Brillantina

Allungo la mano per prendere dall'espositore i miei soliti rasoi usa-e getta, quelli da due soldi. Appena sfioro la confezione, un tonfo improvviso mi fa sobbalzare. Levo di scatto la mano come se mi avessero sorpreso a rubare, e mi guardo intorno, assumendo un'aria colpevole.
Il pasticcio, però, non l'ho fatto io. Nella corsia accanto qualcuno -una donna di mezza età, alta, capelli corti ramati, piumino rosso, pantaloni di lana neri, scarpe basse marroni- ha fatto cadere un flacone di vetro, che si è spezzato in due grossi cocci. La signora guarda il liquido cremoso -non sono riuscito a identificarlo- mentre lentamente filtra dalla spaccatura del recipiente e si spande sul pavimento sporco delle sette di sera, in questo anonimo supermercato. Prima di distogliere lo sguardo, noto che la donna ha la mia stessa espressione da taccheggiatore maldestro.

Afferro il pacchetto di rasoi e mi allontano, devo comprare il pane, la pasta, il sale, lo yogurt, il chisseloricorda, ma di certo mi verrà in mente. Il mio cervello affaticato cerca di ricostruire un'approssimativa lista della spesa pescando nel mucchio frammenti di memoria, ostacolato da catene di pensieri anarchici che nei momenti di stanchezza riescono a sfuggire da quella parvenza di disciplina che cerco invano di dare alla mia mente.
Il rumore del flacone che si è spezzato. Non sembrava quello di un bicchiere che si rompe. Piuttosto, il preoccupante schiocco che fa una caramella di menta dura che si spezza sotto i denti. Di certo si trattava di un vetro spesso, come quello delle bottigliette di brillantina Linetti, quella che usava mio nonno, che usava mio padre e che ora nessuno in famiglia userà più.

Sono immerso nell'acqua della vasca da bagno e osservo il flaconcino di brillantina sul ripiano sotto lo specchio. E' la mattina del funerale di mio padre, mi sto preparando per parteciparvi. Non mi sono ancora reso conto completamente del cambiamento nella mia vita, ma capisco con inattesa lucidità che quel flaconcino sarà uno dei simboli dell'assenza di lui.

Il babbo faceva della brillantina un uso tanto regolare quanto parco, una bottiglietta gli durava oltre un anno. La acquistava personalmente, non so dove. Forse al mercato , forse in quella vecchia drogheria in cui da piccolo mi piaceva entrare e guardare le meraviglie esposte in dozzine di teche di vetro, come in un museo (ma allora non sapevo nulla di musei, solo di caramelle di zucchero colorate e di pasticche marca Leone).
Il giorno in cui mio padre chiese a me di andargli a comprare la brillantina quasi mi colse il panico. Dove? E l'avrebbero avuta ancora? Di quella marca? Che fare se non si trovasse più in vendita? Gli sarebbe andato bene uno di quei moderni gel per capelli -che mi stavano sulle palle, fra l'altro-? Non so perché, mi turbava il pensiero di deluderlo in quella semplice richiesta.
Andai, comunque, e tornai a casa con quello che voleva lui, anzi, di più: un flacone gigante di brillantina Linetti. Quando lo vide, si mise a ridere, osservando che il liquido contenuto in quella specie di damigiana sarebbe durato più di lui. Non trovai la cosa tanto divertente, mi parve piuttosto di cattivo augurio. Mi sorprendevo a confrontare il livello del cosmetico con le condizioni di salute del babbo. Il flacone, finalmente, si vuotò, e senza portarsi via l'utilizzatore. In un supermercato trovai la consueta, rassicurante confezione piccola e la comprai.
La medesima confezione, probabilmente, rimasta sul vassoio sotto lo specchio del bagno fino al giorno del funerale.

L'acqua sta diventando fredda, i vetri sono appannati, il bagno sembra avvolto dalla nebbia.
La stessa che troverò lungo la strada, in quella fredda mattina di febbraio. Nei campi c'è ancora un po' di neve, residuo delle abbondanti precipitazioni di inizio anno. Più tardi uscirà il sole e mi sorprenderò a pensare che la natura sembrava aver inviato al funerale di mio padre, in suo onore, gli elementi più caratteristici del clima di quella bassa padana, dai tratti un po' guareschiani, in cui egli aveva trascorso l'intera esistenza -salvo qualche escursione sull'Appennino, da cui un giorno aveva riportato a valle mia madre.

Un giovane straniero, intabarrato in una sciarpona di lana bianca e nera, mi sta dicendo qualcosa che non capisco. Lo ripete: vuole sapere se sono io il ventidue.
Il ventidue? No, sono ii diciassette. Sono in fila per il pane e non ho sentito chiamare il mio numero. Pazienza, tanto i bocconcini all'olio che volevo sono esauriti.
Mi dirigo alla cassa con i miei rasoi usa-e-getta, quelli da due soldi, un pacco da mezzo chilo di fusilli (che non ricordo di aver preso), senza il pane e senza chisseloricorda, ma di certo mi verrà in mente.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

13 risposte a Brillantina

  1. povna ha detto:

    una bella madeleine, intrisa di affetto, rimpianto, dolcezza, nostalgia…

  2. utente anonimo ha detto:

    la brillantina Linetti la usava anche mio zio, anche lui se n'è andato, era una persona gentile, purtroppo con tanti problemi di salute, non aveva la macchina, era un grande appassionato di clclismo, usciva raramente, ma quelle poche volte il profumo della brillantina Linetti non mancava mai.
    ciao……… Aloisio

  3. wilcoyote ha detto:

    Aloisio, se lo zio di cui parli è quello che ho conosciuto anch'io (coetaneo di mio padre), aveva proprio l'aria di uno che usa brillantina Linetti.
    Ciao!

    'povna, grazie per l'accostamento! 😉
    Una madeleine un po' untuosa, però 😀

  4. LaVostraProf ha detto:

    Ma non è stato bello scordarsi la spesa e ricordarsi della brillantina flacone gigante? 🙂

  5. wilcoyote ha detto:

    Certo, NostraProf. O meglio… insomma… ci sono cose di cui non è saggio dimenticarsi l'acquisto.

  6. KatherineM ha detto:

    Anche mio suocero l'usava sempre! E ha avuto i capelli neri fino alla morte, avvenuta a 80 anni. Effetto della brillantina?

  7. wilcoyote ha detto:

    Non credo, Kat. Mio padre aveva una chioma di capelli candidi (ed ha iniziato a imbiancarsi piuttosto presto… come me, del resto :P)
    Ciao!

  8. Cosimopiovasco ha detto:

    Ho fatto in tempo a usarla pure io, la brillantina, verso i quattordici, quindici anni, quando vuoi sentirti grande a tutti i costi… e In casa c'era, la usava mio padre (per l'appunto!). Ma ho fatto presto a stancarmi di quell'untume appicicoso; poi è passata di moda, salvo tornarci di recente; solo che adesso la chiamano gel e fa ancora più schifo…
    Salutoni, tuo
    Cosimo

  9. wilcoyote ha detto:

    Cosimo, oltre alla brillantina paterna, condividiamo la stessa passione per il gel, vedo 😉

    Ciao!

  10. Cosimopiovasco ha detto:

    Sissì, nutro da sempre un invincibile ribrezzo per tutto ciò che ci si spalma addosso: quando d'inverno sono costretto a usare il burro di cacao sono preso da attacchi di nausea; piuttosto che usare creme solari preferisco rischiare la scottatura… non ho mai capito come facciano le donne a spalmarsi di tante porcherie senza vomitare…
    Salutoni, tuo
    Cosimo

  11. wilcoyote ha detto:

    Come ti capisco! (infatti al massimo io spalmo… burro d'arachidi su una fetta di pane)

  12. DamadelSole ha detto:

    Buono il burro d'arachidi! 😀
    Coyote era tanto che non passavo da queste parti, finalmente ho trovato un post dei tuoi, senza musica, ma pieno di te, dei tuoi ricordi e del tuo splendido scrivere…
    E' un bellissimo post, un bellissimo modo di ricordare tuo padre, un uomo che non ho mai conosciuto direttamente, ma che ho imparato a rispettare ed apprezzare dai tuoi racconti. Un uomo d'altri tempi con cui mi sarebbe piaciuto parlare.
    Il mio primo ragazzo "serio" usava la brillantina, quando avevo 15 anni, i miei amici lo prendevano in giro dicendo che aveva i capelli unti, ma a me piaceva molto l'odore della brillantina….
    Un abbraccio, e grazie per i pensieri che ci regali, per i ricordi che condividi e per dar modo ad ognuno di noi di fare altrettanto…

    Roby

  13. wilcoyote ha detto:

    Grazie, RobyCara :)))
    Anche a me sarebbe piaciuto che tu conoscessi mio padre, chissà le cose che vi sareste raccontate.
    Un abbraccione a te!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...