Articolo Uno

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

25 aprile, anniversario della Liberazione. Una ricorrenza che, da un po' di anni, sento sempre meno come commemorativa e sempre più come incoraggiamento a proseguire quella Resistenza da cui la Liberazione (al netto degli interventi alleati, per carità) ha avuto origine.

Resistenza ancora, sì, perché le forze, mai veramente sopite, che negli anni '20 del secolo scorso portarono al fascismo, e alle tragedie da esso scaturite, sono ancora e più che mai alacremente al lavoro. Queste forze, e non ci vuole Marx per capirlo, sono le solite (antiche e sempre nuove, per citare Agostino -citazione decisamente blasfema) élites economiche convinte, come sempre, che un'istituzione democratica attenta a tutelare la parte più debole della popolazione sia di ostacolo ai loro comodi, ovvero ai loro utili.
Il modo migliore per togliersi questo impaccio è quello di dirigere, in maniera più o meno occulta, chi detiene il potere politico in modo da ottenere modifiche alle istituzioni fastidiose in modo da renderle innocue.

Fin qui, espressa in stile "da bar", la teoria. Ora la pratica: la Repubblica Italiana, nata da quella Resistenza il cui trionfo (purtroppo, a quanto pare, temporaneo) oggi festeggiamo, ha giusto quel tipo di Costituzione che infastidisce chi vede nell'utile il solo motore dell'economia: lo stato sociale richiede finanziamenti tramite imposte, la libertà di impresa, garantita, per l'amor dei cielo!, "non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana (art. 41)"… insomma, tutta una serie di scocciature per chi vuole ottimizzare i profitti.
Il tentativo, sempre perseguito, di attenuare gli effetti della Costituzione, tramite leggi opportune, sta degenerando sotto gli occhi di tutti (e fra un'indifferenza sconcertante) in quello di minare la Costituzione stessa in modo da semplificare le cose.
Come già accadde ai tempi dei primi governi Mussolini, il Parlamento sembra diventato strumento di approvazione dei decreti del Governo, di avallo di leggi palesemente scritte per tutelare gli interessi del Presidente del Consiglio (nonché di norme utili ai signori dell'economia).
Alle obiezioni si risponde che il Parlamento è l'espressione della volontà popolare (una volontà sempre più plasmata da quel potente mezzo di condizionamento che è la televisione), e quando la magistratura interferisce ecco che si cerca di imbavagliarla, alla faccia dell'indipendenza dei poteri in uno stato di diritto.
L'ultima uscita di quella banda di allegroni che cerca di smantellare i principi costituzionali è quello di modificare l'articolo 1, precisando in quel contesto la preminenza del Parlamento.
Per questo ho riportato ad inizio post il testo (originale, e spero rimanga tale a lungo) dell'articolo.
In esso è contenuto tutto quello che serve per stabilire le giuste relazioni fra il popolo sovrano ed i poteri dello Stato: "La sovranità appartiene al popolo", il principio di democrazia, "che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione", e qui si vede che i Padri Costituenti hanno compreso l'effetto della demagogia nelle mani di un abile comunicatore. Intorno a questo principio è stata costruita la Legge Fondamentale dello Stato, in modo che ci siano sistemi di auto-regolazione ad impedire l'abuso delle "piazze" da parte di politici desiderosi di scavalcare le norme rivolgendosi direttamente alle masse, opportunamente plagiate, in nome di una presunta "democrazia".

In conclusione: la Resistenza continua. Occorre salvaguardare la Costituzione e di esigendone il rispetto da parte di chi già dovrebbe tributarglielo. Per ora, con gli strumenti della democrazia (quella vera, non la versione lobotomizzata che si sta cercando di venderci).

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14 risposte a Articolo Uno

  1. utente anonimo ha detto:

    resistere vuol dire tante cose, ma anche non lasciarsi andare, non cadere in stupide omologazioni ( sovente ben gestite ) , saper e Voler distinguere, andare spesso ( sempre di più) contro, rinunciare a facili compromissioni, sentirsi talvolta isolati…
    troppe cose per persone a cui rimane poco tempo per pensare ( il lavoro, le code, le tasse, i bollettini, i modelli, la pubblicità, la salute…), bisognerebbe vivere semplice e pensare semplice, o almeno nel nostro piccolo cercare di Pensare con la nostra testa, non con quella degli altri.
    Ciao,      il barolo aiuta ( in dosi contenute )   Aloisio

  2. LaVostraProf ha detto:

    Mi fermo a commentare prima di proseguire nella lettura, perché trovo esatta e precisa e illuminante la frase: "sempre meno come commemorativa e sempre più come incoraggiamento a proseguire quella Resistenza da cui la Liberazione …ha avuto origine.
    Lo sapevo, ma trovarselo scritto adesso, chiaro e netto, ha reso tutto molto più evidente.

  3. povna ha detto:

    E' necessario ricordare e insieme attualizzare, mai come in questo momento necessario… E l'articolo 1 della nostra Costituzione (come pure tutto il resto) è semplicemente molto bello. Augh.

  4. KatherineM ha detto:

    Già. La sovranità appartiene al popolo, un popolo burattino, manipolato dai mass media, che sta diventando schiavo inconsapevole di chi vuole strumentalizzarlo. Almeno, un tempo, gli schiavi sapevano di essere tali e di non avere strumenti per contrastare il potere, invece adesso sono tutti contenti e non si rendono conto di essere manovrati abilmente da un burattinaio che guida i loro fili. Il bunga bunga e il grande fratello fanno scuola…:(

  5. lazorra ha detto:

    il problema vero non è lui, siamo proprio noi…è lo stile di vita che ci hanno inculcato che ci va più che bene..questa è la tristezza
    oggi poi sono poco incline ad avere sentimenti positivi per il prossimo in generale..stanca di maleducazione generalizzata, di menefreghismo per gli altri e la cura solo di se e del proprio orticello..mi sa che sto covando la febbre davvero
    un abbraccio Wil

  6. wilcoyote ha detto:

    "In dosi contenute"… Aloisio, stai diventando saggio? "Est modus in rebus"?
    Oppure pensavi a "Est! Est!! Est!!!", il celebre vino di Montefiascone?
    Ma forse hai ragione: il barolo è una scelta di certo più indipendente da, che so, "Red Bull", rappresenta quell'autonomia di pensiero che si fa di tutto per ottundere.
    Ciao!

    Prof, lo sapevi e, in quello che scrivi, porti avanti da tempo la Resistenza (di sicuro molto più di me). Continua (continuiamo)!

    Sì, 'povna. L'art. 1 è bello, per la sua capacità di comprendere il resto della Costituzione e, insieme, di chiamare a raccolta tutti gil altri articoli a giustificarlo.

    Vero, Kat. Ben pochi accetterebbero di essere definiti schiavi. Eppure i signori della comunicazione cercano di avere ben più del nostro corpo: vogliono le nostre anime per unificarle in una pseudo-coscienza collettiva.

    Zorra, la febbre l'ho avuta io per Pasqua 😦
    Il problema non è "lui", ma "loro", ovvero quegli individui, spesso in apparenza più presentabili di "lui", che non badano a nulla per arricchirsi: non badano all'uomo, non badano al pianeta.
    Per ottenere quel che vogliono ci convincono che possiamo essere come "loro", e quindi cercano di farci diventare egoisti.

  7. lazorra ha detto:

    infatti lui è solo lo specchio…il peggio è dietro ..
    passata la febbre spero Will un bacio

  8. lo_struzzo_nero ha detto:

    Purtroppo solo il Padre Eterno ci può aiutare, mi spiace dirlo… anzi neanche lui lo vuole il nano lassù, portebbe fregargli la poltrona… La situazione attuale è sintetizzata dalla vignetta di Vauro che ho postato l'altro ieri…

    Un abbraccio e buon fine settimana caro Mario

  9. utente anonimo ha detto:

    la disoccupazione giovanile è al 28%, ma la TV  ci insegna che quel che conta è una certa immagine, procediamo così e ne vedremo delle belle…
    ciao, il barbera aiuta…… Aloisio

  10. lazorra ha detto:

    io ti aspettavo a Bologna visto che eri in ferie

  11. lo_struzzo_nero ha detto:

    Buongiorno Mario, un salutone e buon uic

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