzzichi? :)))
    Be’, sto decisamente meglio!
    :***

  57. FireArrow ha detto:

    Sai come si dice, vero Wil??? 😛
    “Il fine giustifica i mezzi”…. :))))

    Quando ti sento parlare di randellate, allora ho quasi la certezza che tu stia bene…. :DDD

    E poi, l’immagine di te che prendi a bastonate un blog….be’, consentimi di dirti che mi fa “schiantare” dalle risate (Zelig docet…) :DDDDD

    Pensa che io non so neppure se vado d’accordo con il mio blog….in quel sito si sono fermati ben prima del sagittario!!!! Che dici, sporgo reclamo????

    Bacioni :***

  58. lazorra ha detto:

    un baciooooooooooooooo

    buona domenica a tutti randellati e non!!! ;PPP

  59. wilcoyote ha detto:

    Ciao Zorra, un bacio & buona domenica a te!

    Fire, non so se son sempre d’accordo con il machiavellico motto… ma stavolta mi va bene :)))
    Sporgi reclamo contro gli astrologi in generale, da quando hanno smesso di osservare il cielo, dicono solo cazzate!
    :***

  60. FireArrow ha detto:

    Sicuramente….secondo gli astrologi noi due non dovremmo andare per nulla d’accordo….invece!!!!
    Meglio non credere troppo agli oroscopi, van bene solo per discorrere…. :)))

    E poi, ti ricordi la Colorstrology??? L’oroscopo dei colori???
    Baciottini paludati :***

  61. militante ha detto:

    molto bella ma non mi viene in mente niente.. sono un po’ carente sotto la voce: tradizioni orali.. 😉

  62. wilcoyote ha detto:

    Militante, a quanto ho capito sei più versato nello scritto! :)))
    (ti racconterò storie di “militanza orale” narratemi da mio padre, vecchio militante pure lui).

    Fire, direi meglio non credere affatto agli oroscopi, quando ci prendono usano la tecnica “sparare nel mucchio”, eheheh!
    :***

  63. Sogliolin ha detto:

    ECCOMIIIIIIIIIIIIII Buongiorno, buon pomeriggio, buonanseraaaaaaaaa!!! :PPPP

    Coyotìnnnnnnnnnnnnnn!!! Mi son mica persa eh… :)))))

    ECCOMIIIIIIIIIIIIIIII :)))

    Come stai oggi? 🙂

    Bacini biondoli :*

  64. FireArrow ha detto:

    Vediamo se questa la conosci….

    Un giorno il Diavolo e San Crispino scommisero su chi fra loro due avrebbe cucito per prima le suole ad un paio di scarpe. Tale cucitura doveva essere fatta ” a due”, cioé con due aghi posti agli estremi dello stesso filo, facendoli lavorare simultaneamente, ma in senso contrario.

    Dunque il Diavolo preparò un filo lungo a sufficienza per cucire entrambe le suole, San crispino, preparò due fili separati, uno per scarpa; accadde così che il Diavolo alla fine si trovò con un groviglio di fili in mano, adirandosi ed imprecando, San Crispino, con tenacia ed estrema perizia,continuava il suo lavore tranquillamente ed in poco tempo riuscì a cucire la prima suola e così dopo un pò anche la seconda, vincendo la scommessa!

    Quindi si può dire che San Crispino “fece le suole” al diavolo!!!
    :***

  65. Sogliolin ha detto:

    Buonanotte Coyotìn 🙂

    😉

  66. utente anonimo ha detto:

    un buon diavolo?
    una sera, tardo settembre, ero in piazza a Castelnuovo Scrivia in attesa di Piera; era ormai tardi e quasi infreddoliti c’erano solo alcuni meridionali, avventori di un bar d’angolo. Mentre passeggiavo nel sagrato conparve da sotto un portico un frate, abbastanza malmesso e avanti d’età,
    ciao, chi sei?
    sono Aloisio
    ah, Aloisio il geometra di Torre Garofoli?
    ma no, sono di Silvano Pietra!
    e che ci fai qui a quest’ora?
    aspetto Piera!
    Piera, la parrucchiera di Medassino? ma no, Piera di Tortona!
    ma quella si sta divertendo alla Buca a Salice!
    questo è suonato , pensai , e gli chiesi… lei chi è?
    sono Imberti Giovanni, frate cappuccino, gli amici mi chiamano Fracas perchè inseguo le Suore, adesso sono qui in piazza alla ricerca del Duo di Piadena, sono un fan,
    e se ne andò, dicendomi…aspetta e spera la Piera…

  67. wilcoyote ha detto:

    ‘notte, Sogliolìn biondolata
    (sei la mora più bionda che conosca!)
    :***

    Fire, grazie per l’ennesima storia. Non la conoscevo. San Crispino è il patrono dei calzolai, evidentemente era davvero abile nel mestiere, da fare le scarpe al diavolo!
    :***

    Aloisio, dall’ambientazione e dall’ora, direi che stai mangiando baci di dama con cortese dei colli tortonesi…
    Ma Fra-cas è un diavolo vestito da frate (come in certe oscure iconografie) oppure Fra Diavolo?
    Spero che tu non gli abbia detto dove si trova il Duo di Piadena (e neppure quello di Cervesina), si sa mai…
    E la Piera, l’hai trovata?
    Certo che il diavolo la sa lunga!

  68. Sogliolin ha detto:

    :)))))))))))))))

    SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII :)))

    Che fashion!!! :PPP

    Buongiornooooooooo mondo moro e non!!! :DDD

  69. FireArrow ha detto:

    Sai Mario, in realtà io non ricordavo che si trattasse di San Crispino….ma di una ragazza che faceva la sarta…

    Ricordavo questa storia perché mia madre, quando io ero “apprendista” sarta, e imparavo a tenere in mano l’ago e a cucire, mi riprendeva sempre perché io usavo “vestire” l’ago con un filo lunghissimo….(per non dover mettere filo ogni due per tre).
    Mi diceva (in piemontese) “Fai come il diavolo quando voleva fare la gara di cucito e perse perché il filo si ingarbugliò tutto? Mettine meno di filo, che fai prima!!!”.

    Infatti succede sempre così, quando sbaglio nel quantitativo di filo da infilare nell’ago….
    Dopo qualche punto il filo comincia ad annodarsi e, oltre a doverlo tagliare per prenderne dell’altro, spesso devo pure disfare il lavoro appena fatto…..
    E’ una storia realmente applicabile alla vita quotidiana…..
    :***

  70. wilcoyote ha detto:

    Buongiorno, Sogliolìn! :)))
    Emergo ora da faccende domenicali varie (NON le pulizie, neh?)
    :***

    Fire, suppongo che la storia si possa adattare al cucito!
    (anch’io da piccolo mi ero cimentato con ago e filo… se mi avesse sfidato il diavolo saremmo finiti ingarbugliati insieme, con bestemmie varie di entrambi per le punture!).
    Hai ragione, la storiella è un’ottima metafora di vita.
    :***

  71. Sogliolin ha detto:

    Buonanotte Coyotìn 🙂

    Dormi bene 🙂

  72. Sogliolin ha detto:

    Ho portato i pantaloncini e le scarpe da tennis… 😛

    BUONGIORNOOOOOOOOO!!!! 😀

  73. utente anonimo ha detto:

    questa è molto simile alla sua
    a parte il finale

    Una volta, tanto tempo fa, in un angolo di bassa padana viveva un suonatore di violino ambulante di
    nome Peppino. Peppino girava per paesi e cascine, suonando alle feste, ai matrimoni, nei giorni di mercato. Ricavava quel tanto che gli serviva a campare, dormiva dove gli capitava, e tutto quello che possedeva, oltre al vecchio violino, stava in un fagotto.
    Una notte, mentre camminava lungo una stradina in mezzo ai campi per raggiungere la locanda dove avrebbe dormito, udì una voce chiamarlo:
    “Peppino! Ohi, Peppino, fermati!”
    Peppino si guardò intorno, ma non riusciva a vedere, era una notte buia, senza neppure la luna.
    Ad un tratto, da dietro un gelso spuntò una figura imponente. Aguzzando gli occhi più che poteva, Peppino si accorse che quell’individuo aveva la coda e le corna. Il diavolo!
    “Cosa vuoi? Io sono un uomo timorato di Dio, non ho nulla a che fare con te!”, lo apostrofò Peppino, che in realtà stava tremando di paura.
    “Sono qui per fare il tuo bene, per darti ciò che mi chiedi!”, risposte il diavolo.
    “Non voglio nulla, vattene via!”
    Ma il demonio non si scostò dalla strada.
    “Chiedimi quello che vuoi e te lo darò! Non sei stufo di questa vita vagabonda e misera?”
    “E cosa vuoi in cambio dei tuoi favori?”, chiese lo spaventato musico.
    “Quello che chiedo a tutti, una cosa da nulla: che dopo la tua morte tu venga con me”.
    Peppino, che non era sciocco, capì che non c’era modo di liberarsi dello scomodo interlocutore se non assecondandolo, così gli rispose:
    “Va bene, da te vorrei due cose”.
    “Dimmi pure”, replicò mellifluo il demonio.
    “Voglio che quando suono il violino tutti ballino”
    “Niente di più facile, sarà fatto: ogni volta che suonerai, nessuno potrà resistere e si metterà a ballare”.
    “Bene. E voglio che, dovunque posi il mio fagotto, possa stare anch’io”.
    “Sicuro, sarai esaudito. Ora!”
    Ci fu una vampa rossastra, un odore di zolfo, mentre il diavolo scompariva.
    Nei giorni successivi Peppino scoprì che il diavolo era stato di parola: ogni volta che si metteva a suonare, tutti venivano presi da un irrefrenabile desiderio di ballare, dai bambini nelle culle ai vecchi sciancati.
    Diventò il suonatore più richiesto nelle feste, tanta era l’allegria che portava.
    Un anno, durante un gelido inverno, Peppino si ammalò. Si mise a letto nella casupola che lo ospitava, mentre fuori nevicava fitto.
    A notte fonda, si sentì picchiare alla porta.
    “Chi è a quest’ora?”, gridò Peppino dal letto.
    “Sono il diavolo! E’ giunta la tua ora e sono venuto a prenderti!”
    Peppino si sentì perduto. Avrebbe voluto fuggire, ma era così debole… e poi alla porta c’era il demonio ad attenderlo.
    “Muoviti, dobbiamo andare, prima che venga l’alba!”
    A Peppino venne un’idea:
    “Come faccio a sapere che sei davvero il diavolo?”
    “Sono io, non dubitare!”
    “Infila la testa fra le inferriate della finestra, in modo che possa vederti”.
    Un po’ a fatica, dato l’ingombro delle corna, il diavolo infilò la testa fra le sbarre. Subito Peppino afferrò il violino ed iniziò a suonare con tutte le sue forze.
    Il demonio non poté trattenersi dal mettersi a ballare, agitando la testa e rompendosi le corna fra le inferriate in cui le aveva infilate, incastrandosi per bene.
    Messo fuori combattimento il diavolo, Peppino prese il suo fagotto e uscì di casa, allontanandosene.
    Era davvero venuta la sua ora, e mentre camminava nella neve Peppino iniziò a sentirsi sempre più leggero, finché giunse ad un portone che non aveva mai visto.
    Sfinito, bussò. Gli aprì un vecchio barbuto, vestito di bianco.
    “Chi sei?”
    “Sono Peppino, il suonatore. E tu chi sei? Che cascina è questa?”
    “Io sono San Pietro e questo è il Paradiso”.
    “Fammi entrare, ho tanto freddo e sono stanco”.
    “Non posso farti entrare, tu hai venduto la tua anima al diavolo”.
    “Ti prego, allora, di schiudere appena il portone e farmi almeno vedere come è fatto il Paradiso”, gli risposte Peppino.
    San Pietro, burbero ma in fondo un bravo tipo, socchiuse il portone.
    Svelto, Peppino lanciò il suo fagotto attraverso l’apertura.
    Così, in virtù del dono del diavolo, anche Peppino ebbe il diritto di stare dov’era il suo fagotto: in Paradso

    (le differenze in effeti sono minime: non c’è la i in paradiso e non c’è il punto)

    lale

  74. alebenfenati ha detto:

    wil salve
    passata la diarrea?

  75. wilcoyote ha detto:

    Buongiorno, Sogliolìn!
    Per me, invece, niente scarpe da tennis. La prassi aziendale è che si corra scalzi su piste di carboni ardenti.
    :***

    Buondì Ale. Caspita, è una storia davvero molto simile. Ovviamente la bassa è quella emiliana, vero?
    La diarrea? Ah, quella mi era venuta in concomitanza con telefonate di una maniaca che mi invitava a grattarle il culo… che gente!

  76. FireArrow ha detto:

    Gli ultimi “scambi” sono proprio interessanti!!! 😛

    E, soprattutto, molto “puliti”….. :DDD

  77. wilcoyote ha detto:

    …ehm… è l’Ale che mi istiga!

  78. FireArrow ha detto:

    Se se se…… basta!
    Tutti e due dietro alla lavagna…..e agli angoli opposti, neh! (ché non mi fido di voi due :-P)
    :))))

  79. lazorra ha detto:

    un baciolo di fine giornata
    ;******

  80. utente anonimo ha detto:

    FIRE non è vero! non creda a wil
    io non lo elastico!
    dietro la lavagna solo wil
    wil, che fa?! se la magna??
    abbiamo detto lavagna non lasagna!

    comunque wil lei cevte volte è pvopvio vozzo!

    lale

  81. wilcoyote ha detto:

    Ciao Zorrina. Un baciolo anche a te!

    Ale, non far la finta fine (che non ti viene neanche con tutti gli anni di scuola di recitazione che ti ho fatto fare!).
    Anche tu dietro la lavagna!
    …o anche tu a mangiare la lasagna? Ma sì, dai…

    Fire, agli angoli opposti? Ma cosa vuoi che succeda? Nient… ehi, giù le mani dalle mie mutande… niente, dicevo, tranquilla! :)))

  82. Sogliolin ha detto:

    Mmmmmm… seeeeeeeee… forse siamo un po’ pinno-parenti…

    Bisogna che Lale controlli…

  83. wilcoyote ha detto:

    Ah, se controlla Lale siamo a posto! :)))
    Buonanotte, Sogliolìn! :***

  84. Sogliolin ha detto:

    hahahahahahhahahahahahah

    Buonanotte Coyotìn 😛

    :***

  85. FireArrow ha detto:

    E io che mi immaginavo un coyote perizomato (maculato)….ora scopro che porta delle comunissime mutande…. 😛

    Be’ Ale, faccia lei….uomo mutandato, uomo fortunato :))))

    Wil, buonanotte, dopo queste mie uscite, meglio che io rientri nei ranghi…… :***

  86. Sogliolin ha detto:

    Buongiornoooooooooo giardinieri e non!!!! 😛

  87. wilcoyote ha detto:

    Buongiorno, Sogliolìn pollice verde!
    :***

    Buondì, Fire! Non mi piace l’intimo leopardato, tigrato ecc.
    :***

  88. Sogliolin ha detto:

    Cos ta vörat ti??? 😮

    hahahahahahahahahahahahhah

    :DDDD

  89. FireArrow ha detto:

    Ormai il discorso è degenerato….sigh! 😦

  90. lo_struzzo_nero ha detto:

    I miei racconti sono autentici ma per amore talvolta certi artifici sono indispensabili 😉

  91. wilcoyote ha detto:

    Niente, niente, Sogliolìn… pensavo alla tua abilità con le automobili… :)))

    Fire, ma no, ma no… degenereranno al prossimo passaggio dell’Ale!
    :***

    Struzzo, lo immagino, lo immagino bene :)))

  92. Sogliolin ha detto:

    Prrrrrrrrrrrrrrrrr :))))

    Sono una pilotesssssssssa, io!!! :PPP

  93. wilcoyote ha detto:

    Buonanotte, pilotessa! :)))
    :***

  94. DamadelSole ha detto:

    #86
    Fire quando vuoi ho foto compromettenti del coyote in mutande!!! :DDDDD

    Molto bello questo racconto Mario, li adoro questi che provengono da lontano, dalla tradizione orale di tante generazioni :)))
    Un abbraccio!

    Roby

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