Avvento (ancora una volta)

Ehi, rieccoci. E’ dicembre e l’obiettivo a cui tante persone del mondo occidentale (almeno, quelle che possono ancora permettersi di mangiare tre volte al giorno) tendono, più o meno dichiaratamente, è arrivare a Natale. Probabilmente esiste una miriade di motivazioni differenti, ma di certo questa “tensione” al Natale c’è, e raramente si tratta di una tensione spirituale.

In quanto appartenente al mondo occidentale e, per il momento, in grado di mangiare tre volte al giorno (facciamo anche quattro o cinque, va!), anche per me questa “tensione” esiste (e non è del tutto spirituale). Il mio particolare modo di vivere questo periodo si può sintetizzare in una parola: l’attesa. Non è il Natale (con tutti gli annessi e connessi) che desidero raggiungere. Ciò che mi fa percepire come “speciale” questo periodo è proprio il senso di attesa che parte dalla suggestione cattolica (l’Avvento) in cui sono cresciuto per poi trascenderla e diventare qualcosa di più intimo, di estremamente personale (anche se condiviso con quelle migliaia di altre persone che provano le mie stesse sensazioni -non pretendo certo di provarle solo io!).

L’Avvento cristiano ricorda il ben più lungo periodo trascorso dalla biblica promessa di un Messia alla sua manifestazione. Un periodo di attesa, dunque.
Un attesa colma di speranza.

Avvento, attesa, speranza. Ecco, la speranza è quella cosa che aggiunge valore a quella indeterminata successione di giorni che costituisce la vita che sta davanti a me. Ogni giorno spero che il sorgere del sole mi trovi a contemplarlo (anche quando c’è nuvolo) in buona salute, spero che la stessa cosa valga per le persone cui voglio bene (e sono tante), spero che il lavoro ci sia (e non mi uccida per eccesso!)… insomma, spero. Spero soprattutto che qualcosa accada. Cosa? Non lo so, non è facile descrivere questo mutevole e multiforme “qualcosa”. Però lo attendo. E questo sì che dà significato ai miei giorni. Una speranza, un’attesa. Un avvento.

Torniamo allora all’Avvento, quello dei cristiani. Come per tutti i periodi dell’anno liturgico, anche per l’Avvento è stata composta musica sacra. Vi voglio far ascoltare uno degli inni più belli: “Veni, veni Emmanuel”. E’ un inno di origine incerta, ma di sicuro molto antica (si parla del XV secolo, ma forse le sue radici sono ben più anteriori). Nel pragmatico (e fin troppo materialista) Avvento cattolico questo canto sembra caduto in disuso. E’ più diffuso nel mondo protestante e le versioni in inglese sono fra le più belle. Vi propongo una di queste, “O come, o come Emmanuel”.

Ho scelto un arrangiamento vicino alle mie passioni musicali, un esecuzione acustica a base di voce, chitarra, contrabbasso, violino e dobro, che mescola tradizione celtica e new acoustic music. Un po’ troppo veloce per chi è abituato alle versioni corali, ma estremamente suggestiva, anche nelle immagini, nell’emozione che unisce i musicisti, nella passione che esprimono con voci e strumenti.

Io attendo, attendo…

 

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5 risposte a Avvento (ancora una volta)

  1. katherine ha detto:

    Sempre bellissime ed emozionanti le melodie che ci proponi, anche piuttosto particolari. Grazie!
    Spero che questa attesa ti porti delle buone novità e, soprattutto, salute e serenità.
    Un abbraccio!

  2. agrimonia71 ha detto:

    molto bella la musica, avendo in tempi lontani cantato nella corale di paese i miei preferiti natalizi erano brani di tendenza anglofona.
    Io attendo la fine dell’avvento anche perchè significa il superamento di un altro mese freddo e quindi a rischio di cure antibiotiche

    • minimazione ha detto:

      Capisco. Antibiotici e pranzi natalizi non vanno molto d’accordo 😛
      Il brano che ho pubblicato, a dire il vero, è nato con testo in latino, ma anch’io sono un fan dei vecchi canti natalizi britannici (quest’anno la piccola corale che dirigo ha interpretato “Hark The Herald Angels sing”, uno dei più famosi (e belli) inni di Natale.

  3. LaVostraProf ha detto:

    Non so com’è, ma quest’anno l’attesa non la sento ancora… Provo con l’arrangiamento che proponi? Magari mi aiuta.
    🙂

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