Resistenza ancora

Oggi è uno di quei giorni in cui la sensazione di assenza, inevitabile conseguenza della morte di mio padre, si farà sentire particolarmente. Mi mancheranno i suoi racconti, asciutti, brevi, per nulla retorici, sempre gli stessi, ma coinvolgenti e ipnotici come una favola, dei giorni in cui ha partecipato alla Resistenza, dei giorni in cui la Liberazione ha raggiunto il nostro paesino nella bassa dell’Oltrepo Pavese. Mi mancheranno i racconti, ma soprattutto lui che parla, che si commuove ai ricordi o nel guardare qualche trasmissione televisiva che parla di quegli eventi, che si arrabbia per l’ondata in crescita di un revisionismo tarocco e qualunquista.
L’otto settembre 1943 il babbo aveva vent’anni, stava prestando servizio di leva sui monti del cuneese. Dopo il famoso proclama di Badoglio, che sanciva l’armistizio con gli alleati, generando però una gran confusione negli ambienti militari (siamo italiani, ragazzi!), mio padre, come molti, disertò e si unì ad una formazione partigiana. Trascorse quasi due anni di clandestinità e pericolo, fino ad arrivare alla vittoria della Liberazione. Una vittoria che con gli anni gli è sembrata sempre più di facciata, fino ad arrivare alla consapevolezza, consolidatasi in questi ultimi anni, che le forze che hanno sostenuto e incoraggiato il fascismo sono ancora ben vitali, che lo sono sempre state, e che gli italiani sono pronti a farsi di nuovo infinocchiare da astuti cacciaballe e dai loro trucchi di scena.

Papà, allora avevi vent’anni. Ce li aveva anche Italo Calvino, che scrisse parole che furono messe in musica e cantate dai Modena City Ramblers. Non erano certo il tuo genere, ma avresti apprezzato questa canzone.

Oltre il ponte
(Italo Calvino – Sergio Liberovici)

O ragazza dalle guance di pesca
o ragazza dalle guance d’aurora
io spero che a narrarti riesca
la mia vita all’età che tu hai ora.
Coprifuoco, la truppa tedesca
la città dominava, siam pronti
chi non vuole chinare la testa
con noi prenda la strada dei monti

Silenziosa sugli aghi di pino
su spinosi ricci di castagna
una squadra nel buio mattino
discendeva l’oscura montagna
La speranza era nostra compagna
a assaltar caposaldi nemici
conquistandoci l’armi in battaglia
scalzi e laceri eppure felici

Avevamo vent’anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch’è in mano nemica
vedevam l’altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent’anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l’amore.

Non è detto che fossimo santi
l’eroismo non è sovrumano
corri, abbassati, dai balza avanti!
ogni passo che fai non è vano.
Vedevamo a portata di mano
oltre il tronco il cespuglio il canneto
l’avvenire di un mondo piu’ umano
e più giusto più libero e lieto.

Ormai tutti han famiglia hanno figli
che non sanno la storia di ieri
io son solo e passeggio fra i tigli
con te cara che allora non c’eri.
E vorrei che quei nostri pensieri
quelle nostre speranze di allora
rivivessero in quel che tu speri
o ragazza color dell’aurora.

Avevamo vent’anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch’è in mano nemica
vedevam l’altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent’anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l’amore.

La voce che inizia la canzone (dopo l’introduzione del vecchio partigiano) è quella di Moni Ovadia.

Ricordare il 25 aprile non è roba da nostalgici rincoglioniti, come qualcuno sostiene.
E neppure fare di ogni erba un fascio (littorio), come propone qualcun altro, equiparando le motivazioni di partigiani e repubblichini, enfatizzando le malefatte di parte dei primi e le ingiustizie patite da parte dei secondi. A questo proposito, riporto un’altra citazione di Calvino:

"Dietro il milite delle brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c’erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l’Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c’era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, che di queste non ce ne sono"

Bene, la società sta diventando sempre meno ragionevolmente giusta. Per quel poco che potrò fare, io sono qui, a resistere, La mia resistenza sarà come portare fiori sulla tomba del babbo. Fiori poveri, semplici margherite, ché di più non credo di potere. Margherite d’amore.

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63 risposte a Resistenza ancora

  1. FireArrow ha detto:

    Mio padre, disertore (egli era soldato di leva, in quel periodo), venne arrestato e condotto in carcere a Biella.
    Dove trovò un conoscente di mio nonno, che era guardia carceraria e che, sapendo quello che sarebbe accaduto, lo fece evadere.
    Il giorno successivo, tutti i reclusi della prigione di Biella (alcuni partigiani e altri semplici civili), vennero condotti nell’attuale Piazza Martiri e giustiziati (il nome Piazza Martiri venne attribuito in seguito all’eccidio).
    Mio padre, se non avesse incontrato quella persona, farebbe parte dei martiri che vengono puntualmente ricordati, ed io non ci sarei.

    Vedi, Mario, a volte si giudicano le persone senza conoscere i fatti. E si fa di tutta l’erba un fascio.

    Io non esistevo (sarei nata vent’anni dopo), ma la Storia ha avuto un peso anche sulla mia famiglia e su me. Nonostante tutto.

    Buon sabato 🙂

  2. wilcoyote ha detto:

    Per questo ho messo la citazione di Calvino, alla fine: ci sono state persone “buone” da entrambe le parti, è l’idea che stava dietro ad essere giudicata.
    Di storie come quella che racconti ne ho sentite anch’io, da mio padre. Per esempio, di come, anche in quei giorni belli e terribili della Liberazione, si fosse prodigato per evitare ingiuste vendette ai danni dei “vinti” (ma Paolo Pansa non è venuto a intervistarlo…).

  3. FireArrow ha detto:

    Tu mi conosci abbastanza, Mario.
    E sai che io non sono avvezza a lasciarmi andare a facili giudizi. Ho le mie idee in vari argomenti, ma posso anche “ravvedermi” se mi accorgo di aver sbagliato.

    Io non condanno i partigiani. Non sarebbe giusto per il ruolo importante che hanno avuto nella resistenza e nella lotta al fascismo & Co.
    Però so per certo che “la gente” aveva paura anche di loro. Così come temevano i fascisti (e, peggio ancora, i nazisti).
    Nella mia terra c’è stato di tutto. C’erano i tedeschi, c’erano i fascisti e c’erano i partigiani, imboscati nelle colline e sui monti.
    La gente comune (parlo delle famiglie di mia mamma e di mio papà, famiglie di semplici operai tessili), pativa la fame. Dalle mie parti, diversamente che in pianura, c’era meno possibilità di approvvigionarsi alla “borsa nera”. Chi la esercitava (in pianura erano soprattutto gli agricoltori) ha lucrato cifre immani sulla fame e sulla pelle di povera gente.
    Mio padre andava in bicicletta (di notte e a luci spente) da Vallemosso a Casale Monferrato, pur di riuscire ad acquistare qualcosa (aveva delle sorelle piccole). E lo pagava a caro prezzo, sacrificandosi per le piccole. E rischiando di cadere nel Canale Cavour (dal quale, come tutti sanno, non si può emergere in nessun modo, per cui equivale a morte certa) in quanto di notte, in mezzo ai campi, diventava difficile capire dove ci si trovasse.

    Ma, dai racconti di mia madre (mio padre, come sai, non può più raccontarmi nulla e – anche quando c’era – non tirava fuori questi discorsi con me), avevano il terrore ANCHE dei partigiani. Temevano di incontrarli, nei boschi.

    Quindi io non mi schiero né con gli uni, né con gli altri.
    Mi spiace, ma so di grandi efferatezze compiute dai partigiani nel “nome della libertà”.
    Tu dici che l’hanno fatto per motivi ben diversi dai fascisti.

    Io, per quello che sono, per quello che penso (e sono abituata a pensare con la mia testa e a non farmi condizionare dall’altrui pensiero), dico che la violenza è violenza. I morti sono morti.
    E, quando si uccide, non c’è alcun motivo “nobile” che possa giustificarlo.

    (e Giampaolo Pansa non credo che si sia sognato tutto)

  4. LaVostraProf ha detto:

    Grazie per la citazione di Calvino, che riprenderò, perché, se è vero che quando si uccide, si uccide; se è vero che, tra i partigiani, vi fu chi si approfittò della situazione per il proprio tornaconto; se è vero che anche tra i partigiani vi furono ombre scure;
    ecco, mi dispiace, ma io continuo a vedere quello che c’era dietro le due posizioni. E continuo a pensare che, se alla fine non avessero avuto la meglio i partigiani (buoni e cattivi), noi oggi non saremmo qui a discuterne liberamente.
    E il 25 aprile non è la festa della libertà e di tutti. Il 25 aprile è la festa di chi, quella libertà per tutti, l’ha inseguita per anni, non di chi avrebbe voluto continuare a limitarla e strozzarla.

  5. wilcoyote ha detto:

    Paola, vediamo le cose da una prospettiva storica: i partigiani ci sono stati come conseguenza della presenza di fascisti e nazisti. Hanno rappresentato lo sforzo che gli italiani hanno fatto per liberarsi della dittatura e dall’oppressione. Per la maggior parte erano gente normale, che aveva in qualche modo trovato il coraggio di affrontare la soldataglia organizzata nazi-fascista. Mica lo hanno fatto per rubar galline o vendicarsi ferocemente di torti subiti. Che poi ci sia stato qualcuno che lo ha fatto non è sufficiente a equiparare le due parti. Questione di causa ed effetto: i fascisti hanno spadroneggiato per vent’anni, abbondando con metodi coercitivi e violenti. Una violenza scientifica contro gente colpevole solo di aver detto loro “no”. E’ senz’altro riprovevole, ma comprensibile, che qualche partigiano, particolarmente vessato in passato e particolarmente violento, si sia vendicato. E la vendetta non è mai giusta. Ma è una reazione ad anni di angherie.
    Son d’accordo che la violenza è violenza. Dici che se gli antifascisti non l’avessero usata ora saremmo qui concordi a lamentarci delle manieracce dei fascisti?
    Chissà, probabilmente, invece, non ci saremmo proprio.

    …e proprio questo punto di vista hai precisato, NostraProfe.
    Concordo con il tuo pensiero finale.

  6. FireArrow ha detto:

    Non metto in dubbio che – senza i partigiani – non saremmo qui. Devo tuttavia sottolineare che furono molti di più i civili massacrati (dall’una e dall’altra parte) per aver detto “NO”, che i partigiani.
    Per cui, il 25 aprile, è la festa della liberazione. Liberazione da ogni oppressione. Ma non posso essere concorde nel dire che è “solo” merito dei partigiani (che, comunque, erano armati ed usavano metodi violenti e coercitivi).
    Se non ci fossero stati anche i civili, a ribellarsi (spesso proteggendo i partigiani, rimettendoci la vita), credo che non saremmo comunque qui.

    Ma dei civili ci si dimentica, sempre e comunque.

  7. KatherineM ha detto:

    Mio padre nel 43 aveva 24 anni…anche lui mi ha raccontato tanti episodi della guerra.
    Resisti Mario, e porta un fiore a tuo padre anche da parte mia.
    Un abbraccio!

  8. utente anonimo ha detto:

    Grazie per il commento indiretto nel blog della prof (Pietà l’è morta). Mio padre era uno dei pochi scampati alla campagna di Russia.Il suo ricordo e il ricordo delle sue parole non dette e delle lacrime che gli bagnavano le guance (asciugate furtivamente) quando si parlava di Nikolajewka mi hanno insegnato più dei libri di storia. Un saluto.

    Roberto il Grigio

  9. melacecca ha detto:

    grazie per questo post veramente bellissimo.

  10. LaVostraProf ha detto:

    Mah… Forse faccio un errore di valutazione, ma, ricordando alcune cose sentite dai “vecchi”, sono sempre stata portata a pensare che chiunque (“civile”) proteggesse i partigiani fosse anche lui del gran calderone della Resistenza.
    Insomma, non era certo una divisa che segnava l’appartenenza (visto che molti non la portavano), ma l’idea che li muoveva, e che era la Liberazione. Quindi, certo, la Liberazione è stata anche opera di tanti “civili” (ricordo una scrittrice delle mie parti che da ragazzina faceva la staffetta).
    Però, se posso essere pignola (scusa, Paola) e contestualizzare l’anniversario, direi che il 25 aprile non festeggia la liberazione da ogni oppressione, ma la Liberazione dal regime fascista e dall’occupazione nazifascista.
    Poi, se si vorrà fare una festa per la Libertà di tutti, che si faccia, ma non è il 25 aprile.

    (e magari la si chiami in altro modo, dato che la politica si è impadronita di una parola così bella e l’ha ormai dotata di una connotazione che non è più quella del vocabolario)

  11. utente anonimo ha detto:

    …infatti! i partigiani erano anche civili (prova ne è il fatto che ci fossero tantissime donne tra di loro, quindi non certo solo militari).
    come ho avuto modo di dirti già, mario, ho colto soprattutto l’aspetto legato al ricordo di tuo padre, di questo post. ed è ciò che lo rende ai miei occhi molto toccante. probabilmente è l’aspetto che volevi sottolineare di più. ma è solo una mia impressione, naturalmente.
    Alb

  12. FireArrow ha detto:

    No, Prof, non la chiamo in altro modo. Per me trattasi di ogni oppressione di quel periodo e quindi sia fascismo che nazismo e compagnia bella.
    Oltretutto io non risento dell’influenza politica, per cui la mia definizione è dettata dal mio cuore.
    Per la gente vissuta all’epoca, che l’oppressore parlasse italiano o tedesco cambiava poco. Era terrore puro. Questo è il senso della mia definizione.
    Quello che mi fa specie (e non leggetemi in chiave politica perché non ritengo proprio che essa mi possa rappresentare) è che si ricordano solo i partigiani in senso stretto, cioè quelli legati al comunismo.
    Nelle celebrazioni, ecc., non sento mai parlare di civili morti per la libertà, neppure se poi militavano come staffette o altro per i partigiani.

    E’ questo che mi fa rabbia (e Mario non c’entra, ho commentato qui solo perché il post – legato a suo padre – mi ha ricordato che mio padre, pur non essendo partigiano stava per morire con loro in un eccidio), il fatto che le forze politiche usino Resistenza e Partigiani per i fatti propri.
    E dimentichino i tanti civili che hanno attivamente preso parte alla resistenza, pur senza imbracciare armi o usare la violenza.

    Non vogliatemene se ho usate parole improprie. Dopotutto non sono una storica. Spesso mi lascio trascinare dai miei pensieri e dalle mie emozioni, quando scrivo.

  13. fiorenascosto ha detto:

    Anche mio padre aveva vent’anni. Ma di ciò che hai scritto è il dolore per la perdita che mi ha coinvolta di più. Un dolore che è anche il mio, un dolore per tutto ciò che lui rappresentava per me, e che da allora – e son passati 15 anni – non si è mai lenito. Cerchiamo di resistere alle altrui prese in giro, ai terremoti, ai dolori, alla morte che, giorno dopo giorno, ci ingoia un po’.
    Perdona la mia tristezza.
    Un sorriso.

  14. LaVostraProf ha detto:

    Sì, FireArrow, adesso ho capito. Avevo equivocato su quell”ogni oppressione”, ma come poi dici tu, era la stessa cosa di cui parlavo anch’io, fascismo e nazismo.
    Poi, ecco, mi spiace che tu dica una frase come “si ricordino solo i partigiani in senso stretto, cioè quelli legati al comunismo”. Mi spiace perché mi chiedo da quale tipo di informazione sei toccata, perché ci sono pubblicazioni, libri, testi, documenti, che danno informazioni molto più ampie. Mi viene in mente un bel libro per ragazzi che di solito faccio leggere in terza media, “Giovanna, il coraggio e la paura”, dove lei è una ragazzina qualunque della bassa che si trova a combattere (a suo modo) per la libertà, ed è una storia vera.
    Poi, sulla strumentalizzazione delle forze politiche, eh, lo so, e infatti cerco di non ascoltarli più, e sto meglio.

    Mi scuso con Mario, che parlava di suo padre e noi ci siam messi a parlare d’altro.

  15. Sogliolin ha detto:

    Buonanotte Stellìn :*

  16. FireArrow ha detto:

    Mi scuso anch’io per aver “invaso” questo post, e questo è l’ultimo intervento che farò in merito.
    Prof, non è questione di come o da cosa “sono toccata” io. Diciamo che, tolto il paraocchi e guardando bene in giro, so bene che esistono libri, pubblicazioni e quant’altro che raccontano la verità.
    Quello che intendo io è il ristretto ambito in cui tutti circoscrivono questa Storia. Soprattutto a livello politico e giornalistico-televisivo (di ogni “corrente”, intendiamoci), ognuno usandone ed abusandone per i propri scopi.
    E senza il benché minimo rispetto per tutti (e dico tutti, civili e non) coloro che sono morti e/o si sono sacrificati in qualsiasi modo per liberare il Paese dall’incubo del fascismo e del nazi-fascismo.
    Quello che detesto sono i “soliti” strombazzamenti mediatici. Che hanno un solo scopo.
    Scusate ancora, grazie 🙂

  17. lo_struzzo_nero ha detto:

    Buongiorno caro Mario e buon inizio di settimana

  18. Dear ha detto:

    Ciao Mario mi ha molto commossa il tuo racconto. Io sono sempre stata dalal parte dei partigiani, moralmente intendo, perché mio nonno fu deportato in campo di concentramento dai fascisti e i suo iracconti sulle sue torture subite me le ricordo ancora dopo tutti questi anni. Commemorare la data della liberazione mi sembra il solo modo per non dimenticare che è anche grazie ai partigiani che noi siamo qui, così. Nn vedo un inno alla violenza (che pure c’è stata da parte dei partigiani) fecero l’unica cosa che potevano fare per non assogettarsi al volere altrui.

  19. LaVostraProf ha detto:

    Sì, FireArrow, capito. Sullo strombazzamento mediatico sono d’accordo (ma c’è da dire che cerco di non ascoltarli più, ormai). Sul resto, cerco di fare del mio meglio a scuola.

  20. Sogliolin ha detto:

    Coyotìn è un casino ma quello che avevo da dire te l’ho già detto… qua un bacino volante :*

    🙂

  21. unachicca ha detto:

    Mario, quante cose che ci accomunano, ilmio papi avrebbe compiuto 81 anni ad ottobre se fosse stato ancora vivo, pure lui ha fatto il partigiano, pure lui molto restio nel raccontare quel che ho saputo me lo aveva raccontato un po’ mia nonna unpo’ i miei zii..

    Tutto quel che mi arrivato del suo pensiero politico, è che lui aveva la tessere del pc che ne andava fiero, ma già negli anni settanta in tempi nbon acora sospetti era già molto deluso da quel partito la.

    ti lascio il link della sua storia che avevo scritto nel mio blog anni fa.

    clicca qua

  22. Pralina ha detto:

    ORA E SEMPRE RESISTENZA!

  23. Cosimopiovasco ha detto:

    La notazione di Calvino è senz’altro condivisibile… eppure il valutare la storia in base a ciò “che sta dietro” non finisce di convincermi… un troppo facile alibi per giustificare ogni eccesso in nome dell’ideologia… anche per me “la violenza è violenza”, e continuo a preferire Voltaire a Lenin e Gandhi a Robespierre…
    E d’altro canto anche il mio ragionamento rischia di fornire un facile alibi al revisionismo di chi vorrebbe equiparare i repubblichini di Salò ai combattenti della Resistenza… argomento per nulla facile, e non so quanto il continuare a ragionarne possa aiutare a far chiarezza o non piuttosto alimentare sterili contrapposizioni che non portano da nessuna parte…
    Una sola notazione… anche a me infastidisce la protervia con la quale il PCI in primo luogo e molti altri ambienti della sinistra hanno in qualche modo “espropriato” la Resistenza, facendola diventare una sorta di “movimento comunista”… il che era vero (in parte) solo per il Piemonte e la Lombardia, mentre in Liguria e in Emilia, ad esempio, le brigate partigiane erano in larga maggioranza d’ispirazione cattolica, se non addirittura monarchica o liberale… per non parlare dei numerosissimi badogliani, che tutto erano fuorché comunisti…
    Un salutone, tuo
    Cosimo

    P.S. & OT: grazie per l’idea… sul mio blog c’è una dedica per te ;-)…

  24. wilcoyote ha detto:

    Grazie a tutte e tutti per i commenti, di qualunque genere, e per il dibattito, a cui non me la sono sentita di partecipare.
    Scusate.

  25. FireArrow ha detto:

    Io chiedo perdono a Mario e a tutti coloro che si sono sentiti colpiti e offesi da alcune mie parole.
    Volevo esternare un concetto semplice ma, alla fine, ho ottenuto solo un discorso fumoso e sbagliato.
    E, soprattutto, mi scuso se – in qualche modo – posso avere offeso la memoria del tuo papà, Mario. Che, per quanto conosco dai tuoi racconti, era un uomo stupendo.
    Chiedo sinceramente scusa a te e a tutti i tuoi ospiti.

  26. wilcoyote ha detto:

    Paola! Non hai offeso la memoria di nessuno. Se mio padre ci fosse stato ancora ti avrei invitata da me, a parlare con lui, ad ascoltare il suo punto di vista. Non si sarebbe offeso, avrebbe raccontato e cercato di spiegarsi.
    Lo sai, non sono gli argomenti che hai sostenuto ad avermi trattenuto 🙂

  27. FireArrow ha detto:

    ….lo so…. :-((((

    Tu, Mario, sei la bontà personificata.
    Sono fortunata ad avere la tua grande amicizia. 🙂

    Ti stringo forte e ti mando una pioggia di….baci (perché dell’altra pioggia, credo, ne abbiamo anche d’avanzo)….
    :-***

  28. wilcoyote ha detto:

    Ma Paola! Non diffondere queste voci false e tendenziose!
    Adesso mi toccherà prendere a sprangate Giovanna, la receptionist, per compensare :DDD
    …e basta pioggia, hai ragione! Ogni giorno passo sopra il Ticino ed il Po, non molto rassicuranti.
    :***

  29. FireArrow ha detto:

    ….mi ha chiamata la cuoca della tua ditta, la Cunegonda, lamentandosi del fatto che l’hai chiusa in uno sgabuzzino per una settimana…
    Solo perché non ti ha dato il bis di cassoeula…. :-)))))

    Se mi chiamavi, ti coprivo le spalle, mentre la imbavagliavi….. 😀

  30. albatros900 ha detto:

    ciao wil, ti aspetto sull’argine del Po, casomai avessi bisogno di un passaggio aereo!
    😉

  31. Dear ha detto:

    Sull’argine del Pò??’Voglio esserci pure io! Perché mi lasciate sempre indietro??

    Mario il tuo desiderio di non aggiunger nulla nasconde tante tante parole e mi fai venire u npò da piangere se ci penso perché ho il cuore debole ma poi penso a te e ad Alb in riva al Pò allora decido di prendere una barchetta e raggiungervi!Dici che ci vuole tanto se parto da Torino, vicino ai Murazzi?

  32. wilcoyote ha detto:

    Dear, di sicuro in questi giorni faresti molto presto, vista la piena che c’è.
    Ma è un po’ rischioso… 😀

    Ok, Alb, passaggio accettato 🙂

    Paola, la cuoca è stata denunciata per possesso abusivo di cassoeula :DDD

  33. Pralina ha detto:

    Ciao fratellino, batti un cinque!

  34. Sogliolin ha detto:

    Nüm sem gent soglio-paper-ghignanti… mia micio micio bau bau, Coyotìn eh!!!

    :DDDDDDDD

    Eh…

  35. Sogliolin ha detto:

    :)))))))))))))

    ‘Notte ninnaaaaaaaaaaaaaaa :****

    😉

  36. Sogliolin ha detto:

    Buongiorno felice Coyotìn :*

    🙂

  37. wilcoyote ha detto:

    Buongiorno, Sogliolìn! :)))
    (sarò felice al termine di due riunioni consecutive, a partire dalle nove e mezza, sigh!)
    :***

  38. wilcoyote ha detto:

    Altrettanto, amico Struzzo :)))

  39. utente anonimo ha detto:

    buonnnnnnnnnnnnnnn
    Alb

  40. AgapeMark ha detto:

    Ho letto con attenzione lo scambio tra te e fire… debbo dire che innanzi tutto siete stati molto civili nonostante la diversità di vedute, magari anche i nonstri politici prendessero esempio da voi.
    IL mio pensiero in merito NON VE LO VOGLIO DIRE….. (wil temo Paola… sai mi picchia in segreto…), anche se l’argomento è troppo serio per scherzarci su….
    quindi scusate e accettate questo mio commento di lode….. e basta
    un saluto

  41. Sogliolin ha detto:

    🙂

    Coyotìnnnnnnnn un giorno di questi pinno in incidenteeeeee… io te lo dico… tu mi induci in soglio-sauro-tentazioni… 😛 … se lo sapesse killerìn… :DDDD

    Uhhhhhhhhhhhhhh mamma!!!

    Shhhhhhhhhhhhhhhhh 😉 (che mi stacca le pinne!!!)

    Buonanotte baciolata! :*

    :)))))))))

  42. wilcoyote ha detto:

    Sogliolìn, ssst! Non facciamoci sentire dal Fratellazzo, se no son guai! :)))
    Buonanotte baciottolata :***

    Grazie, Agape. Civili ma appassionati 😉
    …non facciamoci picchiare da Paola! :)))

  43. FireArrow ha detto:

    Arridaie….ma vi sembro così manesca e feroce? 😦

    E’ Mario che mi istiga alla violenza….è sempre e solo colpa di Mario….. (Lale copyright)…
    :-DDD

  44. Sogliolin ha detto:

    Buongiorno mutandati e non!

  45. wilcoyote ha detto:

    Buongiorno, Sogliolìn! :)))
    …sono uscito di fretta, spero di essermi mutandato :DDD
    :***

    Paola, anche tu come Ale? Ussignur! :)))
    :***

  46. FireArrow ha detto:

    (solo per gioco…) :-***

  47. FireArrow ha detto:

    ….la colpa, intendevo, è solo per gioco….

    :-***

  48. utente anonimo ha detto:

    buongiorno, colpevoli e non!
    alb

  49. lanoisette ha detto:

    sotto l’ombra di un bel fior…
    io ho sempre immaginato una margherita, appunto.

  50. wilcoyote ha detto:

    Certo, Paola :)))
    :***

    ‘notte, Alb!

    Noisette, io invece immaginavo un girasole. Ma stavolta mi va bene una margherita :)))
    Ciao!

  51. AgapeMark ha detto:

    wil se per le DONNE c’è il telefono rosa,;;;;;;;;;……………

    per i BAMBINI c’è il telefono azzurro;;;;;……………

    Per i vecchi e brutti come me, per difendermi da FIREARROWS che colore di telefono c’è???

    buon 1° maggio amico mio

  52. utente anonimo ha detto:

    Buongiorno buongiorno buongiorno di festa Coyotìn :*

    🙂

    Sogliolìn

  53. Sogliolin ha detto:

    Eccoci eccoci 😉

    Buonanotte Coyotìn… (ehm… speriamo eh!!! :DDD)

    :***

  54. wilcoyote ha detto:

    Sì, speriamo che sia una buona e serena notte, Sogliolìn! :)))
    :***

  55. AgapeMark ha detto:

    UN COMMENTO FREDDO…….

    AGAPE

  56. Dear ha detto:

    Ciao Will ho latitato a beneficio delal natura assolata! Buona domenica!!

  57. wilcoyote ha detto:

    Hai fatto bene, Dear! Il web può aspettare! :)))

    Agape, un commento freddo o una freddura? Di quelle per cui uno dovrebbe essere messo al fresco! :DDD

  58. Noemie ha detto:

    Davvero emozionante questo post, per una serie di ragioni. Prima di tutto, perché anche io ho perso mio papà e quindi correre a lui con il pensiero è inevitabile. Poi perché il percorso di vita di tuo papà è stato di quelli che “segnano”, e a me mancano tanto le persone del suo stampo: idealiste, pronte a battersi per un’idea e a subirne le conseguenze, convinte che anche un solo uomo può cambiare il mondo. E’ vero, gli italiani sono pronti a farso infinocchiare anche adesso. Ma allora almeno avevano la scusa dell’ignoranza. Oggi tutti volendo possono studiare e informarsi, possono crescere dentro, ma pochi ne hanno voglia. E’ più comodo seguire il gregge. E di persone come tuo papà ce ne sono sempre meno.

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