Avvento

Oggi, per i cattolici di rito romano, è la prima domenica di avvento, inteso come il periodo preparatorio al Natale (nonché l'inizio del nuovo anno liturgico).
Per chi è cresciuto nelle tradizioni cattoliche, è un periodo di grande e austera suggestione, una sorta di quaresima orientata però all'evento gioioso della nascita di un bimbo.
Una suggestione che non è necessariamente legata alla fede religiosa, è ispirata anche da una sorta di religiosità naturale, quella che fa guardare con rispetto alla terra, ai suoi frutti, alle stagioni, al giorno e alla notte, alla vita e alla morte.

A rovinare tutto, ai giorni nostri, ci pensano i centri commerciali, che, similmente ad un perverso calendario d'avvento, associano ad ogni giorno una diversa offerta speciale, per soddisfare le brame televisivamente indotte nei bambini che frignano per il milleunesimo giocattolo da usare per un giorno e poi da accantonare, negli adolescenti che fanno strampalati conti per aggiudicarsi l'ultima "figata" in voga nel cybermondo, nelle coppiette che si svenano per regalarsi l'ultimo iPhone, nel serio professionista che valuta (oculatamente, per carità) l'acquisto di un degno status symbol.

In questi giorni la liturgia fa leggere il libro di Isaia. Chissà se quest'orda di nuovi cristiani integralisti che sta facendo proseliti fra quelli che contano, politici e imprenditori, questi teo-cons convinti che Cristo abbia benedetto la ricchezza fornendo ai ricchi lo strumento per alleggerire le loro coscienze: la carità verso i poveri, sa leggere e valutare le parole del rude profeta?
Parole come

Quando venite a presentarvi a me,
chi richiede da voi
che veniate a calpestare i miei atri?
Smettete di presentare offerte inutili,
l'incenso è un abominio per me;
noviluni, sabati, assemblee sacre,
non posso sopportare delitto e solennità.
(Is, 1 12-13)

Fuori dalla mia finestra nevica.
Vi lascio con una canzone. Il repertorio natalizio popolare è molto ricco, ho scelto una canzone dell'area a nord-est di Milano, nella versione di un gruppo bergamasco. E' in dialetto, non comprensibile a tutti, per cui ne farò una libera traduzione. Ne vale la pena, la storia narrata è di una squisita umanità, con Maria che manifesta con semplicità i suoi bisogni di donna incinta, bisogni soddisfatti direttamente dal Padre (celeste) di suo figlio.
L'esecuzione della canzone è suggestiva, con l'uso di due voci femminili e una maschile sapientemente fuse in semplici armonie. Be', all'inizio una delle cantanti, forse presa dall'emozione, stonacchia un po', ma non ne faremo una questione, vero?

Ecco la storia raccontata dalla canzone:

San Giuseppe e la Madonna andavano verso Betlemme. Ad un certo punto alla Madonna viene sete ed evidentemente lo fa capire al consorte, che risponde "Andiamo, andiamo, verginella Maria, che una qualche fontana la troveremo".
Poco più avanti, infatti, trovano una fontana. "Bevete, bevete, verginella Maria, bevete l'acqua finché ne volete". Ed ecco che, mentre la Madonna si abbassava per bere (con un certo sforzo, suppongo, visto lo stato di avanzata gravidanza), la fontana si alzava. E Maria, nella sua ingenua bontà: "O fontana benedetta, vi state forse facendo male?".
"O no, no, no, verginella Maria, bevete l'acqua finché ne volete"
Camminano per un altro tratto e alla Madonna viene fame: "San Giuseppe, san GIuseppe, che fame che ho mai io!". Il paziente Giuseppe replica: "Andiamo, andiamo, verginella Maria, una pianta di mele la troveremo".
Come da copione, poco dopo trovano la pianta di mele. "Mangiate, mangiate, verginella Maria, mangiate mele finché volete". La Madonna si alzava per raggiungere i frutti, e la pianta di mele, obbediente, si abbassava.
"Ma o pianta benedetta, vi state forse facendo male?"
"No, no, no, no, verginella Maria, mangiate mele finché volete".
Vanno ancora avanti un po', quando alla Madonna viene sonno.
"San Giuseppe, san Giuseppe, che sonno che ho mai io!"
"Andiamo, andiamo, verginella Maria, che la capanna la troveremo!"
E un po' più avanti trovano la capanna.
A mezzanotte la Madonna si sveglia: "San Giuseppe, san Giuseppe, che splendore che ho visto!"
Erano gli angeli che cantavano, facevano allegria a Gesù Bambino.

Come sempre, è difficile tradurre la poesia, sia pure quella popolare.

La vicenda della fontana e della pianta di mele che si muovono per andare incontro alle esigenze della Madonna incinta è simile a quella raccontata dall'antica ballata inglese "The Cherry Tree Carol" (ripresa in italiano da Branduardi in "La pulce d'acqua", con il titolo "Il ciliegio"), ballata risalente al XV secolo. In quel caso, era un albero di ciliegie a piegarsi per far cogliere i frutti a Maria. La possibile fonte di queste leggende -CosimoPiovasco, ti sto pensando!- è nel vangelo apocrifo detto dello pseudo-Matteo, in cui è lo stesso Gesù, bimbo di pochi giorni, a "convincere" una palma da datteri ad abbassarsi per dare i frutti alla Madonna.

…insomma, credenti o no, l'avvento è iniziato!
 

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16 risposte a Avvento

  1. LaVostraProf ha detto:

    Buon avvento, allora, e che la neve non sia troppo insistente! 🙂

  2. wilcoyote ha detto:

    Grazie, spero anch'ìo di non rimanere sepolto sotto la neve 😉

  3. lo_struzzo_nero ha detto:

    Buon inizio di settimana amico mio…

  4. wilcoyote ha detto:

    A te buona serata, Struzzo! :)))

  5. Sogliolin ha detto:

    Vabbè dai… Coyotìn… solo un piccolo pezzetino per uno…

    :)))))

  6. wilcoyote ha detto:

    Wow!!! Adoro il torrone! :)))
    'notte, Sogliolìn! :***

    Grazie Struzzo, buonanotte! :)))

  7. Cosimopiovasco ha detto:

    Ma guarda! Non me la ricordavo assolutamente più quella canzone popolare, che ascoltai tanti e tanti anni fa nell'esecuzione di un qualche coro alpino. Il dialetto però non mi sembra fosse bergamasco, piuttosto piemontese, ma ne ho un ricordo davvero lontano e sfumato…
    Grazie per il pensiero; la leggenda della palma da datteri che Gesù fa inchinare non la conosco, The Cherry Tree Carol nell'esecuzione di Branduardi invece sì, e mi ricordo che è un po' più malizosetta, visto che insinua che sia stato il ciliegio stesso a mettere incinta la giovane sposa del vecchio giardiniere…
    Lo stesso tema è ripreso da Primo Levi in uno dei suoi racconti fantastici (non ricordo il titolo): anche in quel caso è un ciliegio a fecondare una femmina della specie umana…
    Un salutone, tuo
    Cosimo

  8. lo_struzzo_nero ha detto:

    Ti auguro un buon uicchend Mario

  9. Sogliolin ha detto:

    :))))

    E non dico altro!!! :DDDDD

    Ghghghghghhghghghghghghgh

    😉

  10. wilcoyote ha detto:

    Sogliolìn, voglio una foto completa di accessori. E non dico altro 😀

    Buona domenica Struzzo! :)))

    Eheheheh! In "Il ciliegio" di Branduardi Giuseppe dice, quando Maria gli chiede di raccoglierle qualche ciliegia: "chiedi al padre di tuo figlio di raccoglierle per te". A dire il vero, nella canzone non si fanno nomi, non si parla di Giuseppe e Maria… ma la storia è quella.
    Ciao!

  11. vnnvvvn ha detto:

    "avvento" non sarà mica una scusa per rimaner piantato con sto post fino a Natale vero?????

  12. wilcoyote ha detto:

    Acc… Viv, mi hai smascherato!
    😀

  13. Pingback: En attendant… | MinimAzione

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